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Prediction markets, l’Europa cerca una rotta comune: il confronto di Eventus International su regole, compliance e crescita

Si è svolto oggi il Live organizzato da Eventus International in vista del Prediction Markets Summit Europe, in programma a Gibilterra il 9 e 10 novembre 2026. Il confronto ha riunito esperti di regolamentazione, compliance, tecnologia, pagamenti e sviluppo del mercato per analizzare il futuro dei prediction markets, ormai passati da fenomeno di nicchia a tema centrale nel dibattito internazionale sul gioco, sui servizi finanziari e sulle infrastrutture digitali.

Ad aprire e moderare i lavori è stato il giornalista Bill Speros, che ha evidenziato la forte crescita registrata dal comparto durante i Mondiali di calcio. Secondo i dati richiamati nel corso dell’incontro, il volume complessivo degli scambi legati al torneo avrebbe superato i 30 miliardi di dollari. Kalshi avrebbe registrato circa 27 miliardi di dollari di contratti durante la competizione, mentre il mercato sul vincitore del Mondiale sarebbe diventato il più importante mai aperto dalla piattaforma, con un volume vicino a 1,9 miliardi di dollari. Nella sola giornata della finale, l’app di Kalshi sarebbe stata scaricata oltre 200mila volte. Polymarket avrebbe invece concentrato centinaia di milioni di dollari di scambi sull’ultimo atto tra Argentina e Spagna. Per Speros, questi numeri dimostrano che i prediction markets sono ormai entrati nel mercato di massa, trainati dalla possibilità per gli utenti di assumere una posizione sugli eventi, seguire in tempo reale il sentiment collettivo e, in molti casi, acquistare o vendere i contratti prima della conclusione dell’evento. Il punto di partenza del confronto è stato il nuovo quadro normativo introdotto da Gibilterra, indicato come uno dei primi tentativi in Europa di disciplinare in modo specifico il settore. Speros ha richiamato la posizione espressa dal ministro della Giustizia, del Commercio e dell’Industria di Gibilterra, Nigel Feetham, secondo cui il territorio ha deciso di intervenire mentre altre giurisdizioni continuano a esitare, riconoscendo le opportunità economiche, tecnologiche e finanziarie rappresentate dai prediction markets. L’obiettivo dichiarato è privilegiare la qualità degli operatori e attrarre soggetti credibili, capaci di contribuire allo sviluppo dell’ecosistema locale.

Genia Gurevich, esperto di regolamentazione dell’iGaming presso Porat Group, ha osservato che nel settore del gioco non esistono vuoti destinati a rimanere tali: quando la disciplina tradizionale si irrigidisce, operatori e investitori tendono a cercare nuovi prodotti e nuove modalità operative. I prediction markets, in questa prospettiva, rappresentano uno spazio particolarmente interessante perché si collocano al confine tra scommesse, strumenti finanziari, trading su eventi reali e, in alcuni casi, attività legate agli asset digitali. Secondo Gurevich, la domanda fondamentale per i regolatori riguarda la natura dell’evento sottostante. Un contratto sul risultato di una competizione sportiva presenta caratteristiche vicine alle scommesse, mentre uno legato a un indicatore economico, a una decisione politica o a un evento finanziario potrebbe ricadere in un ambito diverso. Non esiste quindi una classificazione unica valida per tutti i mercati, e proprio questa incertezza genera contemporaneamente opportunità e rischi. L’intervento di Gibilterra è stato giudicato rilevante perché prova a offrire una risposta prima che il mercato si sviluppi completamente al di fuori delle regole. Gurevich ha sottolineato l’importanza di proteggere gli utenti, ma anche di consentire agli operatori di costruire modelli di business sostenibili. A suo avviso, la certezza normativa favorisce inoltre i rapporti con banche, fornitori tecnologici e prestatori di servizi di pagamento, che generalmente preferiscono lavorare con soggetti autorizzati.

