HomeAttualitàICE Barcelona 2026, Tim Miller lancia l’allarme sul gioco illegale: “È tempo...

ICE Barcelona 2026, Tim Miller lancia l’allarme sul gioco illegale: “È tempo di scegliere da che parte stare”

Nel suo intervento a ICE Barcelona 2026, il direttore esecutivo della Gambling Commission britannica, Tim Miller, ha pronunciato un discorso netto e senza ambiguità contro il mercato illegale del gioco, chiamando a una responsabilità collettiva regolatori, industria e grandi piattaforme tecnologiche. Un messaggio forte, pronunciato lunedì 19 gennaio, che ruota attorno a una domanda centrale: “Da che parte state?”.

Miller ha aperto il suo speech ringraziando ICE per aver dedicato ampio spazio ai rischi legati al gioco illegale, un tema sempre più presente nel dibattito internazionale. Ha quindi illustrato il lavoro svolto dalla Gambling Commission negli ultimi dodici mesi per comprendere meglio il fenomeno e contrastarlo in modo efficace, sottolineando come il mercato nero rappresenti una minaccia diretta non solo per l’industria regolamentata, ma anche per i consumatori e per i contribuenti.

Chi gioca sul mercato illegale

Nel corso del 2025, la Commissione ha pubblicato una serie di report dettagliati basati su dodici mesi di raccolta dati, dai quali emerge un quadro più complesso di quanto spesso si pensi. Una parte rilevante degli utenti dei siti illegali è composta da persone già autoescluse dal gioco, un dato particolarmente preoccupante. Altri giocatori vi accedono attratti da offerte migliori, dall’uso delle criptovalute o addirittura per caso, finendo su siti non autorizzati senza rendersene conto.

Parallelamente all’analisi, l’azione di contrasto è stata intensa. Tra aprile e dicembre 2025, la Gambling Commission ha emesso 592 ordini di cessazione, segnalato quasi 328 mila URL ai motori di ricerca, ottenendo la rimozione di oltre 203 mila link, e contribuito alla chiusura o al blocco geografico di 627 siti. A queste attività si aggiungono ulteriori interventi di enforcement che, come ha ricordato Miller, non possono essere resi pubblici.

Nessuna ambiguità possibile

Nonostante questi risultati, secondo Miller serve fare di più, soprattutto sul piano della responsabilità condivisa. “In questa battaglia – ha affermato – non può esserci spazio per chi tiene un piede in entrambi i campi”. Il rischio, ha spiegato, è che alcuni fornitori, affiliati, inserzionisti e aziende tecnologiche collaborino sia con operatori legali sia con il mercato illegale, contribuendo di fatto alla sua crescita.

Il dirigente ha invitato l’industria regolamentata a interrogarsi sul proprio ruolo e sulle possibili conseguenze non intenzionali delle proprie scelte commerciali. Per mantenere i consumatori nel mercato legale è necessario, secondo Miller, che esista una separazione netta e riconoscibile tra operatori autorizzati e non autorizzati, una linea che oggi appare sempre più sfumata.

Il caso Meta e la pubblicità illegale

Una parte significativa del discorso è stata dedicata alle grandi piattaforme digitali, con un riferimento diretto a Meta, proprietaria di Facebook e Instagram. Miller ha denunciato la presenza diffusa di pubblicità per casinò illegali, in particolare per i siti “not on GamStop”, rivolti esplicitamente a utenti britannici che hanno scelto di autoescludersi dal gioco.

Secondo Miller, l’idea che queste piattaforme non siano a conoscenza di tali annunci è poco credibile. Gli stessi strumenti pubblicitari di Meta consentono di individuare facilmente queste inserzioni, e il fatto che restino online solleva interrogativi pesanti. “Se possiamo trovarle noi, può farlo anche Meta”, ha affermato, lasciando intendere che la mancata rimozione sia una scelta, non un limite tecnico.

Più poteri e più fondi, ma serve unità

Guardando al futuro, Miller ha accolto positivamente l’annuncio del governo britannico di uno stanziamento aggiuntivo di 26 milioni di sterline nei prossimi tre anni per contrastare il gioco illegale. Ha inoltre ricordato che il Crime and Policing Bill, attualmente in discussione alla Camera dei Lord, conferirà alla Commissione nuovi poteri per sospendere indirizzi IP e domini internet collegati ad attività illecite.

Tuttavia, il messaggio finale è chiaro: nessuna autorità può vincere questa battaglia da sola. Il contrasto al mercato nero richiede un’azione coordinata che coinvolga governi, regolatori internazionali, industria e fornitori di servizi, utilizzando ogni leva disponibile – dalla regolamentazione alla tecnologia, dalla pressione commerciale agli strumenti legislativi.

“La protezione dei consumatori va di pari passo con la protezione dei ricavi legali”, ha concluso Miller. Tollerare ambiguità non è più un’opzione. È il momento, per tutti gli attori coinvolti, di scegliere da che parte stare.

Altri articoli