Il Parlamento europeo si divide sulla possibilità di introdurre una nuova risorsa propria dell’Unione europea legata al settore del gioco d’azzardo online. Il tema è stato al centro della discussione plenaria a Strasburgo sul finanziamento delle priorità europee attraverso nuove entrate comunitarie, dibattito nel quale la Commissione europea ha confermato di stare valutando una possibile tassa sul gioco d’azzardo online.
A rilanciare il confronto è stato il commissario europeo al Bilancio Piotr Serafin, che ha chiesto apertamente il sostegno del Parlamento europeo per costruire un sistema di nuove risorse proprie in grado di finanziare il prossimo QFP, il Quadro finanziario pluriennale dell’UE. “Se vogliamo avere finanziamenti adeguati alla politica di coesione, per la politica agricola, per ricerca, sviluppo e competitività, non basta parlare di come spendere il denaro. Dobbiamo parlare anche di come raccogliere le risorse per finanziare le nostre politiche comuni”, ha dichiarato.
Serafin ha spiegato che Bruxelles sta ancora valutando le proposte avanzate dall’Eurocamera, comprese la tassa sul digitale, una tassa sulle criptovalute e il contributo sul gioco online. “Non esiste il candidato perfetto per le nuove risorse proprie”, ha ammesso il commissario. “Ci saranno critiche per ogni proposta, anche per quella sul gioco d’azzardo online”.
Nel corso del dibattito, diversi eurodeputati hanno sostenuto la necessità di trovare nuove entrate europee per evitare tagli alle politiche comunitarie.
La parlamentare ceca Danuse Nerudova ha espresso pieno sostegno alla ricerca di nuove soluzioni fiscali europee. “Sappiamo già che nulla sarà perfetto per tutti”, ha affermato, ricordando come anche altre risorse proprie già proposte dalla Commissione abbiano incontrato resistenze tra gli Stati membri. Secondo Nerudova, l’alternativa sarebbe il ridimensionamento del bilancio europeo. “Gli stessi Stati che criticano le risorse proprie poi si lamentano dei tagli all’agricoltura, alla coesione, alla competitività e alla ricerca”, ha osservato.
L’eurodeputata ha difeso anche l’idea di una tassa sul gioco d’azzardo online proposta dal Parlamento europeo, insieme alle altre ipotesi fiscali. “Dobbiamo trovare insieme una soluzione invece di continuare a tagliare gli investimenti nel nostro futuro”, ha dichiarato.
A favore della tassa sul gioco d’azzardo online si è espresso con particolare forza anche l’europarlamentare romeno Victor Negrescu. Secondo il deputato socialista, il dibattito riguarda soprattutto la capacità dell’Europa di finanziare le proprie priorità senza scaricare il peso sulle future generazioni. “Il settore del gioco online è altamente digitalizzato, cresce rapidamente, opera oltre i confini nazionali e utilizza i vantaggi del mercato unico. È giusto che contribuisca alle priorità sociali europee e alla protezione delle persone”, ha dichiarato. Negrescu ha sottolineato che la proposta non intende sostituire i sistemi nazionali di regolamentazione del gioco, ma introdurre un contributo europeo limitato applicato ai grandi operatori attivi nel mercato europeo. Secondo le stime citate dal parlamentare, il gettito potrebbe arrivare tra i 14 e i 28 miliardi di euro nel prossimo bilancio pluriennale, una cifra che — ha ricordato — equivale all’attuale bilancio di Erasmus+.Il deputato ha inoltre richiamato il tema della tutela dei consumatori e del contrasto alle attività illegali. “Il mercato del gioco online presenta rischi importanti legati al riciclaggio e alle reti criminali che operano oltre frontiera”, ha affermato, aggiungendo che alcuni Paesi europei “stanno già facendo grandi profitti grazie all’industria del gioco online”.