Barry Orr, Chief Marketing Officer di Solas Compliance e professionista con una lunga esperienza maturata nel mondo degli exchange, ha insistito sulla differenza tra regolazione e “strangolamento” del mercato. A suo giudizio, vietare o limitare in modo indiscriminato l’accesso ai prediction markets non impedirebbe agli utenti di utilizzarli, ma li spingerebbe verso ambienti meno controllati. Orr ha richiamato l’esperienza degli exchange di scommesse, inizialmente accolti con diffidenza da molti regolatori. Una disciplina efficace, ha spiegato, può invece migliorare gli standard dell’intero comparto, stimolare l’innovazione e spingere anche gli operatori tradizionali a rivedere prodotti, promozioni e modalità di coinvolgimento dei clienti. Uno dei principali rischi individuati riguarda la tendenza delle imprese emergenti a considerare la compliance come un controllo legale da effettuare alla fine del processo, anziché come una componente strategica da integrare fin dall’inizio. Quando le aziende puntano soprattutto a conquistare rapidamente quote di mercato, possono nascere procedure frammentate, messaggi promozionali incoerenti, ritardi nei lanci e maggiori esposizioni regolatorie. Per Orr, la conformità deve essere inserita direttamente nei flussi operativi e nelle campagne di marketing. La comunicazione rappresenta infatti il primo punto di contatto tra le piattaforme e il pubblico: deve spiegare in modo corretto il prodotto, evitare di esaltare il rischio o i possibili guadagni e includere adeguati messaggi di responsabilità. Una compliance strutturata può quindi diventare un vantaggio competitivo, eliminando attriti tra marketing, uffici legali e autorità e permettendo all’operatore di crescere più rapidamente nei mercati regolamentati.

Livy Milshtein, Vice President of Partnerships di Plaee, società che fornisce infrastrutture agli operatori di prediction markets, ha individuato tre elementi alla base dell’attuale fase di espansione: una domanda crescente da parte degli utenti, la disponibilità di tecnologie e dati in grado di sostenere operazioni in tempo reale e la progressiva costruzione di fiducia e legittimità attraverso i nuovi quadri regolatori. Secondo Milshtein, la chiarezza normativa è la prima condizione per consentire al comparto di crescere responsabilmente, ma non è sufficiente. Servono infrastrutture affidabili, capacità di gestione dei mercati e soprattutto liquidità. Senza un numero adeguato di partecipanti e controparti, infatti, i contratti rischiano di non poter essere acquistati o venduti a condizioni efficienti. La presenza di market maker e investitori istituzionali può sostenere la liquidità, ma deve essere accompagnata da regole capaci di evitare squilibri a danno degli utenti meno esperti. Orr ha avvertito che operatori professionali e grandi fornitori di liquidità potrebbero altrimenti ottenere un vantaggio eccessivo, riducendo nel tempo la presenza dei piccoli partecipanti. Per questo, oltre alla crescita dei volumi, sarà necessario valutare la qualità e l’equità del funzionamento dei mercati. Milshtein ha ricordato che negli Stati Uniti gli operatori autorizzati dalla Commodity Futures Trading Commission possono offrire contratti in un quadro federale, mentre diversi Stati stanno tentando di ricondurre alcuni prodotti, soprattutto quelli sportivi, alle rispettive normative sul gioco. La sovrapposizione tra competenze federali e statali ha prodotto numerosi contenziosi e potrebbe richiedere, in futuro, un pronunciamento definitivo della Corte Suprema. Il confronto ha messo in luce la differenza tra l’approccio statunitense e quello europeo. Negli Stati Uniti la classificazione tende a dipendere dal modello regolatorio federale dei contratti su eventi, mentre in Europa le autorità valutano più spesso la natura dell’evento sottostante, distinguendo tra sport, finanza e altre categorie. Questa frammentazione rende complessa la costruzione di un’offerta internazionale uniforme.

