La Corte di Primo Grado maltese ha confermato un principio che sta diventando ormai un punto fermo nella giurisprudenza dell’isola: le sentenze emesse da tribunali austriaci che ordinano il rimborso delle perdite derivanti da attività di gioco d’azzardo online non possono essere eseguite a Malta.
La pronuncia più recente è arrivata questa mattina, con la sentenza del giudice Mark Simiana nel procedimento contro Virtual Digital Services Limited (VDSL), società attiva nel settore del gaming online. Secondo il tribunale, accogliere la richiesta di esecuzione della sentenza straniera sarebbe “manifestamente contrario all’ordine pubblico maltese”.
Questa decisione si inserisce in una linea già consolidata dalla giurisprudenza locale. Due precedenti importanti – entrambi emessi dal giudice Francesco Depasquale – avevano riguardato TSG Interactive Gaming Europe Ltd e European Lotto & Betting Ltd, con esiti identici: la protezione della politica pubblica maltese prevale sull’automatismo del riconoscimento delle sentenze straniere in ambito UE.
A rappresentare VDSL in questo nuovo procedimento sono stati gli avvocati Davinia Cutajar e Jonathan Muscat dello studio legale WH Partners, gli stessi legali che avevano già assistito con successo TSG ed European Lotto in casi analoghi. Il loro lavoro ha contribuito a rafforzare un orientamento sempre più consolidato nei tribunali maltesi, che tiene conto della specificità del quadro normativo nazionale, favorevole all’industria regolamentata del gioco online.
Il contesto è tutt’altro che locale. Negli ultimi anni, in Austria si è sviluppata una giurisprudenza che ha riconosciuto ai giocatori la possibilità di ottenere rimborsi delle perdite accumulate su piattaforme ritenute prive di concessione nazionale. Tuttavia, questo approccio si scontra con il modello di regolamentazione adottato da Malta, che riconosce la legittimità dell’attività svolta da operatori titolari di licenza maltese, anche se rivolti a mercati esteri.
La decisione del giudice Simiana arriva pochi giorni dopo un’importante pronuncia della Corte di Giustizia dell’Unione Europea proprio sul possibile risarcimento delle perdite da gioco nel caso in cui l’operatore di gioco non sia autorizzato dal paese di provenienza del giocatore.
Il messaggio che arriva dalla magistratura maltese è ormai chiaro: gli operatori titolari di licenza locale non possono essere perseguiti a Malta per danni derivanti da decisioni giudiziarie straniere che mettono in discussione la legittimità della loro attività, purché conforme alla normativa interna.
Una presa di posizione che rafforza la certezza giuridica per le imprese di gaming stabilite sull’isola, ma che allo stesso tempo evidenzia le tensioni irrisolte tra le diverse interpretazioni nazionali del diritto del gioco d’azzardo all’interno dell’Unione europea.
Per gli operatori e i regolatori del settore a Malta, questa sentenza rappresenta un punto fermo importante, in attesa che a livello europeo si affronti – in modo più coordinato – il nodo della frammentazione normativa e delle sue conseguenze sul piano della giustizia civile transfrontaliera.







