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Scommesse sportive in agenzia, gennaio 2026: Napoli guida la spesa con 21 milioni, forte concentrazione nelle grandi province

Nel mese di gennaio 2026 la spesa nel gioco legale legata alle scommesse sportive in agenzia – cioè la differenza tra raccolta e vincite (Giocato-Vincite), che coincide con la base imponibile ai fini della tassazione ordinaria – mostra un’Italia fortemente polarizzata, con poche province che concentrano una quota rilevante del totale.

Il dato più alto è quello di Napoli, che nel periodo 1-31 gennaio 2026 registra una raccolta di 93,2 milioni di euro e una spesa pari a 20,98 milioni (vincite 72,24 milioni). Un valore che distanzia nettamente tutte le altre province, confermando il territorio campano come il principale bacino nazionale per le scommesse sportive retail nel mese osservato  .

Alle spalle di Napoli si colloca Roma, con una raccolta di 50,7 milioni e una spesa di 9,2 milioni (vincite 41,52 milioni). Il dato romano è meno della metà di quello napoletano, ma resta il secondo valore più alto in assoluto, con un peso molto significativo sul quadro complessivo  .

Il terzo polo è Milano, che supera i 29,1 milioni di raccolta e registra una spesa di 6,05 milioni (vincite 23,11 milioni). Seguono, con valori molto ravvicinati, Caserta (spesa 4,77 milioni), Palermo (4,74 milioni) e Salerno (4,56 milioni), che confermano l’alta incidenza di alcune province del Mezzogiorno nella spesa complessiva delle scommesse sportive in agenzia  .

Tra le province che superano i 3 milioni di spesa mensile figura anche Torino, con una raccolta di 18,6 milioni e una spesa di 4,28 milioni, mentre Bari registra 3,73 milioni di spesa su 16,49 milioni di raccolta  .

Subito sotto questa fascia si collocano province come Catania (spesa 2,30 milioni), Lecce(2,15 milioni) e Reggio Calabria (1,89 milioni), territori che – pur con livelli di raccolta inferiori rispetto ai grandi capoluoghi – mostrano comunque un’impronta economica rilevante nel mese considerato  .

All’estremo opposto, la spesa più bassa si registra in province come Sud Sardegna (38 mila euro), Belluno (42 mila euro) e Imperia (30 mila euro), aree dove i volumi di raccolta risultano decisamente ridotti e il differenziale tra giocato e vincite rimane marginale. 

Redazione Jamma
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