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Legalità in Gioco, Pimpinella (AIPSP): “La tracciabilità del denaro è il vero argine all’illegalità”

La legalità nel settore del gioco passa innanzitutto dalla tracciabilità dei flussi finanziari. È questo il messaggio lanciato da Maurizio Pimpinella (in foto), presidente dell’Associazione Italiana Prestatori Servizi di Pagamento (AIPSP), intervenendo all’iniziativa “Legalità in Gioco”, promossa dall’on. Mauro D’Attis (FI).

Secondo Pimpinella, il dibattito non può più limitarsi alla tradizionale contrapposizione tra contante e pagamenti digitali. La vera distinzione, oggi, riguarda invece la differenza tra pagamenti che transitano attraverso soggetti vigilati e autorizzati e quelli progettati per sottrarsi a qualsiasi forma di monitoraggio.

“Quando si parla di legalità nel settore del gioco, nel mio mondo si parla di tracciabilità del denaro. Se non c’è tracciabilità, non possiamo parlare di legalità”, ha affermato il presidente di AIPSP.

Pimpinella ha ricordato come il sistema del gioco pubblico regolamentato si fondi sull’attività dei concessionari autorizzati, mentre il comparto dei pagamenti vigilati dalla Banca d’Italia garantisce un ulteriore livello di controllo grazie alla completa identificazione del cliente e alla piena tracciabilità delle transazioni.

“Parliamo di identificazione della persona, del trasferimento del denaro, del bonifico. È una tracciabilità completa, 24 ore su 24. Quando invece si utilizzano strumenti che non sono tracciabili, per me non si parla più di legalità”, ha spiegato.

Nel suo intervento, Pimpinella ha definito la compliance un vero e proprio valore competitivo per le imprese, sottolineando come gli investimenti in sicurezza e controlli abbiano consentito di raggiungere livelli estremamente elevati di affidabilità nei sistemi di pagamento elettronici.

“La compliance non è un costo, ma un valore”, ha ribadito, evidenziando che i soggetti vigilati fanno dell’antiriciclaggio e della tracciabilità il fulcro della propria attività.

Il presidente di AIPSP ha poi richiamato l’attenzione su uno dei principali punti di vulnerabilità del sistema: la “cucitura” tra i circuiti finanziari regolati e quelli opachi, cioè quei canali costruiti proprio per sfuggire ai controlli.

In questo contesto ha richiamato anche l’evoluzione delle criptovalute e, in particolare, delle stablecoin, osservando come il fenomeno richieda un monitoraggio costante. Se utilizzate all’interno di circuiti regolamentati possono trovare una loro collocazione, ha spiegato, ma diventano problematiche quando vengono impiegate per aggirare i meccanismi di identificazione e controllo.

Pimpinella ha inoltre respinto l’ipotesi di bloccare indiscriminatamente gli strumenti di pagamento per contrastare il gioco illegale. “Non possiamo bloccare i sistemi di pagamento, perché significherebbe impedire ai cittadini di utilizzare strumenti leciti anche sui siti autorizzati”, ha osservato, ricordando che i siti illegali cambiano continuamente dominio e modalità operative, rendendo inefficaci misure generalizzate.

Ampio spazio è stato dedicato anche al tema dell’identificazione del cliente. Il presidente di AIPSP ha ricordato che ogni operazione effettuata presso punti vendita autorizzati, come i tabaccai, è inserita in un sistema di controlli che identifica gli operatori e garantisce il rispetto della normativa antiriciclaggio.

L’identificazione, ha spiegato, rappresenta il presupposto indispensabile per poter seguire il percorso del denaro e distinguere le risorse provenienti da attività lecite da quelle che potrebbero derivare da reati come estorsione, traffico di stupefacenti o ricettazione.

Infine, Pimpinella ha richiamato l’attenzione sulla necessità di rafforzare la cultura della sicurezza anche tra i cittadini. Secondo il presidente di AIPSP, gli investimenti effettuati dagli operatori vigilati hanno consentito di mantenere le frodi su livelli estremamente contenuti, con un’incidenza di appena tre casi ogni 100 mila operazioni.

