Il 2025 segna per Cirsa un passaggio chiave, non solo per la quotazione in Borsa dello scorso luglio, ma anche per il rafforzamento di un modello che punta a tenere insieme crescita e responsabilità. Il gruppo ha pubblicato il suo quinto report di sostenibilità, un documento che fotografa l’evoluzione della strategia ESG e che offre indicazioni precise anche sul ruolo dell’Italia all’interno del business.
La società rivendica risultati di rilievo sul piano internazionale, con il primo posto nel ranking di Sustainalytics per il proprio settore e un posizionamento tra i primi quattro operatori del gaming secondo S&P Global. Un riconoscimento che, nelle intenzioni del gruppo, certifica la capacità di coniugare performance economica e attenzione ai temi ambientali, sociali e di governance.
“La quotazione in Borsa non rappresenta solo un traguardo finanziario, ma anche la fiducia del mercato nella nostra visione sostenibile e nel nostro modello di business responsabile”, afferma il presidente esecutivo Joaquim Agut, sottolineando come i risultati ottenuti “confermano che la creazione di valore economico e sociale può andare di pari passo”.
Il report si articola attorno a quattro direttrici – gioco responsabile, ambiente, dimensione sociale e governance – ma è proprio il primo pilastro a offrire gli spunti più rilevanti per il mercato italiano. Nel nostro Paese, infatti, Cirsa è presente soprattutto nel segmento delle macchine da intrattenimento, con oltre 15.000 apparecchi tra AWP e VLT distribuiti in esercizi pubblici e sale dedicate. Una presenza capillare che rende l’Italia uno dei contesti più sensibili sotto il profilo della regolazione e della tutela del consumatore.
Il documento conferma che il gruppo opera in Italia principalmente attraverso la rete fisica e tramite sale giochi, con un modello fortemente radicato nel retail. È proprio qui che si concentra gran parte dell’attenzione sul gioco responsabile, tema che Cirsa considera “centrale” nella propria strategia industriale. Non si tratta solo di compliance, ma di un approccio che punta a incidere sul comportamento del giocatore e sull’organizzazione dell’offerta.
In questo contesto, il report evidenzia come il 100% del personale operativo sia stato formato sul gioco responsabile, con programmi obbligatori anche per i nuovi ingressi. Inoltre, ogni sala dispone di figure dedicate al monitoraggio delle pratiche di tutela, a conferma di un modello che fa leva anche sul presidio umano, particolarmente rilevante in un mercato come quello italiano, dove il contatto diretto con il cliente resta un elemento strutturale.
Un passaggio interessante riguarda anche lo sviluppo di strumenti digitali. Cirsa segnala l’avvio dell’adattamento al mercato italiano di applicazioni già utilizzate in altri Paesi per la gestione del gioco responsabile, con l’obiettivo di offrire ai clienti strumenti più evoluti di controllo e monitoraggio. È un segnale che va nella direzione di una progressiva integrazione tra canale fisico e digitale, proprio mentre il mercato italiano si prepara a una fase di riordino normativo del gioco retail.
Accanto al tema della tutela del giocatore, il report dedica spazio anche agli aspetti ambientali e organizzativi. Il gruppo dichiara che il 71% dell’energia utilizzata proviene da fonti rinnovabili e che le emissioni sono state ridotte del 16%, un dato significativo per un settore ad alto consumo energetico come quello delle sale e dei casinò. Sul piano sociale, Cirsa evidenzia politiche di inclusione e diversità, oltre al riconoscimento come “Best Company for All Talent”.
Sul fronte della governance, emerge il rafforzamento delle strutture interne dedicate alla sostenibilità, con comitati specifici e l’adozione di un nuovo codice etico. Un’impostazione che, nelle intenzioni del gruppo, dovrebbe garantire maggiore controllo e trasparenza, anche alla luce delle richieste del mercato dopo la quotazione.
Nel complesso, il report restituisce l’immagine di un operatore che punta a consolidare la propria presenza nei mercati regolati, con l’Italia che continua a rappresentare un tassello fondamentale soprattutto per il gioco fisico. Un mercato dove la dimensione industriale si intreccia sempre più con quella regolatoria e dove il tema del gioco responsabile, anche alla luce delle prossime riforme, è destinato a diventare ancora più centrale.







