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Relazione Antimafia sul gioco d’azzardo in Lombardia, Pollini (M5S): “Servono più controlli e prevenzione”

Il gioco d’azzardo, nelle sue forme legali e illegali, continua a rappresentare un terreno fertile per le infiltrazioni della criminalità organizzata e un fattore di forte impatto sociale. È il quadro che emerge dalla Relazione presentata dalla Commissione Antimafia del Consiglio regionale della Lombardia, frutto di un lavoro di approfondimento condotto tra il 2024 e il 2025 attraverso sette audizioni dedicate al tema.

A illustrarne i contenuti è stata Paola Pollini (M5S), presidente della Commissione, che ha sottolineato come l’obiettivo del documento sia quello di stimolare una riflessione approfondita da parte dei legislatori e della Giunta regionale, tenendo conto delle istanze provenienti da enti locali, associazioni impegnate nella cura delle dipendenze, gestori del gioco di Stato, familiari delle vittime del gioco d’azzardo patologico e forze dell’ordine.

La Relazione ripercorre il processo di progressiva legalizzazione del gioco d’azzardo avviato a partire dal 1948, prima con il monopolio pubblico e poi con il sistema delle concessioni statali. Un percorso che, soprattutto dalla metà degli anni Novanta, ha trasformato il gioco anche in una leva di finanziamento pubblico, favorendo una riorganizzazione del settore e una crescita costante dell’offerta. Secondo la Commissione, a questo sviluppo non è però corrisposta un’adeguata valutazione degli effetti negativi sulla società, tra cui l’aumento delle dipendenze, dell’usura e delle dinamiche criminali.

Nonostante un quadro normativo fondato su tracciabilità, identificazione e obblighi antiriciclaggio, la Relazione evidenzia come la legalizzazione di parte del settore abbia favorito l’infiltrazione delle mafie, storicamente legate al gioco d’azzardo. Le organizzazioni criminali, secondo quanto emerso dalle audizioni, si sono inserite in modo capillare nel mercato dell’intrattenimento, interessando tutte le principali tipologie di gioco, dalle scommesse sportive ai poker fisici, dalle AWP alle videolottery.

Particolare attenzione viene riservata all’evoluzione delle mafie nel gioco online, un settore in cui l’ingresso delle organizzazioni criminali risale ai primi anni Duemila. L’utilizzo di server esteri, strumenti digitali avanzati e, più recentemente, criptovalute e sistemi di pagamento elettronici, ha reso più complessi i meccanismi di controllo e favorito nuove forme di riciclaggio.

Sul piano quantitativo, la Relazione fotografa una crescita costante del fenomeno. In Italia la raccolta è passata da 84 miliardi di euro nel 2013 a 136 miliardi nel 2022, arrivando a circa 150 miliardi nel 2023. In Lombardia, il gioco più diffuso resta quello delle AWP, presenti in oltre 83mila punti, seguite dalle VLT, attive in 848 siti regionali. Dati che crescono nonostante la crisi economica e la riduzione del potere d’acquisto delle famiglie.

L’analisi territoriale mette inoltre in evidenza la cosiddetta “pedemontana dell’azzardo online”, una fascia che dal Bresciano attraversa l’area metropolitana di Milano fino ai comuni attorno a Malpensa, caratterizzata da livelli di spesa pro capite nel gioco online nettamente superiori alla media regionale. Un’anomalia che solleva interrogativi sulla natura dei flussi finanziari e sul possibile intreccio con attività illecite.

Accanto al tema delle infiltrazioni criminali, la Relazione dedica ampio spazio al gioco d’azzardo patologico, definito una dipendenza capace di disgregare famiglie e relazioni sociali. Pur essendo inserito nei livelli essenziali di assistenza, il GAP continua a scontare criticità legate ai tempi di accesso ai servizi di cura e alla carenza di risorse, con conseguenze pesanti sulle condizioni di vita delle persone coinvolte.

La Commissione Antimafia ha individuato alcune linee di indirizzo prioritarie, tra cui il rafforzamento della regolazione locale, evitando che il riordino nazionale riduca la capacità d’intervento dei Comuni e sostenendo le reti territoriali con strumenti di premialità e incentivi per gli esercenti che scelgono di dismettere gli apparecchi. 

Nel dibattito sono intervenuti Gigliola Spelzini (Lega), Massimo Vizzardi (Gruppo Misto), Michela Palestra (Patto Civico), Giacomo Zamperini (FdI), Paolo Romano (PD), Emanuele Monti (Lega), Martina Sassoli (Lombardia Migliore) e Paola Bulbarelli (FdI), Segretaria della Commissione speciale Antimafia, che ha sottolineato “l’approccio integrato e tempestivo assunto da tempo, con responsabilità ed autonomia, da Regione Lombardia che tiene insieme la prevenzione, la cura e la lotta all’illegalità, ponendosi come punto di riferimento nazionale per contrastare un fenomeno drammatico che continua ad evolvere, presentando sempre sfide nuove e più complesse”.

Soddisfazione per il lavoro portato avanti è stata espressa anche da Luca Marrelli (Lombardia Ideale), Vice Presidente della Commissione speciale Antimafia che ha sottolineato come “Regione Lombardia porta avanti da tempo forme di prevenzione e di contrasto. Siamo sulla strada giusta – ha dichiarato Marrelli – occorre rafforzare la sinergia tra i diversi soggetti istituzionali e del Terzo settore, investendo in prevenzione e rafforzando le misure di sostegno ai più fragili e ai giovani”.

“In un settore che presenta rischi così elevati sotto il profilo sociale, economico e criminale – ha affermato Paola Pollini – prevenzione e controllo devono procedere insieme alla cura. Oggi non disponiamo di strumenti di vigilanza pienamente adeguati, oppure non investiamo abbastanza per renderli efficaci. È necessario rafforzare le risorse a disposizione delle forze dell’ordine, dotarle di tecnologie adeguate e superare un approccio frammentato. Serve un’azione coordinata e trasversale tra Regione, enti locali, forze dell’ordine e magistratura, perché il gioco d’azzardo è un fenomeno complesso che richiede risposte strutturate e condivise.”

Redazione Jamma
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