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Meta condannata: stop alle pubblicità sul gioco d’azzardo e ai casinò illegali con il marchio Barrière

Meta dovrà impedire la diffusione di annunci ingannevoli che sfruttano il marchio Barrière per promuovere giochi d’azzardo online illegali. La Corte d’Appello di Parigi ha confermato integralmente la condanna emessa nell’aprile 2024 contro il colosso dei social network, già ritenuto responsabile per la trasmissione di pubblicità fraudolente sulle sue piattaforme – Facebook, Instagram e Messenger – rivolte al pubblico europeo.

A sollevare il caso era stato il gruppo francese Lucien Barrière, noto per la gestione di casinò e strutture alberghiere, che aveva denunciato Meta per la diffusione di inserzioni che imitavano il proprio marchio e la propria immagine allo scopo di dirottare gli utenti verso siti di gioco illegale. Le pubblicità, secondo il ricorso, utilizzavano tecniche di spoofing per indurre in errore i consumatori, facendogli credere di interagire con contenuti ufficiali del gruppo Barrière.

Già nell’ordinanza di primo grado, il tribunale aveva ordinato a Meta di attuare “con ogni mezzo efficace” le misure necessarie per impedire la trasmissione di simili contenuti, ritenuti lesivi dei diritti del marchio e pericolosi per i consumatori. La Corte d’Appello ha ribadito la piena responsabilità delle piattaforme nella lotta contro i contenuti illeciti, sottolineando che le pubblicità sul gioco d’azzardo rientrano tra le attività escluse dalla direttiva sul commercio elettronico, in quanto parte integrante dell’organizzazione dei giochi stessi.

“La decisione segna un punto di svolta”, ha dichiarato l’avvocato Michaël Piquet-Fraysse, che rappresenta il gruppo Barrière. “Le piattaforme che veicolano pubblicità di casinò online non potranno più invocare l’esenzione di responsabilità prevista dal regolamento europeo sui servizi digitali (DSA)”. Secondo il legale, si tratta della prima sentenza in Europa che afferma con chiarezza questo principio: le grandi piattaforme digitali sono responsabili per i contenuti pubblicitari relativi ai giochi d’azzardo che diffondono.

La Corte ha anche sottolineato che le pubblicità ingannevoli costituiscono una violazione dei diritti di proprietà intellettuale e dei diritti dei consumatori, imponendo un obbligo attivo di controllo e filtraggio alle piattaforme. Al momento, restano aperti altri procedimenti tra Meta e il gruppo Barrière. Tra questi, uno riguarda l’applicazione effettiva delle misure imposte nella precedente sentenza, per la quale Meta è stata già condannata a pagare una penale di 10.000 euro al giorno per inadempienza.

Infine, è attesa anche una decisione della Corte di giustizia di Parigi sul risarcimento richiesto dal gruppo Lucien Barrière, che potrebbe rappresentare un ulteriore precedente nella giurisprudenza europea in materia di responsabilità delle piattaforme digitali per contenuti pubblicitari illeciti.

Redazione Jamma
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