Le autorità greche hanno smantellato un’organizzazione criminale accusata di aver frodato operatori di scommesse online attraverso un uso sistematico di pratiche di “bonus abuse” e strategie di arbitraggio. Secondo quanto reso noto dalla polizia, il gruppo avrebbe generato profitti illeciti superiori a 1,5 milioni di euro nel corso di diversi anni di attività.
L’operazione è stata coordinata dalla Subdirezione per la repressione e l’investigazione dei reati di Patrasso, che ha individuato una rete composta da 43 persone. Gli investigatori ritengono che il sodalizio fosse attivo almeno dall’inizio del 2020 e che avesse preso di mira piattaforme di gioco online autorizzate, sfruttando vulnerabilità nei sistemi promozionali e nei meccanismi di registrazione degli account.
Il danno economico diretto per le società di betting è stato stimato in oltre 120mila euro, mentre i proventi complessivi dell’attività illecita avrebbero superato la soglia di 1,5 milioni. Le accuse formulate includono associazione a delinquere, frode, falsificazione, violazioni della normativa sul gioco e reati connessi al riciclaggio di denaro.
Le indagini si sono sviluppate con il supporto della Commissione ellenica per il gioco, di istituti bancari e di operatori di telecomunicazioni. Questo coordinamento ha consentito di ricostruire la rete di conti di gioco intermediari e di collegarli ai presunti responsabili.
Al centro del meccanismo illecito vi sarebbe stato l’utilizzo sistematico di account aperti con identità fornite da terzi dietro compenso. In questo modo il gruppo avrebbe potuto beneficiare ripetutamente dei bonus di benvenuto offerti dalle piattaforme per attrarre nuovi clienti. Le scommesse venivano distribuite in modo coordinato su esiti differenti, così da garantire ritorni quasi certi indipendentemente dal risultato degli eventi sportivi.
L’analisi dei dati ha evidenziato centinaia di account riconducibili a schemi ricorrenti di registrazione e di puntata, compatibili con un utilizzo organizzato e non occasionale delle promozioni.
Nel corso delle perquisizioni, eseguite su mandato della procura, le forze dell’ordine hanno sequestrato 19.645 euro in contanti, oltre 700 appunti manoscritti contenenti dettagli relativi ai conti di gioco, più di 500 schede SIM e oltre 200 telefoni cellulari ritenuti strumenti operativi per la gestione delle utenze. Sono stati inoltre confiscati cinque veicoli di lusso che, secondo gli inquirenti, sarebbero stati acquistati con i proventi dell’attività fraudolenta. In due abitazioni sono state rinvenute anche armi e munizioni.
Un ulteriore filone riguarda il presunto riciclaggio dei proventi. Gli investigatori hanno individuato trasferimenti bancari articolati e operazioni finanziarie mirate a dissimulare l’origine dei fondi. Parte delle somme sarebbe stata reinvestita in immobili, autoveicoli e attività economiche nella regione di Patrasso, con l’obiettivo di immettere nel circuito legale capitali di provenienza illecita.
Il fascicolo è ora atteso presso la Procura competente, mentre proseguono le verifiche per individuare eventuali ulteriori soggetti coinvolti e quantificare con precisione l’impatto finanziario complessivo.







