La necessità di rendere la sostenibilità nel settore del gioco sempre più misurabile, comparabile e concreta è stata al centro del panel “Il valore della sostenibilità nel gioco: percezione pubblica e benefici per le imprese” tenutosi nell’ambito dell’Italian Gaming Expo & Conference 2026 in corso a Roma. Un confronto che ha evidenziato come il percorso verso modelli sostenibili passi non solo attraverso norme e obblighi, ma anche tramite strumenti condivisi e una maggiore consapevolezza diffusa.
Nel suo intervento, Ida De Sena (in foto), Sustainability Senior Manager di Lottomatica, ha sottolineato l’importanza della misurazione e del confronto dei dati, anche alla luce delle nuove direttive europee. “Siamo sottoposti a normative come la direttiva europea che standardizza i bilanci di sostenibilità, proprio per renderli confrontabili tra loro”, ha spiegato, evidenziando però come manchino ancora standard specifici per il settore del gioco.
Un limite che riguarda in particolare la dimensione ambientale. “Non esistono ancora linee guida condivise per misurare in modo uniforme alcuni impatti, come lo scope 3”, ha osservato De Sena, sottolineando come questo renda complessa la definizione di obiettivi comuni e la comparabilità tra aziende. Da qui la necessità di un lavoro anche a livello associativo per definire parametri condivisi e rendere più efficace l’azione del comparto.
Accanto agli aspetti normativi, De Sena ha posto l’accento sulla comunicazione della sostenibilità, spesso troppo tecnica e distante dal pubblico. Per questo Lottomatica ha affiancato ai documenti ufficiali strumenti più accessibili. “Abbiamo sentito l’esigenza di creare contenuti con un linguaggio più comprensibile per i consumatori finali”, ha spiegato, con l’obiettivo di rendere i temi della sostenibilità più chiari e fruibili.
Particolare rilievo assume la dimensione sociale della sostenibilità, che nel settore del gioco si traduce soprattutto nella tutela dei giocatori. “La responsabilità non può essere scaricata solo sul consumatore finale”, ha affermato, evidenziando il ruolo centrale della formazione degli operatori e dei dipendenti, soprattutto di chi lavora a diretto contatto con il pubblico.
In questa prospettiva, la formazione diventa parte integrante delle politiche di sostenibilità, insieme alla ricerca e allo sviluppo di strumenti di protezione. L’obiettivo è accompagnare il giocatore verso un approccio più consapevole. “È fondamentale aiutare le persone a comprendere meglio il funzionamento del gioco e i rischi connessi”, ha aggiunto, richiamando anche l’importanza dell’educazione finanziaria.
Infine, De Sena ha ribadito il valore della ricerca come leva strategica per il miglioramento continuo del settore. Ascoltare i consumatori, anche in un’ottica internazionale, consente infatti di adattare le politiche aziendali e rafforzare l’efficacia delle iniziative di sostenibilità.
Dal panel emerge così un quadro in cui la sostenibilità non è solo un obbligo normativo, ma un percorso strutturato che richiede standard condivisi, trasparenza e un investimento costante su formazione e conoscenza. Un approccio che può contribuire a rafforzare la credibilità dell’intero comparto e a generare benefici duraturi per imprese e società.