Di tono completamente diverso l’intervento del francese Julian Sanchez, che ha attaccato duramente l’idea di introdurre nuove tasse europee. “L’Unione europea spende in maniera massiccia e scandalosa”, ha dichiarato, accusando Bruxelles di voler creare nuove entrate invece di ridurre le spese. Secondo Sanchez, la fiscalità sul gioco d’azzardo deve restare una competenza nazionale. “L’Europa non può utilizzare le dipendenze dei cittadini per finanziare programmi inefficienti e politiche ideologiche”, ha detto. Anche tra i gruppi conservatori e sovranisti sono emerse forti resistenze. L’eurodeputato italiano Ruggero Razza ha adottato una posizione più prudente, riconoscendo tuttavia la necessità di discutere anche delle entrate europee. “Se chiediamo di intervenire sul fronte delle uscite è necessario occuparsi anche del fronte delle entrate”, ha dichiarato. Razza ha però espresso dubbi su alcune delle risorse proprie già proposte dalla Commissione, in particolare sulla tassazione delle grandi imprese, ritenuta potenzialmente dannosa per la competitività europea. Il parlamentare di Fratelli d’Italia ha comunque invitato ad attendere la valutazione finale della Commissione sulle nuove proposte del Parlamento europeo, comprese quelle relative al gioco online.
Sostegno alla tassa sul gioco d’azzardo online è arrivato dal parlamentare tedesco dei Verdi Rasmus Andresen, che ha definito il settore delle scommesse sportive e del gioco online “un’industria in forte crescita che genera enormi profitti in Europa”. Secondo Andresen, il comparto dovrebbe contribuire maggiormente al finanziamento delle priorità europee, soprattutto in una fase economica complessa. “Non può essere che un’industria che trae grandi benefici dal mercato europeo non partecipi al finanziamento delle priorità comuni”, ha affermato. Decisamente contrario invece Alexander Jungbluth, che ha accusato la Commissione di voler aggravare ulteriormente il problema del mercato nero. Secondo il parlamentare tedesco, nuove tasse europee sul gioco rischierebbero di favorire gli operatori illegali e di peggiorare la situazione dei consumatori. “La Commissione considera il gioco d’azzardo e le scommesse come una nuova fonte per finanziare il bilancio europeo. Questo renderebbe la situazione ancora peggiore perché il mercato nero continuerebbe ad espandersi”, ha dichiarato.
Anche il croato Karlo Ressler ha invitato il Parlamento europeo ad affrontare senza pregiudizi il tema delle nuove entrate comunitarie, compresa l’ipotesi di una tassa sul gioco d’azzardo online. Secondo Ressler, il settore presenta caratteristiche che rendono legittima una riflessione europea: “Si tratta di un mercato altamente digitalizzato, transfrontaliero e che trae benefici dal mercato unico europeo”. L’eurodeputato ha sottolineato come, in una fase segnata da crisi successive — dalla pandemia alle nuove tensioni geopolitiche — l’Unione europea debba dotarsi di strumenti finanziari più solidi e stabili.
Molto duro invece l’intervento della socialista spagnola Sandra Gómez López, che ha difeso apertamente la proposta del Parlamento europeo di includere il gioco online tra le nuove risorse proprie dell’UE. “Oggi non stiamo discutendo semplicemente di come quadrare i conti del bilancio europeo”, ha dichiarato. “Stiamo decidendo se le nuove risorse proprie rispettano principi di giustizia sociale e di sovranità europea”. Secondo Gómez López, il gioco d’azzardo online non produce valore reale per l’economia europea. “Non ci rende migliori né più competitivi. Al contrario, trae profitto dalla vulnerabilità delle persone giovani e precarie”, ha affermato. L’eurodeputata ha collegato il tema del gambling online a quello dei social network, degli algoritmi digitali e delle criptovalute, sostenendo che questi modelli economici condividano “un filo invisibile ma devastante: la dipendenza”. “Parliamo di industrie progettate per monetizzare il nostro tempo, sequestrare l’attenzione dei giovani e appropriarsi dei loro risparmi”, ha detto. “È un sistema che non solo sfrutta la vulnerabilità, ma la produce, la alimenta e la trasforma in un business redditizio”. Nel suo intervento, Gómez López ha anche criticato la prudenza mostrata dalla Commissione europea nei confronti delle grandi piattaforme digitali statunitensi. “L’Europa è rimasta troppo spesso paralizzata dal timore delle reazioni di Trump”, ha dichiarato, riferendosi alle difficoltà nell’introduzione di una digital tax. “Ma la soluzione non può essere chiedere ulteriori sacrifici alle famiglie e alle imprese europee. Dobbiamo invece chiedere di contribuire di più a chi trae enormi profitti dal nostro mercato unico senza lasciare nulla di positivo in cambio”.