“Se non innalziamo il livello di consapevolezza dei consumatori, il rischio sistemico aumenta”, ha concluso, sottolineando come la fiducia nei sistemi di pagamento digitali dipenda non solo dalle tecnologie e dai controlli, ma anche dall’attenzione degli utenti nell’utilizzo degli strumenti finanziari.


Per contrastare efficacemente il gioco illegale non basta oscurare i siti o intervenire sui singoli strumenti di pagamento. Occorre costruire un sistema di regole condivise che segua l’evoluzione della tecnologia e dei flussi finanziari. È questa la proposta avanzata da Maurizio Pimpinella. Il punto di partenza è semplice: nessuna attività illegale può sopravvivere senza poter incassare le puntate e pagare le vincite. Per questo motivo, il contrasto deve concentrarsi sui flussi finanziari.

“La tecnologia evolve continuamente e cambia anche il modo di operare della criminalità. Per questo serve un tavolo permanente”, ha affermato.

Il presidente di AIPSP propone un organismo stabile che coinvolga associazioni di categoria, operatori dei pagamenti, Unità di Informazione Finanziaria (UIF), Banca d’Italia, Ministero dell’Economia e delle Finanze, Guardia di Finanza, Sogei e gli altri soggetti istituzionali interessati.

L’obiettivo sarebbe quello di replicare, sul fronte dei pagamenti, il modello di coordinamento già sperimentato per il contrasto ai siti di gioco illegali, adattando costantemente strumenti e procedure all’evoluzione delle tecnologie.

Per Pimpinella il nodo centrale resta quello della chiarezza normativa.

“Le regole devono essere chiare. Quando si effettua un acquisto online o si utilizza un sistema di pagamento tutto il processo è regolamentato e tracciato. Se invece lasciamo zone d’ombra, quel mondo diventa inevitabilmente ingestibile.”

Nel suo intervento ha ricordato come negli anni siano stati contrastati diversi strumenti utilizzati per occultare i flussi finanziari, dalle carte prepagate anonime provenienti dall’estero alle gift card acquistate in grandi quantità e utilizzate come mezzo di trasferimento del denaro.

Pimpinella ha richiamato anche il percorso che ha portato all’eliminazione delle carte anonime emesse in alcuni Paesi europei, sottolineando come il rafforzamento delle procedure di identificazione abbia rappresentato un passaggio fondamentale per il sistema antiriciclaggio.

Parallelamente, ha evidenziato come agli operatori vigilati vengano richiesti obblighi sempre più stringenti. Dall’identificazione del cliente alla registrazione del preposto nei punti vendita, ogni operazione è soggetta a controlli rigorosi.

Da qui la richiesta di un quadro normativo coerente che non crei squilibri tra operatori soggetti a elevati livelli di vigilanza e altri che possono invece operare con regole differenti.

Nel suo intervento Pimpinella ha ricordato anche alcuni dati che fotografano la complessità del fenomeno: oltre 162 mila segnalazioni di operazioni sospette gestite nell’ambito del sistema antiriciclaggio e 73 milioni di euro in valute virtuali sequestrati dalla Guardia di Finanza.

Numeri che, a suo giudizio, dimostrano come il tema non riguardi esclusivamente il gioco pubblico, ma più in generale la gestione dei flussi finanziari e la capacità delle istituzioni di seguirne l’evoluzione.

Un altro aspetto evidenziato riguarda la necessità di un maggiore coordinamento europeo.

Secondo Pimpinella, non è sostenibile che sullo stesso servizio di pagamento possano applicarsi regole differenti a seconda dello Stato membro nel quale un operatore ottiene l’autorizzazione. Questa frammentazione, ha osservato, spinge numerose imprese a richiedere licenze in altri Paesi dell’Unione per poi operare in Italia attraverso il meccanismo del passaporto europeo.

“Stesso circuito, stesse regole”, ha sintetizzato, chiedendo un quadro normativo armonizzato che consenta condizioni uniformi di vigilanza e controllo in tutta l’Unione europea.

Per il presidente di AIPSP, solo attraverso una strategia condivisa tra istituzioni, autorità di vigilanza e operatori sarà possibile rendere realmente efficace il contrasto ai circuiti finanziari utilizzati dal gioco illegale e dalle altre attività criminali che sfruttano le nuove tecnologie per movimentare denaro fuori dai canali regolamentati.

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