L’Autorità svedese per il gioco, Spelinspektionen, ha pubblicato un rapporto nell’ambito di un incarico governativo volto a contrastare la partecipazione dei giocatori a operatori online privi di licenza nazionale, delineando una serie di misure concrete che le stesse aziende possono adottare per limitare l’accesso dal territorio svedese.
Il documento si inserisce nel contesto della proposta normativa contenuta nel memorandum “Spellagens tillämpningsområde” (Ds 2025:23), che introduce un cambiamento significativo nell’approccio regolatorio. Il criterio centrale diventa infatti quello del partecipante: un servizio di gioco online è considerato offerto in Svezia se una persona fisicamente presente nel Paese può accedervi e partecipare.
Nel rapporto, Spelinspektionen individua tre ambiti principali di intervento per gli operatori non autorizzati. Il primo riguarda l’accesso ai giochi, con misure tecniche volte a impedire o limitare la connessione dagli utenti situati in Svezia. Il secondo ambito concerne le fasi di registrazione, pagamento e prelievo, suggerendo controlli più stringenti per evitare che utenti svedesi possano creare account o effettuare transazioni. Il terzo si concentra sulle condizioni contrattuali e sulla regolamentazione degli utenti, includendo clausole e restrizioni specifiche per scoraggiare la partecipazione dal mercato svedese.
L’autorità precisa che le misure elencate non rappresentano singolarmente soluzioni definitive, ma un insieme di strumenti che, se applicati in modo combinato, possono contribuire in maniera significativa a ridurre il coinvolgimento degli utenti svedesi in piattaforme non autorizzate. Le azioni sono inoltre presentate secondo un ordine di efficacia stimato, offrendo una guida pratica per gli operatori.
L’iniziativa riflette un orientamento sempre più deciso verso il rafforzamento della regolamentazione del gioco online, con l’obiettivo di proteggere i consumatori e garantire che le attività di gioco si svolgano all’interno di un quadro legale controllato. In questo scenario, la responsabilità degli operatori, anche non licenziati, diventa un elemento chiave per limitare l’accesso ai mercati regolamentati.







