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Prediction market, Usa: società di gioco e associazioni chiedono al Senato di bloccare le scommesse sportive

Negli Stati Uniti cresce la pressione politica contro l’espansione dei prediction market nel settore sportivo. Una vasta coalizione di organizzazioni nazionali del gaming, associazioni tribali, enti statali e associazioni ha inviato una lettera ai membri del Senato americano chiedendo di inserire nella legislazione sulla struttura del mercato crypto una norma esplicita per vietare i contratti evento collegati allo sport e ai giochi di tipo casinò.

Il documento, datato 16 giugno 2026, rappresenta una presa di posizione particolarmente significativa perché riunisce soggetti che non sempre condividono le stesse posizioni sulle politiche del gioco, ma che in questo caso convergono su un punto: secondo i firmatari, i prediction market avrebbero alimentato negli ultimi 18 mesi “la più grande espansione del gioco d’azzardo nella storia degli Stati Uniti”, senza approvazione degli elettori né autorizzazione legislativa specifica.

Il nodo riguarda i cosiddetti “sports event contracts”, contratti legati all’esito di eventi sportivi che alcune piattaforme presentano come prodotti finanziari regolati a livello federale. Per la coalizione, questa impostazione consente di aggirare le normative statali e tribali sulle scommesse sportive, indebolendo un sistema fondato sul controllo locale, sulla tassazione, sulla tutela dei consumatori e sul rispetto delle prerogative delle comunità native americane.

La lettera sostiene che tali piattaforme permettono a persone di appena 18 anni di puntare su eventi sportivi anche in giurisdizioni che non hanno legalizzato le scommesse sportive. Un ulteriore profilo critico riguarda l’assenza, secondo i firmatari, di adeguati strumenti di gioco responsabile e il modo in cui questi prodotti vengono comunicati al pubblico: non come scommesse, ma come investimenti. Una rappresentazione definita fuorviante e particolarmente rischiosa per gli utenti più giovani.

Al centro della contestazione vi è anche il ruolo della Commodity Futures Trading Commission, l’autorità federale che vigila sui mercati dei derivati e delle commodity. Secondo le organizzazioni firmatarie, la CFTC non è stata creata per regolare il gioco d’azzardo né le scommesse sportive e non dispone dell’esperienza né dell’infrastruttura necessarie per vigilare su un’offerta nazionale di betting sportivo. Per questo, la coalizione chiede al Congresso di chiarire che le scommesse sportive restano fuori dal perimetro della CFTC e non possono essere offerte attraverso piattaforme di prediction market.

Il passaggio politico è rilevante perché arriva mentre il Congresso sta discutendo provvedimenti legati alla regolamentazione dei mercati crypto. I firmatari chiedono di utilizzare proprio quel veicolo legislativo per inserire una barriera normativa chiara, senza attendere l’esito dei contenziosi in corso. La lettera riconosce infatti che i tribunali potrebbero, in futuro, chiarire il quadro giuridico, ma sottolinea che la questione riguarda prima di tutto l’intenzione del Congresso.

La coalizione è molto ampia. Tra le organizzazioni nazionali compaiono l’American Gaming Association, l’Association of Gaming Equipment Manufacturers, la National Thoroughbred Racing Association, la North American Gaming Regulators Association e The Jockey Club. A queste si aggiungono importanti organizzazioni tribali, tra cui Indian Gaming Association, National Congress of American Indians e diverse associazioni regionali del gaming tribale.

Il documento è sottoscritto anche da associazioni statali del settore casinò e gaming, tra cui quelle di Indiana, New Jersey, Colorado, Illinois, Iowa, Louisiana, Mississippi, Missouri, Nevada e West Virginia, oltre ad alcune camere di commercio e rappresentanti di organizzazioni civiche. Significativa anche la presenza dei sindacati, con UNITE HERE e numerose sue articolazioni locali, oltre alla Culinary Workers Union Local 226 e al New England Joint Board.

La richiesta al Senato riflette un conflitto sempre più netto tra due modelli regolatori. Da un lato vi è il sistema tradizionale delle scommesse sportive, autorizzato Stato per Stato, con licenze, requisiti di conformità, tassazione locale e misure di gioco responsabile. Dall’altro vi sono i prediction market, che rivendicano la natura finanziaria dei propri contratti e puntano a un quadro federale uniforme.

Per l’industria del gaming regolamentato e per le tribù, il rischio è che la seconda via svuoti di fatto la prima, consentendo un’offerta nazionale di scommesse sportive senza le garanzie, i limiti e i ritorni fiscali previsti dai sistemi statali e tribali. La lettera al Senato segna quindi un nuovo passaggio nella battaglia politica e normativa attorno ai prediction market sportivi, un tema destinato a pesare sempre di più nel confronto tra innovazione finanziaria, gioco regolamentato e tutela dei consumatori.

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