Un Picasso originale del valore di oltre un milione di euro finisce nelle mani di un ingegnere parigino grazie a un biglietto da appena 100 euro. Sembra una storia costruita ad arte, e invece è tutto reale. L’estrazione si è svolta il 14 aprile 2026 negli spazi di Christie’s a Parigi, sotto la supervisione di un ufficiale giudiziario, chiudendo una delle più note iniziative benefiche legate al mercato dell’arte degli ultimi anni.
Il vincitore si chiama Ari Hodara, ha 58 anni e una passione dichiarata per Picasso. Il quadro che si porterà a casa è “Tête de femme”, un ritratto di Dora Maar realizzato nel 1941, caratterizzato da toni intensi tra il grigio e il blu. Il valore stimato supera il milione di euro, anche se il prezzo di mercato indicato dalla galleria che lo ha messo a disposizione sfiora 1,45 milioni. Hodara, incredulo al momento della comunicazione, ha raccontato di aver acquistato il biglietto quasi per caso, durante una cena fuori nel fine settimana.
Dietro questa “favola” c’è però un’operazione molto più ampia. La lotteria “1 Picasso per 100 euro”, organizzata dalla Fondation Recherche Alzheimer, ha venduto circa 120mila biglietti in oltre 150 Paesi, raccogliendo complessivamente 12 milioni di euro. Di questi, circa 11 milioni saranno destinati alla ricerca sull’Alzheimer, confermando il ruolo della fondazione come uno dei principali finanziatori privati francesi in questo ambito.
Ma mentre in Francia l’iniziativa si è svolta con il sostegno di istituzioni culturali e sotto rigidi controlli formali, in Germania la stessa lotteria ha incontrato un muro regolatorio. La Joint Gambling Authority (GGL), l’autorità di vigilanza dei Länder, è intervenuta quasi subito chiedendo agli organizzatori di interrompere la vendita dei biglietti sul territorio tedesco. La motivazione è stata netta: assenza della licenza prevista dal Glücksspielstaatsvertrag, il trattato interstatale sul gioco d’azzardo.
Una posizione giuridicamente difficile da contestare, ma che ha riacceso il dibattito sulla proporzionalità dell’azione regolatoria. La stessa autorità, spesso criticata per la lentezza nel contrasto a operatori illegali con volumi di gioco ben più rilevanti, ha mostrato in questo caso una rapidità e una fermezza esemplari nei confronti di un’iniziativa benefica, trasparente e sostenuta da istituzioni riconosciute. Il risultato è stato paradossale: una lotteria finalizzata alla ricerca scientifica considerata non conforme, mentre il mercato illegale continua a rappresentare una sfida ben più complessa.
Questa formula, in passato, ha portato fortuna anche all’Italia. Nel 2020, a vincere fu Claudia Borgogno, contabile di Ventimiglia, grazie a un biglietto da 100 euro regalatole dal figlio per Natale. In palio c’era “Natura morta”, un olio su tela dipinto da Picasso nel 1921. Anche allora l’estrazione si svolse da Christie’s e il valore dell’opera si aggirava intorno al milione di euro. La vincitrice raccontò di non aver mai vinto nulla prima, trasformando un semplice regalo in una delle storie più sorprendenti legate al collezionismo accessibile.
Queste iniziative continuano a muoversi su un confine sottile tra beneficenza, arte e regolazione del gioco. Da un lato dimostrano come sia possibile mobilitare milioni di euro per cause sociali attraverso meccanismi partecipativi; dall’altro mettono in evidenza tutte le rigidità dei sistemi normativi nazionali, soprattutto quando si tratta di attività transfrontaliere. E mentre a Parigi qualcuno festeggia un Picasso in salotto, altrove il dibattito resta aperto su cosa rappresenti davvero un rischio per l’ordine pubblico.






