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Scommesse nel tennis, un business da oltre 18 miliardi: aumentano match truccati, minacce e casi di corruzione

Un sistema che muove oltre 18 miliardi di euro l’anno e che, sempre più spesso, trascina con sé corruzione, manipolazioni e intimidazioni. È il quadro che emerge da un’inchiesta pubblicata dal quotidiano spagnolo AS, che accende i riflettori sul lato oscuro delle scommesse nel tennis professionistico.

Secondo i dati riportati, nel 2025 il volume delle scommesse legate al tennis ha superato i 21 miliardi di dollari (oltre 18,2 miliardi di euro), inserendo questo sport tra i più esposti al fenomeno, al fianco di calcio, basket e corse ippiche. Un flusso economico enorme che alimenta circuiti illegali e organizzazioni dedite alla manipolazione dei risultati.

Un caso emblematico è quello dell’argentino Leonardo Aboián, sospeso per sei anni e nove mesi e multato di 40.000 dollari dopo aver ammesso 30 violazioni del programma anticorruzione del tennis. Il giocatore, numero 650 del ranking mondiale, ha confessato di aver truccato otto partite tra il 2018 e il 2025 nei circuiti ITF e Challenger. A renderlo noto è stata l’International Tennis Integrity Agency (ITIA), organismo indipendente nato nel 2021 per tutelare l’integrità del tennis.

Dietro episodi come questo, racconta l’inchiesta, si muove un sistema strutturato. Le organizzazioni criminali individuano tennisti vulnerabili, spesso fuori dai primi 200 del mondo, impegnati in tornei minori con premi ridotti e scarse garanzie. A loro vengono offerte somme di denaro per perdere set, partite o per influenzare eventi specifici utili alle scommesse live, come doppi falli o cali di rendimento.

Il fenomeno non riguarda solo i giocatori. Anche arbitri e ufficiali di gara possono essere coinvolti, chiamati a influenzare decisioni o punteggi. Le comunicazioni avvengono tramite app criptate come WhatsApp o Telegram, spesso con pagamenti in criptovalute. Alcuni network hanno dimensioni globali: tra i casi più noti, quello di Grigor Sargsyan, ritenuto tra i principali registi di combine, con oltre 180 giocatori reclutati.

A fronte di questo scenario, l’ITIA conduce attività di monitoraggio e indagine, analizzando flussi anomali di scommesse e collaborando con le autorità. Le sanzioni possono arrivare fino alla radiazione a vita e a multe superiori ai 200.000 euro. Anche in Spagna sono attivi sistemi di prevenzione, con la Federazione (RFET) che collabora con Polizia e Guardia Civil per intercettare segnali di manipolazione e rafforzare i controlli.

Ma il fenomeno non si limita alla corruzione sportiva. L’inchiesta evidenzia anche un’escalation di molestie e minacce nei confronti dei giocatori. Il tennista spagnolo Nikolas Sánchez Izquierdo ha denunciato intimidazioni gravissime, con messaggi che minacciavano il rapimento della sua famiglia. Episodi simili riguardano anche altri atleti, spesso bersagliati sui social da scommettitori dopo le partite.

Il problema è diffuso e trasversale, dai tornei minori fino ai circuiti principali. Sugli spalti non sono rari gli episodi di pressione da parte degli scommettitori, con proteste e insulti rivolti ai giocatori in base all’andamento delle giocate.

Nonostante i tentativi di regolamentazione e controllo, la sensazione – evidenziata dall’inchiesta di AS – è che il fenomeno sia tutt’altro che sotto controllo. Il peso economico delle scommesse e la loro diffusione globale rendono difficile individuare soluzioni efficaci, lasciando il tennis esposto a una delle sue sfide più complesse e persistenti.

Redazione Jamma
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