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ONU: il gioco d’azzardo online illegale è un pilastro della criminalità organizzata transnazionale, vale fino a 1.700 miliardi di dollari l’anno

Il gioco online illegale non rappresenta più soltanto una violazione delle normative sul gambling, ma è diventato uno dei principali pilastri finanziari della criminalità organizzata transnazionale. È la conclusione del nuovo rapporto dell’Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine (UNODC), An Interconnected Criminal Ecosystem: Transnational Organized Crime Threat Assessment for Southeast Asia 2026, presentato a Bangkok, che dedica un’intera sezione all’evoluzione del settore del gioco illegale nel Sud-Est asiatico e al suo ruolo nell’economia criminale globale.

Presentando il rapporto, la rappresentante regionale dell’UNODC per il Sud-Est asiatico e il Pacifico, Delphine Schantz, ha spiegato che le organizzazioni criminali della regione hanno ormai superato la tradizionale suddivisione per specializzazione. “Quello che stiamo osservando è un cambiamento in cui gruppi che operavano all’interno della propria area geografica e del proprio settore criminale agiscono ora contemporaneamente su più mercati illeciti, facendo affidamento sugli stessi servizi”, ha dichiarato. Secondo Schantz, il loro modello operativo “assomiglia al franchising aziendale”, con strutture specializzate nel riciclaggio di denaro, nella tratta di persone, nel traffico di migranti e nella raccolta di dati che operano all’interno della stessa rete criminale interconnessa.

Per l’UNODC, il gioco online illegale costituisce oggi una delle principali fonti di finanziamento di questo ecosistema. Il rapporto evidenzia come le piattaforme clandestine abbiano progressivamente integrato attività di frode informatica, riciclaggio di denaro, sistemi bancari sotterranei e tratta di esseri umani, trasformandosi da semplice attività illegale in una vera infrastruttura al servizio della criminalità organizzata.

Secondo gli esperti delle Nazioni Unite, le recenti operazioni di contrasto non hanno eliminato il fenomeno, ma ne hanno modificato la struttura. La revoca delle licenze agli operatori offshore nelle Filippine, i controlli rafforzati in Cambogia e la crescente cooperazione internazionale hanno infatti spinto le organizzazioni criminali a riutilizzare le infrastrutture già esistenti. Hotel-casinò, resort, compound e reti finanziarie creati per il gioco illegale vengono oggi utilizzati anche per ospitare i cosiddetti scam centre, dedicati alle frodi online. Il risultato è che gioco illegale e cyberfrodi costituiscono ormai due componenti dello stesso sistema criminale.

Le dimensioni economiche del fenomeno sono enormi. L’UNODC stima che il volume mondiale delle scommesse illegali sia compreso tra 340 miliardi e 1.700 miliardi di dollari all’anno. Circa la metà di questo giro d’affari sarebbe riconducibile alla domanda proveniente da Cina, Hong Kong, Macao e Taiwan. Il rapporto osserva che il divieto assoluto del gioco d’azzardo in Cina, in vigore dal 1949, non ha ridotto la domanda, ma l’ha semplicemente spostata verso piattaforme offshore ospitate soprattutto nel Sud-Est asiatico.

L’analisi evidenzia inoltre che il modello operativo degli operatori illegali è costruito per sfuggire ai controlli. Una piattaforma può essere registrata in una giurisdizione offshore, utilizzare licenze rilasciate in Paesi con controlli limitati, ospitare i server in un’altra parte del mondo, impiegare personale operativo in Cambogia o Myanmar e rivolgersi contemporaneamente a clienti in Cina, Giappone, Corea del Sud, India e altri mercati asiatici. Questa frammentazione deliberata rende estremamente difficile l’intervento delle singole autorità nazionali.

Il rapporto richiama anche il ruolo sempre più rilevante delle criptovalute. La diffusione della stablecoin USDT sulla blockchain TRON ha trasformato l’infrastruttura finanziaria del gioco illegale, consentendo trasferimenti transfrontalieri di denaro più rapidi e difficili da intercettare rispetto ai circuiti bancari tradizionali. Secondo i dati richiamati dall’UNODC, nel 2025 le reti cinesi specializzate nel riciclaggio hanno movimentato circa 16,1 miliardi di dollari in criptovalute illecite attraverso 1.799 wallet attivi.

Particolarmente allarmante è il legame tra il gioco illegale e la tratta di esseri umani. Le Nazioni Unite descrivono un sistema nel quale migliaia di persone vengono attirate con false offerte di lavoro e successivamente costrette a operare all’interno di piattaforme di gioco illegale e centri per le truffe online. Il mantenimento di questa economia criminale coinvolge reti di riciclaggio, funzionari corrotti, società di copertura, gruppi armati e organizzazioni specializzate nel traffico di migranti. Solo nel febbraio 2025 oltre 7.000 persone sono state liberate dagli scam centre lungo il confine tra Thailandia e Myanmar, mentre nello stesso anno la Thailandia ha identificato oltre 4.400 vittime di tratta finalizzata alla criminalità forzata provenienti da queste strutture.

Un altro aspetto evidenziato dal rapporto riguarda il crescente coinvolgimento dei giovani. L’UNODC osserva che gli operatori illegali utilizzano interfacce sempre più simili a quelle dei videogiochi, con sistemi di ricompensa, classifiche, premi e progressione che rendono il confine tra gaming e gambling sempre più difficile da distinguere. «La linea che separa il gaming online dal gioco d’azzardo online sta diventando sempre più sfumata», ha affermato Schantz durante la presentazione del rapporto, sottolineando come queste caratteristiche rendano il fenomeno ancora più pericoloso per i minori e i giovani utenti.

Il rapporto sottolinea inoltre che il gioco illegale alimenta un’economia criminale molto più ampia. Nel solo 2025 le truffe online ai danni di vittime nell’Asia orientale, nel Sud-Est asiatico, in Australia e Nuova Zelanda avrebbero generato perdite comprese tra 88,3 e 114,1 miliardi di dollari, mentre il traffico di metanfetamine, ketamina ed eroina nella regione raggiunge un valore stimato tra 75 e 109,7 miliardi di dollari. Secondo l’analista dell’UNODC Inshik Sim, «la crescita osservata ha alimentato un intero ecosistema di servizi accessori, molti dei quali operano sotto l’apparenza di attività commerciali legittime», mentre la complessità raggiunta dalle organizzazioni criminali sta superando la capacità di risposta costruita finora dalle autorità.

Per le Nazioni Unite, il contrasto al gioco online illegale non può quindi limitarsi alla sola repressione delle piattaforme. «Una strategia contro la criminalità organizzata basata esclusivamente sull’interruzione delle attività non funziona», ha concluso Schantz. Occorre agire anche sui flussi finanziari, rafforzare le indagini sulle criptovalute, sequestrare i proventi illeciti e sviluppare una cooperazione internazionale capace di colpire un sistema criminale che considera ormai il gambling illegale una delle proprie principali fonti di finanziamento.

Redazione Jamma
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