Il Mondiale di Calcio 2026 si prepara a diventare non soltanto l’edizione più grande della storia del calcio, ma anche il più grande evento di scommesse sportive mai registrato. Secondo le stime durante il torneo verranno raccolti circa 60 miliardi di dollari di giocate attraverso operatori legali di betting sportivo, con un aumento del 71% rispetto ai Mondiali del Qatar del 2022 e del 185% rispetto all’edizione del 2018 in Russia.
La competizione prenderà il via l’11 giugno 2026 e si concluderà il 19 luglio. Per la prima volta sarà organizzata congiuntamente da tre Paesi — Stati Uniti, Messico e Canada — e rappresenterà anche il debutto del nuovo format allargato a 48 nazionali, rispetto alle tradizionali 32. Questo porterà il numero complessivo delle partite da 64 a 104, quaranta in più rispetto a qualsiasi precedente edizione.
Per l’industria del gambling il nuovo format rappresenta una straordinaria opportunità commerciale. Più partite significano infatti più mercati di scommessa, maggiore coinvolgimento degli utenti e una durata del torneo più estesa. Tuttavia, gli analisti invitano alla cautela: l’aumento del numero di incontri potrebbe non tradursi automaticamente in un incremento proporzionale delle giocate.
Gran parte delle nuove partite sarà concentrata nella fase a gironi, storicamente meno attrattiva dal punto di vista delle scommesse rispetto agli incontri a eliminazione diretta. Inoltre, l’ingresso di numerose nazionali di fascia inferiore rischia di ridurre competitività e appeal di molte gare, aumentando il numero di partite considerate sbilanciate o meno interessanti per il pubblico globale.
Nonostante queste incognite, il Mondiale 2026 viene considerato dagli operatori uno dei più grandi strumenti di acquisizione clienti mai disponibili. Durante Qatar 2022, ad esempio, gli operatori francesi registrarono 177mila nuovi giocatori online, mentre in Belgio furono oltre 43mila. L’evento genera infatti un forte effetto trascinamento anche su utenti occasionali che normalmente non scommettono con continuità.
Un altro elemento che alimenterà la crescita del betting globale sarà l’espansione dei mercati regolamentati. Le stime per il 2026 includono infatti Paesi recentemente regolamentati, come il Brasile, che non erano ancora pienamente operativi durante il Mondiale del 2022. Questo contribuisce in modo significativo all’incremento previsto della raccolta.
Secondo un report di H2 Gambling Capital, i tre Paesi ospitanti genereranno complessivamente circa 5,7 miliardi di dollari di scommesse sportive legali sul torneo. Gli Stati Uniti, grazie alla dimensione del mercato, saranno il principale contributore con circa 2,9 miliardi di dollari di raccolta, davanti al Messico con 2,5 miliardi e al Canada con 300 milioni.

Il dato assume particolare rilievo se confrontato con i numeri attuali: durante giugno e luglio dello scorso anno il mercato americano aveva generato circa 1,3 miliardi di dollari di raccolta sul calcio complessivamente considerato.
La performance delle nazionali più seguite avrà comunque un impatto decisivo sull’andamento del betting mondiale. Storicamente, le scommesse crescono enormemente quando gioca la nazionale del Paese di riferimento e aumentano ulteriormente se la squadra avanza verso le fasi finali. In Francia, ad esempio, il 29% di tutte le giocate sui Mondiali 2022 si concentrò nelle sette partite disputate dalla nazionale transalpina.
Questo significa che il percorso delle grandi nazionali potrebbe incidere direttamente sui ricavi degli operatori. Un torneo con semifinali e finale dominate da mercati forti come Brasile, Francia, Inghilterra o Stati Uniti produrrebbe livelli di engagement molto superiori rispetto a scenari con eliminazioni premature delle squadre più popolari.
In questo contesto pesa anche l’assenza dell’Italia, che non si è qualificata per il torneo. Secondo H2 Gambling Capital, il mancato accesso degli azzurri rappresenta un elemento negativo per le stime europee, considerando che l’Italia è uno dei più importanti mercati continentali per le scommesse calcistiche.
A livello globale, il mercato delle scommesse sportive — considerando sia i circuiti legali sia quelli non regolamentati — dovrebbe raggiungere nel 2026 circa 1.660 miliardi di dollari di raccolta complessiva. Il calcio continuerà a rappresentare lo sport dominante, con un volume stimato di circa 937 miliardi di dollari di turnover mondiale.
Parallelamente cambia anche il modo di scommettere. Gli operatori registrano una crescita costante delle multiple evolute e dei cosiddetti “bet builder”, cioè sistemi che consentono di combinare eventi e statistiche della stessa partita. Questi prodotti generano margini più elevati rispetto alle tradizionali scommesse singole e saranno uno dei principali driver di ricavo durante il Mondiale 2026.
Secondo H2, applicando un margine medio del 12,5% ai 60 miliardi di dollari di raccolta stimata, il torneo potrebbe generare circa 7,5 miliardi di dollari di gross win per gli operatori legali.
Secondo Deutsche Bank, il Mondiale FIFA 2026 potrebbe rappresentare un punto di svolta anche per il mercato statunitense delle scommesse sportive. L’analista Steven Pizzella stima infatti che il volume complessivo delle puntate negli Stati Uniti possa superare i 4 miliardi di dollari, sostenuto da una combinazione di fattori che rendono questa edizione particolarmente favorevole per operatori e bookmaker. A incidere sarà innanzitutto il nuovo formato del torneo. Il passaggio da 64 a 104 partite aumenta in modo significativo il numero di eventi disponibili per le scommesse e prolunga la durata della competizione. Ma secondo Deutsche Bank il vero elemento di discontinuità riguarda soprattutto il mercato nordamericano. Dal Mondiale del Qatar 2022 a oggi, infatti, la platea degli americani che possono legalmente scommettere è cresciuta sensibilmente. Pizzella evidenzia che il numero di cittadini residenti in Stati con betting regolamentato è salito da circa 104 milioni a 135 milioni, con un incremento del 20%. Nel frattempo, la diffusione delle app di scommesse sportive e la normalizzazione del betting online negli USA hanno ulteriormente ampliato il bacino potenziale di utenti. A fare la differenza sarà anche il fatto che il torneo si giocherà in Nord America. Le partite disputate negli Stati Uniti, in Canada e in Messico garantiranno orari molto più favorevoli rispetto all’edizione qatariota del 2022, che costringeva il pubblico americano a seguire molti match in piena mattina o durante l’orario lavorativo. Secondo Deutsche Bank, la combinazione tra time zone favorevoli, maggiore copertura televisiva e presenza diretta dell’evento sul territorio nordamericano dovrebbe tradursi in un livello di coinvolgimento nettamente superiore. Le stime elaborate dall’istituto tedesco indicano che FanDuel (Gruppo Flutter) potrebbe raccogliere circa 1,3 miliardi di dollari di handle aggiuntivo legato al Mondiale. DraftKings viene stimata a quota 1,1 miliardi, mentre BetMGM potrebbe superare i 250 milioni di dollari di raccolta. L’impatto economico non riguarderà però soltanto gli operatori. Anche gli Stati americani puntano a beneficiare dell’aumento delle scommesse attraverso maggiori entrate fiscali. Il New Jersey, che ospiterà alcune partite del torneo, sta già valutando un aumento temporaneo della tassazione sulle scommesse sportive proprio per compensare parte dei costi organizzativi legati all’evento.
Il Mondiale nordamericano si avvia quindi a diventare un evento spartiacque non soltanto per il calcio, ma anche per l’evoluzione dell’industria globale del betting sportivo.








