Nel corso del convegno “Rete fisica e canale online: il riordino del retail tra PVR, Awpr e nuovi servizi”, andato in scena a Enada Primavera 2026, Francesco Gatti (in foto), CEO di Bull Gaming e vicepresidente Sapar, ha offerto una lettura critica dell’attuale fase attraversata dal comparto degli apparecchi da intrattenimento, mettendo in discussione l’interpretazione dei dati complessivi del settore.
Secondo Gatti, i numeri mostrati nel dibattito rischiano di essere fuorvianti se non analizzati in profondità. La raccolta, infatti, evidenzia un calo significativo per quanto riguarda le macchine, a fronte di una crescita sostenuta di lotterie e gioco online. Un andamento che, a suo avviso, non può essere letto come una semplice evoluzione delle preferenze dei giocatori, ma va ricondotto a fattori strutturali ben precisi.
Il nodo principale è quello dell’innovazione tecnologica, che non ha interessato in modo uniforme tutti i segmenti del mercato. Se il canale online ha beneficiato di uno sviluppo continuo e coerente, accompagnato anche da interventi regolatori, il comparto terrestre è rimasto indietro. “Gli apparecchi sono oggi sostanzialmente obsoleti – ha spiegato – e questa obsolescenza non dipende dall’industria, ma da un’assenza di aggiornamento normativo che ne ha bloccato l’evoluzione”.
Un ritardo che si traduce in una perdita di competitività e che, secondo il vicepresidente Sapar, rappresenta la causa principale del trend negativo registrato dal settore delle AWP. Il confronto con altri mercati europei rafforza questa analisi: in Paesi come la Spagna, dove il livello tecnologico delle macchine è più avanzato, il gioco terrestre ha subito una contrazione più contenuta, segno di una maggiore capacità di adattamento.
Nel suo intervento, Gatti ha poi insistito sulla necessità di superare una visione frammentata del settore. “Siamo un comparto unico – ha sottolineato – anche se operiamo su canali diversi”. Sempre più operatori, infatti, sviluppano soluzioni integrate tra online e retail, dando vita a modelli ibridi che riflettono l’evoluzione dei consumi e delle tecnologie.
Proprio per questo, secondo Gatti, anche il legislatore dovrebbe adottare un approccio più organico. Finora, però, il percorso è stato disallineato: mentre si è proceduto con un bando per il gioco online, il comparto terrestre è rimasto indietro, accumulando un ritardo normativo e tecnologico sempre più evidente.
In questo contesto, parlare di futuro del settore o di trasformazioni dei comportamenti di gioco rischia di essere, almeno per ora, un esercizio teorico. “Prima bisogna colmare questo gap”, è il senso del ragionamento. Solo una volta riequilibrate le condizioni tra i diversi segmenti sarà possibile avviare una riflessione concreta sulla progettazione del retail del gioco e sulle sue prospettive.
Il vicepresidente Sapar è quindi tornato a sottolineare con toni diretti uno dei principali nodi che, a suo avviso, stanno alla base della crisi del comparto degli apparecchi da intrattenimento: l’inadeguatezza dell’offerta rispetto agli standard europei.
Gatti ha richiamato un dato emblematico: oggi gran parte degli apparecchi da gioco propone una vincita massima di 100 euro a fronte di una giocata da 1 euro. Un’impostazione che, secondo il manager, non è più in linea con le aspettative del consumatore e con l’evoluzione del mercato, non solo italiano ma europeo. “Il giocatore si sposta anche per questo motivo”, ha spiegato, evidenziando come il prodotto attuale risulti sempre meno attrattivo in termini di intrattenimento e prospettive di vincita.
Il confronto con le altre tipologie di gioco è inevitabile. In un contesto in cui esistono offerte con payout più elevati e dinamiche di gioco più evolute, diventa difficile sostenere la competitività delle macchine così come sono oggi concepite. “Non si può pensare che il giocatore scelga un prodotto penalizzante quando ha alternative più vantaggiose”, è il senso del ragionamento portato sul palco.
Alla base di questa situazione, secondo Gatti, c’è ancora una volta un tema regolatorio. Da anni il settore chiede interventi che consentano un aggiornamento delle caratteristiche degli apparecchi, a partire da un innalzamento del payout almeno al 70%, fino all’introduzione di meccaniche di gioco più moderne, come la possibilità di mantenere elementi di continuità tra una partita e l’altra, in linea con quanto già avviene nel gioco online.
Un altro punto critico riguarda il tema della prevenzione del gioco problematico, spesso utilizzato – secondo il vicepresidente Sapar – per giustificare limiti stringenti sugli apparecchi. Gatti ha messo in discussione questa impostazione, sottolineando come sul mercato esistano prodotti, come alcune lotterie istantanee, con costi di accesso significativamente più elevati e prospettive di vincita molto diverse, senza che ciò sollevi le stesse obiezioni.
Da qui la richiesta di un cambio di approccio, che parta da una revisione delle regole e da una maggiore coerenza tra i diversi segmenti dell’offerta di gioco. “Non possiamo continuare a operare in un sistema che penalizza sempre e solo una forma di intrattenimento”, ha affermato, rivendicando il ruolo centrale che il comparto degli apparecchi continua a svolgere anche in termini di gettito erariale.







