Per Marco e Riccardo Ripamonti il 2025 è stato un anno ricco di successi giudiziari: dalla Corte Costituzionale alla Cassazione, fino a importanti assoluzioni penali e risultati significativi in ambito amministrativo e tributario. Lo Studio si conferma punto di riferimento nel diritto del gioco
Quello appena trascorso è stato un anno davvero da ricordare per gli avvocati Marco e Riccardo Ripamonti, contitolari dell’omonimo Studio Legale, fondato nel 1992 da Marco Ripamonti.
Lo Studio legale è da circa trent’anni punto di riferimento nel settore del gioco e delle scommesse, sempre in prima linea fin dalla legge 495/1995 (ci ricorda Marco Ripamonti), protagonista di battaglie giudiziarie epocali e spesso artefice di veri e propri indirizzi giurisprudenziali che, talvolta, hanno reso necessari interventi “correttivi” da parte del Governo e del Legislatore.
Nel corso del 2025 sono stati numerosi, e particolarmente importanti, gli impegni che hanno visto lo Studio boutique dei due professionisti viterbesi cimentarsi non solo nelle aule civili, penali e tributarie, ma anche, con successo, dinanzi alla Corte Costituzionale.
Gli avvocati Ripamonti, rispondendo alle nostre domande, ci hanno illustrato il “bilancio” delle vicende che hanno impegnato lo Studio nel corso del 2025.

Certamente, la vicenda maggiormente rilevante si riferisce alla nota questione “Balduzzi”, risolta dalla Corte Costituzionale con l’ormai celebre Sentenza n.104 del 10 luglio 2025, con cui la Consulta ha dichiarato l’incostituzionalità dell’art.7, comma 3-quater DL 158/2012, sul divieto di installazione di strumenti telematici utilizzabili per connessioni di gioco.
Dinanzi all’austera Corte Costituzionale, all’udienza del 7 maggio 2025, Marco Ripamonti, affiancato dal figlio e collega Riccardo, pronto a fornire gli appunti in base alla scaletta tracciata, ha sostanzialmente parlato a braccio, sostenendo le proprie tesi con fermezza e qualche battuta di ironia, prevalendo sulle opposte tesi svolte dal Governo italiano, costituitosi al fine di ottenere l’inammissibilità o l’infondatezza della questione sollevata l’anno precedente dalla Corte di Cassazione, sempre su impulso dell’avvocato viterbese.
La pronuncia della Consulta è stata dirompente, con declaratoria di incostituzionalità della norma “Balduzzi”, inducendo ADM ad annullare in autotutela le innumerevoli ordinanze-ingiunzione irrogate ai sensi della norma dichiarata incostituzionale.
In epilogo di vicenda, all’udienza del 16 dicembre 2025, lo Studio Ripamonti è tornato dinanzi al Giudice a quo, Seconda Sezione della Corte di Cassazione, per chiudere la partita e ottenere l’accoglimento del proprio ricorso, all’esito della pronuncia della Consulta.
Lo Studio Ripamonti, sul piano amministrativo, condividendo l’iniziativa con validissimi colleghi, si è tra l’altro anche occupato della questione del “riordino” del comparto del Gioco a Distanza, ormai in grande espansione. Il 2025, infatti, è stato caratterizzato dalla trattazione dei diversi ricorsi presentati, anche con il patrocinio dello Studio viterbese, da diversi Concessionari e Punti di Ricarica avverso la Determina ADM relativa ai PVR e allo stesso Bando di Gara. La questione è ancora parzialmente pendente su temi rilevanti e cruciali, suscettibili di spostare diversi equilibri. L’avvocato Marco Ripamonti, sulla questione, ha tenuto a rappresentare come le prerogative dei PVR (possibilità di accesso ad internet point, voucher, limite dei 100 euro e vincolo di mandato) costituiscano punti fondamentali che, in un modo o nell’altro, potranno determinare il futuro del settore e condurre, sottolinea l’avvocato Riccardo, a una rivisitazione del “Manuale del PVR” da egli stesso scritto e che ha riscosso un importante successo, risultando per oltre due settimane al primo posto nella classifica Amazon dei libri relativi a “pratiche e procedure penali”.
Lo Studio, come ci ricordano gli avvocati Ripamonti, si è occupato anche della materia penale, dal Piemonte alla Sicilia, tra procedimenti relativi a reati connessi all’utilizzo e gestione delle AWP ed altri relativi alla raccolta abusiva di gioco e scommesse. Tra tutti spicca il procedimento definito dal Collegio di primo grado del Tribunale di Roma con Sentenza del 9 ottobre 2025, relativo alla nota operazione Jackpot, iniziata nel febbraio 2020 con oltre 30 persone arrestate con l’accusa di aver assunto il controllo, con modalità mafiose, del settore della distribuzione e gestione delle apparecchiature per il gioco d’azzardo (slot machine, videolottery, giochi e scommesse online), imposte con carattere di esclusività alle attività commerciali di tutta l’area nord della capitale. In gran parte assolti gli assistiti dell’avvocato Marco Ripamonti, che riferisce essere in attesa del deposito della sentenza, che potrebbe contenere rilevanti principi anche in materie collegate al gioco e alle scommesse.
Sempre sul piano penale, inoltre, lo Studio ha conseguito importanti pronunce assolutorie in favore di PVR accusati del reato di intermediazione abusiva nella raccolta di scommesse (art. 4 legge 401/1989); tra tutte, merita richiamo la recente sentenza n. 3394/2025 del Tribunale di Bari, la quale ha escluso che la mera presenza, all’interno dell’esercizio, di PC a libera navigazione collegati a portali di concessionari GAD, unitamente all’esposizione di vetrofanie a tema calcistico, sia idonea a integrare gli estremi della contestata fattispecie penale.
Diversi sono stati anche i procedimenti trattati in sede tributaria, dove lo Studio Legale si è molto prodigato, in particolare, per far valere le proprie argomentazioni circa l’infondatezza dell’applicazione dell’imposta unica sulle scommesse collegata all’installazione di strumenti telematici, quale diretta conseguenza della violazione di sanzioni amministrative, ottenendo importanti risultati anche in tema di onere della prova a carico dell’Agenzia intimante, nonché di rispetto del contraddittorio, fattispecie per la quale la Corte di Giustizia della Calabria ha annullato, in procedimento seguito dallo Studio Legale, una sanzione di circa quattro milioni di euro.
Sempre costante l’impegno, poi, anche nell’ambito civilistico relativo a giudizi di opposizione avverso ordinanze-ingiunzione.
Gli avvocati Marco e Riccardo Ripamonti, archiviato ora il 2025, si dichiarano pronti per le nuove sfide che il 2026 riserverà all’esito di nuovi assetti e mutati scenari.







