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Pubblicità del gioco, Google e sentenza Corte Eu, Capitanio (AGCOM): “La neutralità delle piattaforme ha un limite”

La sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea nella causa C-421/24, relativa alla responsabilità di Google per alcuni video pubblicati su YouTube che promuovevano il gioco d’azzardo online, incassa il commento del commissario dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, Massimiliano Capitanio, che sottolinea la portata della decisione dei giudici di Lussemburgo.

Secondo Capitanio, “oggi la Corte di giustizia dell’Unione europea, con la sentenza nella causa C-421/24, ha stabilito che Google può essere chiamata a rispondere dei video pubblicati su YouTube quando non si limita a ospitarli ma li seleziona, controlla e monetizza. Io la chiamo responsabilità editoriale”.

Nel suo intervento, il commissario ricostruisce la vicenda che ha portato alla pronuncia europea, ricordando che “il caso nasce da un provvedimento adottato nel luglio 2022 (Delibera n. 275/22/CONS) con cui Agcom comminava una sanzione da 750mila euro a Google Ireland per aver veicolato, attraverso i canali di un creator legato a YouTube da un accordo di partnership commerciale, la pubblicità di siti di gioco d’azzardo in violazione del ‘Decreto dignità’”.

Capitanio evidenzia inoltre come “dal canto suo Google si è difesa invocando il regime di esonero dalla responsabilità riconosciuto agli hosting provider dall’articolo 14 della direttiva e-commerce, secondo cui un prestatore che si limita a memorizzare i contenuti forniti dagli utenti non risponderebbe della loro liceità, non essendo tenuto ad alcun controllo preventivo su ciò che viene caricato sulla piattaforma”.

Richiamando le conclusioni della Corte, il commissario osserva che “la Corte di giustizia europea, intervenuta su richiesta del Consiglio di Stato, è stata di tutt’altro avviso. Chi esamina un canale YouTube per concludere una partnership, e dunque un accordo di condivisione dei ricavi, acquisisce una conoscenza concreta di ciò che diffonde e non può rifugiarsi dietro le deroghe di responsabilità pensate, invece, per chi svolge un ruolo meramente tecnico”.

Per Capitanio, il principio affermato dalla Corte è chiaro: “Il principio è semplice e per certi versi decisivo: chi conosce, seleziona e monetizza non è un intermediario neutro e non può invocarne le tutele”.

Il commissario ritiene che la decisione rappresenti anche un rafforzamento dell’attività dell’Autorità: “Questa pronuncia rafforza il lavoro che Agcom conduce ogni giorno e offre uno strumento in più per proteggere le persone, a partire dai minori, da contenuti, come la pubblicità del gioco d’azzardo, che l’ordinamento italiano espressamente vieta”.

Infine, Capitanio precisa che la sentenza non introduce un obbligo generalizzato di controllo preventivo sulle piattaforme: “Nessuno vuole imporre alle piattaforme obblighi di controllo preventivo, ma non è nemmeno accettabile che vengano tollerati contenuti illegali o nocivi come quelli che istigano all’odio o alla violenza o promuovano comportamenti criminali”.

Il suo commento si conclude con una valutazione netta sull’impatto della decisione: “Questa sentenza fa bene a tutti, anche alle stesse piattaforme”.

Redazione Jamma
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