Chen Ben David, Director of Payments di Rapyd, ha affrontato il tema dei pagamenti, sottolineando come anche per i fornitori finanziari i prediction markets rappresentino un’area difficile da classificare. Ogni operazione deve essere valutata sulla base della giurisdizione, della licenza posseduta dall’operatore e del prodotto concretamente offerto. Secondo Ben David, il successo di queste piattaforme dipende dalla possibilità di garantire depositi semplici e rapidi, pagamenti locali e prelievi tempestivi. L’esperienza maturata nel fintech, nelle criptovalute e nel gioco online dimostra che gli utenti si aspettano servizi immediati e affidabili. Tuttavia, senza regole chiare, i payment provider potrebbero decidere di interrompere i rapporti con gli operatori, come già avvenuto in passato in altri comparti sviluppatisi inizialmente in una zona grigia. La certezza regolatoria viene quindi considerata essenziale non soltanto per ottenere una licenza, ma anche per assicurare la continuità dei pagamenti, l’accesso ai servizi bancari e la stabilità dell’intero modello di business.

Tra i temi centrali è emersa anche l’integrità dei mercati. Orr ha sottolineato il rischio che alcuni contratti siano vulnerabili all’utilizzo di informazioni privilegiate, alla manipolazione o a vantaggi informativi non accessibili al pubblico. A suo giudizio, gli operatori devono interrogarsi sull’opportunità di offrire determinati mercati, anche quando potrebbero essere formalmente ammessi, poiché la reputazione e la fiducia degli utenti possono essere compromesse molto rapidamente. Milshtein ha proposto un parallelo con i mercati finanziari: anche nelle Borse possono esistere soggetti in possesso di informazioni riservate, ma la risposta non consiste nel vietare il mercato, bensì nell’introdurre obblighi di monitoraggio, segnalazione e controllo. Lo stesso modello potrebbe essere applicato ai prediction markets, prevedendo strumenti per individuare attività anomale e comportamenti potenzialmente riconducibili all’insider trading.

Il settore dovrà inoltre comunicare in modo più chiaro la natura dei prodotti. Molti utenti sono entrati in contatto con i prediction markets durante le elezioni statunitensi o i Mondiali di calcio, senza conoscere pienamente le differenze rispetto alle scommesse tradizionali o al trading finanziario. La trasparenza sulle probabilità, sui costi, sui possibili guadagni e sulle perdite massime sarà quindi decisiva per costruire credibilità.

Durante il confronto è stata discussa anche la possibile evoluzione del mercato europeo. Secondo Orr, la crescita potrebbe avvenire attraverso accordi tra piattaforme specializzate e operatori di scommesse già affermati, che potrebbero integrare i prediction markets nei propri siti. Partnership, soluzioni tecnologiche in white label e consolidamento potrebbero quindi rappresentare una delle principali modalità di ingresso nel mercato.

Gibilterra potrebbe svolgere il ruolo di base regolatoria e tecnologica per operatori interessati a espandersi in altre giurisdizioni, anche se l’accesso a mercati come quelli asiatici continuerà a presentare difficoltà significative. La sfida sarà trasformare un quadro locale favorevole in un modello capace di ottenere riconoscimento internazionale.

Nelle conclusioni, Orr ha indicato l’integrità come condizione essenziale per conquistare la fiducia dei consumatori e dei regolatori. Milshtein ha richiamato la necessità di attirare liquidità istituzionale e costruire infrastrutture che permettano agli operatori di lanciare nuovi prodotti in modo sicuro. Gurevich ha ribadito il valore di linee guida chiare, capaci di proteggere gli utenti senza impedire la sperimentazione. Ben David ha confermato che la disponibilità di servizi di pagamento affidabili dipenderà direttamente dalla definizione di regole certe e riconosciute.

L’incontro organizzato da Eventus International ha quindi mostrato come il momento di forte crescita dei prediction markets sia accompagnato da questioni ancora aperte: classificazione giuridica, conflitti tra autorità, tutela dei consumatori, liquidità, insider information, integrità, comunicazione, pagamenti e accesso ai servizi finanziari. Temi che saranno approfonditi durante il Prediction Markets Summit Europe di Gibilterra, annunciato come il primo evento europeo interamente dedicato a questo comparto.

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