Più sintetico ma favorevole al rafforzamento delle risorse proprie anche l’intervento dello svedese Dick Erixon, che ha criticato la dipendenza europea dalle grandi multinazionali tecnologiche e finanziarie straniere. Il belga Yvan Verougstraete ha invece allargato il discorso al tema della concorrenza fiscale interna all’Unione europea. “Abbiamo bisogno di nuove risorse europee ed è chiaro che la proposta relativa alle scommesse online rappresenta un’idea interessante”, ha affermato. Secondo il parlamentare, il vero problema è però la difficoltà dell’UE nel tassare correttamente il valore creato dalle multinazionali, soprattutto nel settore digitale. “Oggi, mentre l’intero edificio europeo rischia di indebolirsi, continuare a difendere il fatalismo fiscale è semplicemente inaccettabile”, ha dichiarato. Verougstraete ha inoltre avvertito che l’esplosione dell’intelligenza artificiale renderà ancora più urgente una revisione del sistema fiscale europeo. “È tempo di abbattere alcuni tabù e reinventare la nostra fiscalità”, ha detto.
Posizione nettamente contraria invece quella del portoghese João Oliveira, che ha accusato Bruxelles di voler penalizzare economicamente alcuni Stati membri. Secondo Oliveira, le nuove risorse proprie rischiano di alterare gli equilibri finanziari nazionali e di colpire in maniera sproporzionata Paesi come il Portogallo, dove il settore del gioco online è già fortemente tassato. Il parlamentare ha ricordato che il Portogallo applica già aliquote elevate sul gioco online e ha criticato l’idea di introdurre un ulteriore livello di imposizione europea. Oliveira ha inoltre denunciato gli effetti sociali del gambling, sostenendo che le scommesse online “stanno distruggendo la vita di molti giovani”.
Anche il tedesco Thomas Geisel si è detto contrario all’ipotesi di una tassa europea sul gioco d’azzardo online. Pur riconoscendo i problemi sociali legati al settore, Geisel ha sostenuto che la competenza fiscale debba restare agli Stati membri. “La competenza per la riscossione fiscale appartiene ai singoli Stati”, ha dichiarato, definendo “irrealistica” l’idea di una tassazione uniforme europea sul gambling.
Critica verso l’intero impianto delle nuove risorse proprie anche la spagnola Isabel Benjumea Benjumea, che ha riportato il dibattito sul tema del debito europeo generato dal programma Next Generation EU. Secondo l’eurodeputata del Partito Popolare, prima di introdurre nuove tasse europee sarebbe necessario valutare in maniera trasparente l’efficacia dei programmi già finanziati con il debito comune. “La Commissione propone tagli, ad esempio alla PAC o alla coesione, insieme a nuove tasse che il Consiglio ha già detto di non voler approvare”, ha affermato. Benjumea ha criticato l’idea di finanziare il rimborso del debito europeo attraverso nuove imposte su cittadini e imprese. “Prima di creare nuove figure fiscali abbiamo bisogno di una valutazione seria delle politiche europee e di un piano chiaro per la gestione del debito”, ha dichiarato.
