Il Consiglio di Stato ha calendarizzato per il 24 settembre l’udienza di merito sul contenzioso relativo all’applicazione delle nuove regole sui Punti Vendita Ricariche (Pvr). In quella sede saranno esaminati congiuntamente tutti i ricorsi promossi dai diversi concessionari, segnando un passaggio decisivo in una vicenda che da mesi tiene in sospeso il settore del gioco online.
Il rinvio è stato disposto per consentire alle parti di fornire al Collegio un quadro aggiornato della situazione, alla luce della conclusione della procedura di gara per le nuove concessioni. Il nodo centrale riguarda ora la posizione concreta degli operatori: dalla titolarità delle concessioni ai rapporti contrattuali in essere, fino alle condizioni per l’eventuale prosecuzione dell’attività dei Pvr nel nuovo assetto regolatorio.
Al centro della controversia si confrontano, da un lato, diversi operatori del gioco a distanza, che contestano più profili delle nuove disposizioni – tra cui il tetto di 100 euro settimanali alle ricariche – e, dall’altro, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che rivendica la piena legittimità del quadro regolamentare introdotto. Un ulteriore elemento di frizione è rappresentato dal passaggio dal regime di proroga tecnica alla nuova assegnazione delle concessioni, ritenuto dagli operatori un momento critico per l’applicazione delle regole contestate.
I legali di diversi concessionari hanno tuttavia chiarito che la partecipazione alla gara non può essere interpretata come un’accettazione implicita delle nuove prescrizioni. Al contrario, la scelta di prendere parte al bando sarebbe stata dettata dall’esigenza di garantire la continuità aziendale, anche perché le nuove convenzioni ripropongono integralmente le stesse regole tecniche oggetto di contestazione. Un elemento che, secondo i ricorrenti, rafforza l’interesse a ottenere una pronuncia di merito.
In primo grado, il Tar Lazio aveva accolto questa impostazione, stabilendo che le nuove regole non potessero trovare applicazione immediata, ma solo al termine della procedura di gara. Le disposizioni erano state quindi ritenute inefficaci nei confronti degli operatori ancora operanti in regime di proroga. Contro quella decisione, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha proposto appello, mentre i concessionari hanno sollecitato anche la valutazione di possibili profili di legittimità costituzionale ed europea.
La pronuncia attesa dopo l’udienza del 24 settembre si preannuncia dunque determinante. Dal verdetto del Consiglio di Stato dipenderanno non solo le sorti della rete dei Punti Vendita Ricariche, ma anche il grado di certezza normativa per l’intero comparto del gioco online, chiamato a confrontarsi con un quadro regolatorio in piena evoluzione.







