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La DGOJ pubblica il Rapporto 2025 sul gioco in Spagna con focus sulle norme regionali

La Direzione Generale per la Regolamentazione del Gioco (DGOJ), organismo del Ministero dei Diritti Sociali, del Consumo e dell’Agenda 2030, ha pubblicato il Rapporto sull’Attività del Gioco in Spagna 2025, realizzato insieme alle comunità e alle città autonome per offrire una panoramica completa dell’evoluzione del settore nell’ultimo anno. L’edizione introduce per la prima volta un allegato dedicato ai diversi quadri normativi regionali, rafforzando il ruolo della pubblicazione come documento di riferimento per il mercato del gioco in Spagna.

L’allegato raccoglie in modo sintetico le principali norme vigenti nei vari territori, le tipologie di gioco autorizzate, i registri regionali delle persone autoescluse e altri elementi che consentono di comprendere le differenze regolatorie tra le comunità autonome. Secondo la DGOJ, l’obiettivo è mettere a disposizione di amministrazioni pubbliche, operatori e ricercatori uno strumento unico con informazioni ufficiali, omogenee e aggiornate.

Dal punto di vista economico, la Memoria evidenzia un Gross Gaming Revenue (GGR) di 1,699 miliardi di euro per il gioco online con licenza statale. Il comparto è trainato dai giochi di casinò, che generano 891,1 milioni di euro, pari al 52,5% del totale, seguiti dalle scommesse con 698,2 milioni (41,1%) e dal poker con 95,5 milioni (5,6%).

Per il gioco con licenza autonoma, che comprende l’offerta terrestre e quella online autorizzata a livello regionale, il GGR raggiunge 1,209 miliardi di euro, senza includere i ricavi delle 181.248 macchine di tipo B. Le scommesse rappresentano la quota principale con 442,6 milioni di euro (36,6%), davanti ai giochi da casinò con 393,1 milioni (32,5%) e al bingo con 373,9 milioni (30,9%).

Nel segmento del gioco riservato e delle lotterie, il GGR complessivo si attesta a 5,172 miliardi di euro. La quota maggiore è attribuita a SELAE, con 3,835 miliardi e il 74,1% del totale, seguita da ONCE, che registra 1,288 miliardi (24,9%), mentre le lotterie regionali rappresentano 15,6 milioni di euro, pari allo 0,3%.

La fotografia del comparto terrestre mostra inoltre la presenza di 3.929 sale giochi, che costituiscono l’87,3% dei locali dedicati al gioco. Completano il quadro 328 sale bingo (7,3%) e 8 ippodromi (0,2%).

La rete delle apparecchiature da gioco conta complessivamente 182.218 macchine, delle quali 151.267 sono macchine di tipo B installate nei pubblici esercizi, pari all’83% del totale. Le altre macchine con vincita in denaro sono 29.981 (16,5%), mentre le macchine di tipo C sono 970, pari allo 0,5%.

Per quanto riguarda la distribuzione sul territorio, la Spagna conta 99.005 esercizi di ristorazione dotati di macchine di tipo B e 10.556 locali con macchine ausiliarie per le scommesse. I terminali di scommessa attivi sono 34.695: il 57,3% è installato nelle sale giochi (19.888 terminali), il 34,3% nei locali di ristorazione (11.902), il 4,1% nelle sale bingo (1.438) e il 3,3% nelle agenzie e sale dedicate alle scommesse (1.144), mentre nei centri sportivi è presente un solo terminale.

La DGOJ sottolinea che la Memoria punta a consolidarsi come il principale documento ufficiale di riferimento sul settore del gioco in Spagna. Il nuovo allegato normativo è il risultato di un lavoro di coordinamento durato due anni tra l’amministrazione centrale e le comunità autonome nell’ambito del Consiglio delle Politiche del Gioco, con l’obiettivo di migliorare la trasparenza e la conoscenza di un settore caratterizzato dalla coesistenza di competenze statali e regionali.

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