HomeAttualitàRiciclaggio in Trentino: centro scommesse sequestrato nell’Alto Garda, 29 indagati

Riciclaggio in Trentino: centro scommesse sequestrato nell’Alto Garda, 29 indagati

Nella tarda serata di martedì 17 marzo 2026 i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile – Aliquota Operativa della Compagnia di Riva del Garda hanno sferrato un nuovo colpo a un’organizzazione criminale radicata nell’area dell’Alto Garda, portando all’esecuzione di un sequestro preventivo nei confronti di un centro scommesse ritenuto strategico per le attività illecite del gruppo.

Il provvedimento, disposto dal GIP del Tribunale di Rovereto su richiesta della Procura guidata dalla dottoressa Orietta Canova, si inserisce nel solco di un’indagine articolata e di lungo periodo, che ha progressivamente ricostruito non solo il traffico di stupefacenti gestito dal sodalizio, ma anche i sofisticati meccanismi di reinvestimento dei proventi illeciti.

Le origini dell’inchiesta risalgono all’ottobre 2024, quando un’imponente operazione congiunta di Carabinieri e Polizia di Stato portò all’esecuzione di 33 misure cautelari nei confronti di soggetti accusati di associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di cocaina, hashish e marijuana. Da quel momento, l’attenzione degli investigatori si è spostata su un aspetto altrettanto cruciale: la capacità dell’organizzazione di reinserire nel circuito economico legale i profitti del traffico di droga.

Un primo sviluppo significativo si era registrato nell’aprile 2025, con la denuncia di otto persone e il sequestro di beni di lusso, tra cui orologi Rolex, ingenti somme di denaro contante e tre appartamenti situati tra l’area della Busa e Vercelli, per un valore complessivo di circa 470 mila euro. Un passaggio che aveva già evidenziato la dimensione patrimoniale dell’attività criminale.

Gli accertamenti più recenti hanno però consentito di individuare nel centro scommesse sequestrato un vero e proprio snodo finanziario dell’organizzazione. Secondo quanto emerso, la struttura veniva utilizzata per “ripulire” il denaro proveniente da attività illecite, facendolo apparire come vincite legittime nel circuito del gioco. Un sistema che consentiva di mascherare l’origine dei fondi e di reinserirli nell’economia legale senza destare sospetti.

Non solo. L’indagine ha fatto emergere anche un’attività parallela di natura finanziaria del tutto abusiva. Per alimentare il volume delle giocate e, di conseguenza, i guadagni, la ricevitoria avrebbe concesso prestiti ai clienti, operando di fatto come un istituto di credito clandestino, in assenza di qualsiasi autorizzazione.

Il bilancio dell’operazione è significativo: sono 29 le persone denunciate in stato di libertà per reati che spaziano dal riciclaggio all’esercizio abusivo dell’attività finanziaria, fino alla sostituzione di persona. Un quadro che restituisce la complessità e la ramificazione del sistema illecito.

L’intervento delle forze dell’ordine conferma ancora una volta come il contrasto alla criminalità organizzata passi non solo dalla repressione dei traffici illegali, ma anche dall’individuazione e dal blocco dei canali attraverso cui i proventi vengono reinvestiti. Un fronte sempre più centrale, soprattutto in territori ad alta vocazione turistica e commerciale come quello dell’Alto Garda, dove il rischio di infiltrazioni nell’economia legale resta elevato.

Redazione Jamma
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