La profonda conoscenza del territorio e la costante vigilanza delle articolazioni locali dell’Arma dei Carabinieri hanno inferto un duro colpo al fenomeno del gioco d’azzardo clandestino. Nella serata del 30 aprile 2026, i militari della Stazione di Montecosaro (MC), a conclusione di una mirata attività informativa e investigativa, hanno dato esecuzione all’operazione convenzionalmente denominata “Game Over”. L’operazione si è sviluppata nell’ambito di un servizio coordinato di controllo del territorio a largo raggio, disposto dal Comando Provinciale Carabinieri di Macerata.
L’azione, condotta dai militari di Montecosaro con il supporto dei colleghi della Stazione di Porto Potenza Picena e del Nucleo Operativo e Radiomobile (NORM) della Compagnia di Civitanova Marche, ha permesso di fare irruzione in un locale seminterrato, situato in un edificio di tre piani. Il locale, di giorno adibito a tomaificio, di notte veniva trasformato in una vera e propria casa da gioco clandestina, completa di dotazioni professionali e sistemi di gestione delle puntate.
All’interno dei locali, i Carabinieri hanno sorpreso 13 cittadini di nazionalità cinese intenti a partecipare a sessioni di “Mahjong”, gioco caratterizzato da una forte componente aleatoria. I giocatori erano suddivisi su tre tavoli tecnici, già allestiti con tessere e pronti per le puntate.
L’attività investigativa ha permesso di delineare con precisione i vari ruoli coinvolti nella vicenda, portando al deferimento in stato di libertà di tredici persone per l’esercizio di giochi d’azzardo ai sensi dell’articolo 718 del codice penale e seguenti. Le indagini hanno consentito di individuare come organizzatori e responsabili della gestione della casa da gioco una coppia di coniugi residenti in loco, trovati in possesso della cassa contenente denaro contante di vario taglio e fiches ancora sigillate pronte per la distribuzione.
Al termine delle operazioni, i militari hanno proceduto al sequestro di circa 6.500 euro in contanti, rinvenuti sia nella cassa centrale sia nella disponibilità dei singoli giocatori, oltre a numeroso materiale tecnico che comprendeva fiches, tessere da Mahjong e tavoli da gioco. L’intero locale seminterrato è stato inoltre posto sotto sequestro preventivo in base all’articolo 321 del codice di procedura penale.
“Questo risultato testimonia l’importanza della presenza capillare dell’Arma territoriale”, commentano dal Comando. “La capacità dei militari di cogliere segnali anomali anche in contesti apparentemente silenti, come i locali produttivi dismessi, rimane la principale barriera contro l’illegalità diffusa e la criminalità sommersa”.







