Le principali associazioni del gioco legale negli Stati Uniti lanciano un allarme congiunto contro la diffusione dei contratti su eventi sportivi non regolamentati offerti dalle piattaforme di prediction market. In una lettera indirizzata ai membri del Senato e della Camera dei Rappresentanti, datata 12 gennaio 2026, l’American Gaming Association (AGA) e l’Indian Gaming Association (IGA) sollecitano un intervento urgente del Congresso per contrastare quello che definiscono un aggiramento sistematico delle leggi federali, statali e tribali sul gioco.
Secondo AGA e IGA, i cosiddetti “sports event contracts” sono di fatto indistinguibili dalle scommesse sportive legali, ma vengono proposti sotto l’etichetta di strumenti finanziari, sfruttando una presunta inerzia regolatoria della Commodity Futures Trading Commission (CFTC). Lanciati lo scorso gennaio, questi contratti hanno registrato una crescita esponenziale dei volumi di scambio e si sono rapidamente evoluti, passando dalle puntate sull’esito di singole partite a formule complesse simili alle multiple e persino a scommesse potenziali su ambiti come il transfer portal del college sport.
Le due associazioni sottolineano come questa espansione stia minando le leggi statali sul gioco e la sovranità delle tribù, oltre a porsi in aperto contrasto con il quadro normativo federale pensato per tutelare i consumatori e l’integrità dei mercati finanziari. Per questo, AGA e IGA ritengono che il dibattito in corso sulla nuova legislazione federale in materia di struttura dei mercati delle criptovalute rappresenti un’occasione bipartisan cruciale per impedire che scommesse sportive e giochi da casinò vengano offerti sotto le mentite spoglie di “contratti evento”.
Nella lettera viene ricordato il peso economico dell’industria del gioco regolamentato negli Stati Uniti, che genera un impatto annuale pari a 329 miliardi di dollari, produce 53 miliardi di dollari di entrate fiscali e sostiene 1,8 milioni di posti di lavoro. Un settore che opera all’interno di uno dei sistemi regolatori più rigorosi del Paese, collaborando con oltre 8.400 autorità statali e tribali per garantire trasparenza, integrità, tutela dei consumatori e pratiche di gioco responsabile, assicurando al contempo benefici economici concreti alle comunità locali.
AGA e IGA rivendicano il modello “tipicamente americano” del gaming, fondato sul diritto delle comunità di decidere se e come consentire il gioco. Un patto sociale che, negli anni, ha regolato il rapporto tra Stati, tribù e operatori, basato sull’idea che l’accesso al mercato debba tradursi in benefici tangibili per i territori. Un equilibrio che, secondo le associazioni, viene oggi messo a rischio dai prediction market che offrono contratti sportivi a livello nazionale senza rispettare le regole locali.
Il punto di svolta viene individuato nel 2018, quando la Corte Suprema ha abrogato il Professional and Amateur Sports Protection Act, riconoscendo agli Stati il diritto di decidere in autonomia sulla legalizzazione delle scommesse sportive. Da allora, 39 Stati e il District of Columbia hanno introdotto forme di betting legale, spesso in stretta collaborazione con le autorità tribali. In questi contesti, la regolamentazione ha imposto paletti stringenti su età minima, licenze degli operatori, protocolli antiriciclaggio e di verifica dell’identità, strumenti obbligatori di gioco responsabile e sistemi indipendenti di controllo dell’integrità.
In netto contrasto, evidenziano AGA e IGA, alcune piattaforme di prediction market registrate presso la CFTC rendono disponibili contratti evento a chiunque abbia almeno 18 anni, in tutti i 50 Stati, bypassando le leggi sul gioco e sottraendo a Stati e tribù centinaia di milioni di dollari di entrate destinate a servizi essenziali come scuole, infrastrutture e primo soccorso. Inoltre, la CFTC non avrebbe esaminato né approvato formalmente questi contratti, mentre le offerte continuano ad ampliarsi e a spingersi verso ambiti sempre più controversi.
Le associazioni richiamano le stesse norme della CFTC, adottate in base al Commodity Exchange Act, che vietano contratti su eventi legati a terrorismo, assassinii, guerra, gioco d’azzardo o attività illegali secondo il diritto statale o federale. A supporto della loro posizione, citano il parere di 39 procuratori generali statali, secondo cui tali contratti violano le rispettive leggi locali, l’Indian Gaming Regulatory Act che riconosce alle tribù l’esclusiva del gioco sui propri territori, e il Wire Act federale che proibisce le scommesse sportive interstatali.
La lettera segnala anche una deriva ulteriore, con la comparsa di categorie di contratti considerate particolarmente allarmanti, perché legate a tragedie, conflitti armati o eventi geopolitici sensibili, come quelli recentemente ipotizzati sulla cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro. Ambiti che, secondo AGA e IGA, non sarebbero mai ammessi nei sistemi di gioco regolamentato statali o tribali.
Secondo le associazioni, questi contratti ingannano i consumatori facendo apparire una scommessa come un investimento finanziario, non tutelano i soggetti più giovani e vulnerabili, aprono spazi a riciclaggio, manipolazione dei risultati e insider trading, e costringono Stati e tribù a sostenere ingenti costi legali per difendere la propria sovranità.
Nel documento viene infine ricordato che, durante la sua audizione di conferma, il presidente della CFTC Rostin Selig avrebbe chiarito di non voler intervenire sui contratti di scommesse sportive, preferendo attendere l’esito di contenziosi giudiziari potenzialmente lunghi. Tuttavia, lo stesso Selig avrebbe affermato che la Commissione si adeguerebbe a un intervento esplicito del Congresso. Da qui l’appello finale di AGA e IGA affinché il legislatore federale inserisca rapidamente, nella normativa sui mercati delle criptovalute, disposizioni che rafforzino il diritto vigente e vietino il gioco d’azzardo tramite piattaforme registrate presso la CFTC.
La lettera è firmata dal presidente e CEO dell’American Gaming Association Bill Miller e dal chairman dell’Indian Gaming Association David Z. Bean, che ribadiscono la disponibilità a collaborare con il Congresso per affrontare quella che definiscono una minaccia crescente all’integrità del sistema di gioco legale negli Stati Uniti.







