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Rete fisica e canale online, Nicelli (Aircash): “Necessario coinvolgere tutte le componenti dell’industria”

Serve un allineamento complessivo tra tecnologia, regolazione e modelli di business per sostenere l’evoluzione del retail del gioco. È il messaggio lanciato da Mattia Nicelli (in foto), Chief Growth Officer Italy di Aircash, intervenuto al dibattito “Rete fisica e canale online: il riordino del retail tra PVR, nuove Awp e nuovi servizi” durante Enada Primavera.

Nicelli ha richiamato l’attenzione su una criticità strutturale del settore: l’adozione di tecnologie spesso non pienamente comprese dal regolatore. «In passato ci siamo portati a casa innovazioni che poi non venivano realmente capite a livello normativo», ha spiegato, evidenziando uno scollamento che ha finito per rallentare lo sviluppo.

Secondo il manager, oggi più che mai è necessario un approccio “orizzontale”, capace di coinvolgere tutte le componenti dell’industria. Le diverse linee di mercato, infatti, tendono a muoversi in modo autonomo, creando disomogeneità che complicano il quadro complessivo. «Ogni segmento finisce per vivere quasi di luce propria», ha osservato, sottolineando come questa frammentazione renda difficile costruire un ecosistema coerente.

Il nodo non riguarda solo tecnologia o regolazione, ma la loro integrazione. Esistono molteplici modalità di offerta del gioco, ma dovrebbero essere armonizzate all’interno di un sistema condiviso di regole e strumenti. In assenza di questo equilibrio, si creano situazioni paradossali: attività consentite in alcuni ambiti e vietate in altri, con evidenti distorsioni competitive.

Nicelli ha inoltre evidenziato come il mercato globale spinga gli operatori a coprire un’ampia gamma di prodotti e servizi. «È difficile trovare un operatore che non faccia quasi tutto ciò che esiste», ha detto, mettendo in luce la complessità crescente del settore. Una complessità che obbliga le aziende a reinventarsi continuamente, adattandosi a contesti normativi e operativi differenti.

Il risultato è un sistema più costoso e meno efficiente, che non porta benefici concreti né agli operatori né al mercato nel suo complesso. «Questa complessità non aiuta praticamente nessuno», ha concluso Nicelli.

Nicelli ha portato una prospettiva concreta, da utilizzatore prima ancora che da manager: «Siamo passati dai ticket cartacei al telefono, e ora si parla di euro digitale». Un’evoluzione che dimostra quanto rapidamente cambino le abitudini, anche in un Paese tradizionalmente legato al contante.

Secondo il manager, gli strumenti di pagamento digitali sono destinati a diffondersi molto più velocemente di quanto si immagini. La loro forza sta nella semplicità e nella capacità di integrarsi nell’esperienza dell’utente senza creare frizioni. «Non devono impattare sulla user experience del giocatore», ha sottolineato, ribadendo un concetto centrale nel dibattito.

La vera sfida, però, non è tecnologica ma di accompagnamento al cambiamento. «Siamo molto camaleontici nell’adattarci», ha osservato Nicelli, evidenziando come il mercato sia pronto a recepire innovazioni, a patto che vengano introdotte nel modo corretto.

Diventa quindi fondamentale il tema della formazione e della divulgazione. Non solo verso il consumatore finale, ma lungo tutta la filiera: dagli operatori agli esercenti. Un processo che deve avvenire in modo strutturato, nel rispetto delle normative e con un’attenzione particolare alla sostenibilità del sistema.

Nicelli ha anche messo in guardia dai rischi di soluzioni sviluppate ai margini delle regole. «Se si costruiscono strumenti fuori dal perimetro normativo, il problema riguarda tutti», ha affermato, sottolineando l’importanza di mantenere innovazione e compliance su binari paralleli.

Redazione Jamma
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