L’elezione di Giovanni Malagò alla guida della FIGC riporta al centro del dibattito il rapporto tra calcio e scommesse. Tra le priorità indicate dal nuovo presidente federale figura infatti la revisione del divieto di pubblicità introdotto dal Decreto Dignità nel 2018.
L’obiettivo della Federazione è duplice: consentire nuovamente forme di sponsorizzazione da parte degli operatori di gioco autorizzati e ottenere una quota delle risorse generate dalle scommesse sportive da destinare allo sviluppo del calcio, con particolare attenzione ai settori giovanili e alle infrastrutture.
Da anni il mondo calcistico sostiene che il divieto abbia ridotto le entrate dei club italiani rispetto ai principali campionati europei, dove le partnership con operatori di betting restano consentite. Il tema torna ora nell’agenda della FIGC in una fase in cui Governo e Parlamento sono chiamati a confrontarsi con il riordino complessivo del settore dei giochi.
La posizione di Malagò riaccende così una discussione che da tempo divide politica, sport e industria del gioco: mantenere il divieto assoluto previsto dal Decreto Dignità o individuare nuove forme di comunicazione consentita per gli operatori autorizzati, accompagnate da maggiori tutele per i consumatori.







