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Lodi, il Tar annulla i limiti orari imposti a una sala bingo: “Istruttoria insufficiente e misura sproporzionata”

Il Tar Lombardia ha annullato l’ordinanza con cui il Comune di Lodi aveva imposto una drastica riduzione degli orari di apertura di una sala bingo e delle attività di gioco presenti al suo interno, accogliendo il ricorso della società concessionaria.

La vicenda era nata nel maggio 2025, quando l’amministrazione comunale aveva avviato un procedimento finalizzato a limitare gli orari di esercizio della struttura, richiamando esigenze di tutela della quiete pubblica, dell’ordine pubblico e della salute dei soggetti vulnerabili. Alla base dell’iniziativa vi erano alcune segnalazioni di residenti che lamentavano disturbi e rumori nelle ore serali e notturne legati alla frequentazione del locale.

Con l’ordinanza poi impugnata, il sindaco aveva stabilito che la sala potesse aprire dal lunedì al venerdì soltanto dalle 14 alle 23 e nei fine settimana e nei giorni festivi dalle 10 alle 24, eliminando di fatto l’attività nelle ore mattutine durante la settimana.

Secondo i giudici amministrativi, però, il Comune non ha svolto un’adeguata attività istruttoria prima di adottare il provvedimento. Dalla sentenza emerge infatti che le limitazioni sono state introdotte sulla base di un numero limitato di segnalazioni e di un unico sopralluogo effettuato dalla polizia locale alle ore 19, senza verifiche sistematiche nelle fasce notturne che avrebbero dovuto essere quelle maggiormente interessate dai presunti disagi.

Il Tar evidenzia inoltre che non è stato dimostrato perché fosse necessario vietare l’apertura della sala nelle ore del mattino dal lunedì al venerdì, considerato che le lamentele riguardavano prevalentemente il periodo serale e notturno.

Nella decisione viene richiamato il consolidato orientamento giurisprudenziale secondo cui le amministrazioni possono certamente intervenire sugli orari delle sale gioco per tutelare interessi pubblici come la salute, la sicurezza e la quiete dei residenti, ma devono farlo nel rispetto dei principi di ragionevolezza, proporzionalità e adeguatezza.

Proprio sotto questo profilo il provvedimento comunale è stato ritenuto carente. I giudici hanno osservato che il Comune non ha effettuato un corretto bilanciamento tra gli interessi pubblici invocati e quelli economici dell’impresa titolare delle autorizzazioni statali per l’esercizio dell’attività di bingo e degli apparecchi da gioco.

La sentenza sottolinea che ogni limitazione degli orari deve essere preceduta da una concreta verifica dell’effettiva esistenza dei problemi denunciati e della loro consistenza, individuando misure realmente idonee e necessarie a risolverli senza imporre sacrifici eccessivi agli operatori economici.

Per queste ragioni il Tar ha accolto il ricorso e annullato l’ordinanza sindacale. Resta comunque salva la possibilità per il Comune di riesercitare il proprio potere, adottando eventualmente un nuovo provvedimento fondato su un’istruttoria più approfondita e conforme ai principi indicati nella sentenza.

Redazione Jamma
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