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Svizzera, poker illegale con 60 persone: blitz a Zurigo, sequestrati 55mila franchi e 6.500 euro

Un torneo di poker illegale organizzato in un locale dell’area di Zurigo è stato interrotto nella serata di giovedì 16 aprile da un’operazione congiunta della Commissione federale delle case da gioco (CFMJ) e della polizia cantonale. Il blitz, condotto a Glattbrugg, ha portato al sequestro di ingenti somme di denaro e all’avvio di un procedimento penale nei confronti della presunta organizzatrice.

Al momento dell’irruzione, all’interno dell’esercizio si trovavano circa sessanta persone. La maggior parte era impegnata in partite di poker distribuite su sei tavoli da gioco, segno di un’attività strutturata e ben organizzata. Durante l’operazione, le autorità hanno ascoltato diversi partecipanti per ricostruire la dinamica dell’evento e il ruolo dei soggetti coinvolti.

Il bilancio dei sequestri è significativo. Gli agenti hanno rinvenuto e confiscato circa 55.000 franchi svizzeri e 6.500 euro in contanti, oltre a un ampio quantitativo di fiches, sei tavoli da poker, dispositivi informatici e telefoni cellulari. Elementi che, secondo gli investigatori, confermerebbero l’organizzazione di un’attività di gioco non autorizzata.

Una delle persone presenti è stata identificata come la presunta responsabile dell’evento. Nei suoi confronti la CFMJ ha aperto un procedimento penale per possibili violazioni della normativa sui giochi in denaro. Come previsto dall’ordinamento svizzero, resta ferma la presunzione di innocenza fino a eventuale condanna definitiva.

L’operazione si inserisce nel quadro delle attività di contrasto al gioco illegale condotte dalla Commissione federale, che mantiene un approccio sistematico contro tutte le forme di offerta non autorizzata. La legislazione svizzera in materia è particolarmente severa: chi organizza o gestisce giochi da casinò senza concessione rischia pene detentive fino a cinque anni o sanzioni pecuniarie rilevanti.

Il caso di Glattbrugg conferma come, nonostante un sistema regolato e controllato, persistano sacche di offerta clandestina, spesso legate a eventi temporanei e difficili da intercettare. Un fenomeno che le autorità continuano a monitorare con attenzione, anche attraverso operazioni mirate come quella condotta a Zurigo.

Redazione Jamma
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