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Tassa sulle vincite, slot e canoni di concessione rete spingono il gettito dei giochi a novembre 2025. Tutte le voci nel dettaglio

Nei primi undici mesi del 2025 il gettito erariale derivante dal comparto dei giochi conferma il proprio ruolo centrale nei conti pubblici. Secondo i dati del Bollettino del Ministero dell’Economia e delle Finanze, le entrate complessive riconducibili al settore hanno superato i 6,78 miliardi di euro, sommando competenza e residui, in un quadro che evidenzia la tenuta delle principali voci fiscali legate al gioco legale.

A dominare il quadro resta il prelievo erariale sugli apparecchi da intrattenimento ex articolo 110, comma 6, del TULPS. La tassazione sulle slot e sulle Vlt vale infatti oltre 4,47 miliardi di euro, confermandosi la principale fonte di entrata per l’Erario. I residui risultano estremamente contenuti rispetto alla competenza, segnale di un flusso di incasso sostanzialmente regolare e in linea con le previsioni.

Accanto al prelievo sugli apparecchi, un contributo significativo arriva dalla tassazione sulle vincite. La ritenuta del 6 per cento applicata al Lotto ha garantito allo Stato oltre 554 milioni di euro complessivi nel periodo gennaio-novembre, con una componente di residui prossima ai 70 milioni. Un dato che riflette sia il peso storico del Lotto nel mercato italiano sia le specificità dei meccanismi di riversamento della ritenuta.

Rilevante anche il capitolo dei canoni concessori. I canoni per la rete telematica degli apparecchi e dei giochi numerici hanno generato entrate per circa 446 milioni di euro, con residui quasi nulli. Una voce che conferma il ruolo strutturale del sistema concessorio nel garantire allo Stato un gettito stabile e prevedibile, indipendentemente dall’andamento della raccolta.

Completano il quadro i proventi delle attività di gioco, pari a oltre 355 milioni di euro, e la quota del 40 per cento dell’imposta unica sui giochi di abilità e sui concorsi pronostici, che ha superato i 527 milioni di euro complessivi. Più contenuti ma comunque rilevanti i proventi del bingo, che sfiorano i 162 milioni di euro, mentre le altre entrate della categoria V si attestano intorno ai 198 milioni, con una quota di residui più marcata.

Nel complesso, i dati del MEF mostrano un comparto che continua a rappresentare una leva fiscale di primo piano per lo Stato. Slot, tassa sulle vincite e canoni di concessione restano i pilastri del gettito, in una fase in cui il settore è chiamato a confrontarsi con il riordino delle concessioni e con un quadro regolatorio destinato a incidere in modo strutturale sugli equilibri economici del gioco pubblico.

fonte Ragioneria dello Stato

Redazione Jamma
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