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Sole24Ore: il riordino dei giochi cerca lo sprint tra nuovo gettito e contrasto alla ludopatia

Dopo anni di rinvii, il riordino del comparto fisico si avvia verso il passaggio in Conferenza unificata. “È ora il momento della verità”, si legge in un articolo pubblicato sul Sole24Ore a firma di Marco Mobili, a indicare come il percorso normativo sia ormai arrivato a un punto di svolta.

Il nodo centrale resta quello del rapporto tra Stato e territori. La revisione punta infatti a “regolamentare definitivamente il rapporto tra il gioco in concessione e le amministrazioni regionali e locali”, intervenendo in particolare su distanze dai luoghi sensibili e orari di esercizio, temi che hanno prodotto negli anni una forte disomogeneità normativa.

Sul piano economico, il settore continua a garantire entrate rilevanti, ma emergono segnali di criticità. “L’industria del gioco pubblico, in grado di generare per le casse dell’Erario incassi miliardari ogni anno, senza una manutenzione in profondità inizia a segnalare le prime crepe”. Tra queste, il calo del gettito nel comparto apparecchi e l’espansione del gioco illegale, che sottrae risorse e altera gli equilibri del mercato.

Il governo prova quindi a costruire una riforma che tenga insieme sostenibilità economica e tutela sociale. È previsto, tra le altre misure, un fondo da destinare alle Regioni, alimentato da una quota delle entrate del gioco, con risorse finalizzate anche al contrasto della dipendenza. “La riforma prevede espressamente la devoluzione agli enti territoriali di una quota delle entrate da gioco pubblico”.

Un altro pilastro riguarda la qualificazione dell’offerta. L’obiettivo è rafforzare il perimetro del gioco legale attraverso un sistema di certificazione degli operatori. “La riforma punta alla certificazione dei soggetti che sul territorio garantiscono l’offerta di gioco legale”, con requisiti più stringenti e maggiore controllo.

Sul fronte della tutela, la linea è chiara: ridurre l’offerta e rafforzare i presidi. “Il governo punta a ridurre anche l’offerta almeno del 30 per cento”, accompagnando questa scelta con strumenti di monitoraggio e prevenzione della ludopatia, tra cui una consulta permanente dedicata.

Il riordino passa inevitabilmente anche dalle nuove concessioni, che rappresentano uno snodo cruciale sia per la struttura del mercato sia per le entrate pubbliche. Le basi d’asta previste per slot e Vlt sono elevate e mirano a selezionare operatori solidi, mentre per le scommesse e il bingo vengono definiti nuovi parametri economici.

Il tema del gettito resta, infatti, centrale. “Dalle nuove concessioni potrebbero arrivare quasi due miliardi per la manovra di fine legislatura”, una cifra che evidenzia quanto la riforma sia anche uno strumento di politica finanziaria oltre che regolatoria.

Nel complesso, il riordino del gioco fisico si presenta come un intervento ambizioso, chiamato a trovare un equilibrio tra esigenze diverse: ridurre l’offerta senza favorire l’illegale, garantire entrate senza comprimere il mercato e rafforzare i controlli senza bloccare gli operatori. Un equilibrio che ora passa, inevitabilmente, dal confronto con i territori.

Redazione Jamma
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