Il socialista francese Jean Marc Germain ha difeso con forza la necessità di introdurre nuove risorse proprie europee, definendo il prossimo negoziato sul bilancio pluriennale “una decisione storica” per il futuro dell’Unione. Secondo Germain, l’Europa si trova davanti alla scelta se continuare a finanziare le grandi politiche di solidarietà che hanno caratterizzato il progetto europeo oppure ridimensionarne l’ambizione. “Mai il Parlamento europeo aveva proposto mezzi così importanti per permettere all’Europa di affrontare le sfide del nostro tempo”, ha dichiarato. L’eurodeputato ha accusato alcuni governi nazionali di opporsi sistematicamente a qualsiasi nuova forma di entrata europea. “La difesa no, il digitale no, e sempre no alle nuove risorse proprie. Ma è evidente che abbiamo bisogno di nuove entrate”, ha affermato. Germain ha inoltre salutato positivamente l’apertura del Parlamento europeo verso nuove piste fiscali, comprese criptovalute, servizi digitali e gioco online, citando esplicitamente il lavoro di Victor Negrescu. “La vera questione per il futuro dell’Europa non è essere o meno favorevoli alle tasse, ma essere all’altezza delle sfide che abbiamo davanti”, ha concluso.
Decisamente contrario invece il maltese David Casa, che ha difeso il peso economico del settore del gambling online per Malta e ha accusato la proposta di colpire le imprese che operano legalmente all’interno dell’Unione europea. “Questa proposta socialista rischia di spingere fuori dall’Europa aziende che operano in modo legale”, ha dichiarato. Secondo Casa, la regolamentazione fiscale del gioco d’azzardo deve restare di competenza nazionale. “Non servono proposte socialiste che danneggiano il mercato europeo”, ha affermato, sottolineando che per Malta il settore rappresenta un comparto strategico. Lo scontro più acceso si è registrato proprio tra Casa e Victor Negrescu. Il parlamentare romeno ha replicato ricordando che molte aziende con sede a Malta generano profitti grazie ai mercati di altri Paesi europei. “Le aziende a Malta fanno introiti sul mercato tedesco, francese e rumeno. Se sostenete il mercato interno europeo per il settore delle scommesse, allora dovete sostenere anche una responsabilità europea”, ha affermato. Casa ha però respinto con forza questa impostazione. “Forse non capite il nostro sistema perché per voi questo settore non è così importante come lo è per noi”, ha dichiarato. “Non permetteremo ad altri di decidere i termini per le aziende che operano a Malta. Sarà Malta a decidere su queste tematiche”.
Posizione favorevole all’introduzione di nuove risorse proprie anche quella della portoghese Carla Tavares, che ha sostenuto apertamente la necessità di costruire un bilancio europeo più ambizioso. “Non possiamo avere un bilancio timido e limitato”, ha dichiarato rivolgendosi al commissario Serafin. “Il prossimo bilancio europeo deve essere uno strumento di investimento e di coesione capace di sostenere un’Europa che protegge e rafforza la propria economia”. Secondo Tavares, il Parlamento europeo ha già fatto la propria parte avanzando proposte concrete. “Sappiamo bene che un bilancio credibile e ambizioso si costruisce soltanto con nuove entrate e nuove risorse proprie”, ha affermato. “Senza nuove risorse proprie non avremo nuovi obiettivi né nuove ambizioni”. Nel corso del dibattito, la parlamentare portoghese è stata incalzata dal connazionale João Oliveira, che ha chiesto chiarimenti sull’impatto della futura tassa sul gioco online sui bilanci nazionali. Oliveira ha domandato se il Portogallo rischi di perdere entrate fiscali nazionali a favore del bilancio europeo e ha ribadito le proprie perplessità sul contrasto tra tassazione del gioco e lotta alla ludopatia. Tavares ha risposto invitando a mantenere aperto il confronto. “Dobbiamo avere la capacità e la disponibilità di trovare soluzioni e alternative”, ha dichiarato. “Non dobbiamo chiuderci delle porte”. Molto articolato anche l’intervento della portoghese Lídia Pereira, che ha invitato ad affrontare il tema “con serietà, pragmatismo e senso di responsabilità”. Secondo Pereira, il settore del gioco online rappresenta ormai “una realtà inevitabile” e pone problemi concreti di regolamentazione e tassazione transfrontaliera. “Ogni anno perdiamo circa 20 miliardi di euro di entrate che non finiscono nei bilanci europei”, ha affermato. “Ha senso valutare se queste attività possano contribuire al finanziamento dell’Unione europea”. L’eurodeputata ha però insistito soprattutto sugli aspetti sociali del fenomeno. “Il gioco è un vizio, crea dipendenza, può distruggere relazioni, stabilità finanziaria e salute mentale”, ha dichiarato. “Io non voglio che l’Unione europea ceda al vizio”. Secondo Pereira, qualsiasi nuova tassazione dovrebbe essere accompagnata da regole più severe sulla pubblicità e sulla protezione dei minori, comprese misure relative agli influencer e alle piattaforme digitali. “Se c’è regolamentazione deve esserci anche prevenzione”, ha affermato. Di nuovo Oliveira è intervenuto per contestare l’efficacia di una tassa europea sul gioco illegale, chiedendo come sia possibile recuperare entrate fiscali da operatori che già oggi sfuggono ai controlli nazionali. Pereira ha replicato difendendo il ruolo delle istituzioni e delle autorità di controllo. “La ludopatia va contrastata attraverso la prevenzione”, ha dichiarato. “È fondamentale proteggere soprattutto i giovani, che sono i più esposti ai rischi presenti negli spazi digitali”.
