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Stati Generali ADM, Lollobrigida (Dir. Giochi): “La sfida è fermare il gioco illegale online, serve una strategia integrata”

Il vero fronte della lotta al gioco illegale è ormai quello digitale e internazionale. A sottolinearlo è stato Mario Lollobrigida, direttore Giochi dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, nelle conclusioni della sessione dedicata ai giochi durante la Terza Edizione degli Stati Generali ADM in corso a Roma.

Nel suo intervento Lollobrigida ha tracciato un bilancio dei temi affrontati nel corso del confronto, soffermandosi soprattutto sulla trasformazione del fenomeno del gioco illegale e delle scommesse clandestine. “Il vero problema nazionale e internazionale è quello del gioco online”, ha spiegato, osservando come il sistema concessorio venga continuamente attaccato dalla nascita di nuovi siti e piattaforme illegali.

Secondo il direttore Giochi di ADM, l’attività di oscuramento dei siti rappresenta uno strumento importante ma non sufficiente. “Possiamo anche chiuderne diecimila all’anno, ma se poi ne rinascono undicimila il problema non si risolve”, ha detto, evidenziando la necessità di un approccio più incisivo a livello economico e finanziario. L’obiettivo, ha aggiunto, deve essere quello di colpire direttamente gli operatori illegali e interrompere i flussi di denaro che alimentano il sistema.

Una sfida resa ancora più complessa dalla natura globale del fenomeno. “Queste attività possono essere gestite da qualsiasi parte del mondo”, ha ricordato Lollobrigida, spiegando che in molti casi le piattaforme illegali operano da Paesi con cui è difficile instaurare rapporti di cooperazione efficace, rendendo complicato seguire le tracce finanziarie e individuare i responsabili.

Nel corso dell’intervento il direttore ha illustrato anche le attività tecnologiche sviluppate da ADM, spiegando che l’Agenzia sta lavorando insieme alla Direzione Tecnologie per implementare sistemi di intelligenza artificiale finalizzati a migliorare il monitoraggio e il contrasto ai fenomeni illeciti, sia sul fronte del gioco online sia su quello del match fixing.

Ampio spazio è stato dedicato anche al tema della prevenzione tra i giovani. Riprendendo gli interventi precedenti del presidente del Tribunale per i minorenni di Genova e dei rappresentanti del Ministero dell’Istruzione, Lollobrigida ha sottolineato come lo smartphone rappresenti oggi il principale punto di accesso ai meccanismi del gioco e delle microtransazioni digitali.

Ha ricordato le iniziative formative già realizzate da ADM nelle scuole, citando in particolare recenti attività che hanno coinvolto centinaia di studenti insieme ai funzionari dell’Agenzia. Un lavoro che, secondo il direttore, dovrà essere ulteriormente rafforzato attraverso materiali didattici strutturati e differenziati in base all’età degli studenti. “Non possiamo pensare che l’Agenzia possa sostituirsi alla scuola”, ha precisato, sostenendo però l’importanza di formare i formatori e costruire strumenti educativi condivisi.

Sul fronte del match fixing, Lollobrigida ha evidenziato l’esperienza maturata da ADM grazie al totalizzatore nazionale che raccoglie in tempo reale tutte le scommesse effettuate in Italia, sia sulla rete fisica sia online. Questo consente all’Agenzia di monitorare immediatamente l’andamento delle giocate e di segnalare eventuali anomalie alle autorità competenti e agli organismi sportivi.

Il direttore ha spiegato come il fenomeno della manipolazione sportiva sia diventato sempre più sofisticato. Non si tratta più soltanto di alterare il risultato finale di una partita, ma anche di influenzare eventi secondari apparentemente marginali — come un’ammonizione o una specifica azione di gioco — che però possono incidere sulle scommesse. “È molto più difficile intercettare questi fenomeni”, ha ammesso.

Proprio per questo ADM sta studiando nuove soluzioni normative da proporre anche a livello europeo. Tra le ipotesi illustrate da Lollobrigida c’è quella di introdurre strumenti che consentano di bloccare immediatamente il pagamento delle vincite in presenza di sospetti fondati di match fixing rilevati dal regolatore.

“Se si riuscisse a fermare subito il pagamento delle vincite, verrebbe meno anche l’interesse economico che alimenta queste condotte”, ha osservato, spiegando che successivamente, in caso di accertamento definitivo dell’illecito, si potrebbe procedere anche alla confisca delle somme.

Le conclusioni del direttore Giochi di ADM hanno così riportato al centro il tema emerso durante tutta la giornata: la necessità di una strategia integrata che unisca tecnologia, prevenzione, educazione e cooperazione internazionale per contrastare un fenomeno sempre più globale e difficile da contenere.

Redazione Jamma
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