Sostegno alla proposta è arrivato anche dal portoghese Hélder Sousa Silva, che ha definito le nuove risorse proprie “fondamentali” per garantire all’UE la capacità di rispondere alle aspettative dei cittadini e delle imprese senza aumentare il peso fiscale diretto sui bilanci nazionali. Secondo Sousa Silva, alcuni settori economici “beneficiano dei vantaggi del mercato unico europeo contribuendo poco o nulla al suo finanziamento”. Tra questi ha citato esplicitamente il comparto del gioco online e delle scommesse digitali. “Si tratta di una fonte di entrate attualmente non tassata”, ha dichiarato. “È anche una questione di equità fiscale, perché il gioco tradizionale offline è già soggetto a imposizione”. Il parlamentare ha quindi concluso sostenendo che chi beneficia del mercato unico europeo “deve contribuire adeguatamente al finanziamento del progetto europeo”.
Dal dibattito emerso in plenaria sembra esserci, almeno numericamente e politicamente, una prevalenza di posizioni favorevoli ad approfondire l’ipotesi di una tassa sul gioco d’azzardo online come nuova risorsa propria dell’UE, anche se con molte cautele e differenze tra i gruppi politici. I gruppi socialisti, verdi e parte dei liberali hanno sostenuto apertamente la proposta. Gli argomenti più ricorrenti sono stati tre: la necessità di nuove entrate per sostenere il prossimo bilancio UE, la natura transfrontaliera e altamente redditizia del settore, e i costi sociali legati alla ludopatia e alla protezione dei minori. Anche alcuni deputati più moderati o appartenenti al PPE non hanno chiuso la porta alla proposta. Ruggero Razza, ad esempio, pur mostrando prudenza, ha riconosciuto che se si chiedono più investimenti europei bisogna affrontare anche il tema delle entrate.
Le opposizioni più nette sono arrivate soprattutto dai gruppi conservatori, sovranisti e da parlamentari di Paesi economicamente molto esposti al settore del gambling online, in particolare Malta. David Casa ha difeso apertamente l’industria maltese del gaming, sostenendo che la proposta rischia di penalizzare operatori legali europei e di sottrarre competenze fiscali agli Stati membri. Contrari anche Julian Sanchez, Alexander Jungbluth, Thomas Geisel e João Oliveira, seppur con motivazioni diverse: sovranità fiscale nazionale, timore di espansione del mercato nero, critica alle nuove tasse europee e dubbi sull’efficacia della misura rispetto alla ludopatia.
Nel complesso il clima politico della discussione sembra indicare che la proposta non venga più considerata marginale o simbolica. Anzi, diversi interventi hanno mostrato che l’idea della tassa sul gioco d’azzardo online sta entrando concretamente nel negoziato sulle future risorse proprie dell’UE. Anche il Commissario europeo al Bilancio, Piotr Serafin, pur senza sbilanciarsi, ha fatto capire che la Commissione considera la proposta politicamente credibile e tecnicamente meritevole di valutazione.







