Google introduce una nuova stretta nei confronti dei prediction market. Dal 1° agosto 2026 le estensioni di Chrome che consentono o facilitano il trading con denaro reale su eventi futuri non potranno più essere distribuite attraverso il Chrome Web Store. La decisione, annunciata nell’aggiornamento delle Developer Program Policies pubblicato il 1° luglio sul blog Chrome for Developers, rappresenta un nuovo ostacolo per piattaforme come Polymarket e Kalshi, proprio mentre il settore continua a registrare volumi record.
L’aggiornamento amplia la sezione dedicata ai “beni e servizi regolamentati”, includendo esplicitamente i mercati previsionali tra i prodotti vietati. Le estensioni non conformi saranno soggette a provvedimenti, fino alla rimozione dallo store.
Le nuove regole non riguardano soltanto i prediction market. Google rafforza anche le disposizioni sulla raccolta dei dati, imponendo agli sviluppatori di acquisire esclusivamente le informazioni strettamente necessarie per la finalità dichiarata e di comunicare in modo chiaro agli utenti ogni pratica di trattamento dei dati, comprese eventuali modifiche future. Inoltre, viene vietata la distribuzione di strumenti progettati per aggirare le misure di sicurezza dei servizi basati sull’intelligenza artificiale.
Spiegando le motivazioni dell’intervento, Google ha dichiarato: «Gli utenti dovrebbero sempre avere piena visibilità su come vengono gestiti i loro dati, con la certezza che l’ecosistema delle estensioni operi in modo responsabile».
La scelta appare però singolare se confrontata con altre iniziative della stessa società. Dal novembre 2025, infatti, Google Finance ha iniziato a integrare i dati provenienti dai mercati previsionali di Kalshi e Polymarket, utilizzandone le quote come indicatore informativo. Se da un lato Google continua quindi a valorizzare questi dati nei propri servizi finanziari, dall’altro impedisce la distribuzione degli strumenti che consentono agli utenti di operare direttamente attraverso Chrome.
Il provvedimento arriva mentre il comparto dei prediction market vive una fase di forte espansione. Secondo i dati elaborati da Dune Analytics, al 22 giugno 2026 il valore nozionale mensile complessivo degli scambi aveva raggiunto i 291,38 miliardi di dollari, il livello più elevato mai registrato.
Parallelamente cresce anche la pressione regolatoria. A marzo l’Argentina ha disposto il blocco nazionale di Polymarket, entrando a far parte di un gruppo di oltre trenta Paesi che hanno limitato o vietato l’accesso alla piattaforma. Lo stesso provvedimento ha portato Google e Apple a rimuovere l’applicazione di Polymarket dagli store destinati agli utenti argentini.
Negli Stati Uniti, invece, continua il confronto sul piano giudiziario. La Commodity Futures Trading Commission (CFTC) è impegnata nella difesa del settore in una serie di contenziosi nati dopo i tentativi di alcuni Stati, tra cui Kentucky, New York e Wisconsin, di limitare l’operatività dei mercati previsionali.
Nonostante il crescente scrutinio delle autorità, gli investimenti nel comparto continuano. Secondo indiscrezioni riportate dalla stampa statunitense, Kalshi sarebbe al lavoro su un nuovo round di finanziamento che potrebbe portare la sua valutazione fino a 40 miliardi di dollari. Allo stesso tempo, un’analisi del Wall Street Journal ha evidenziato come oltre il 70% degli account attivi su Polymarket abbia registrato perdite, mentre appena lo 0,1% degli utenti avrebbe realizzato il 67% dei profitti complessivi.
La decisione di Google non impedisce comunque l’accesso ai prediction market. Le piattaforme continueranno infatti a essere raggiungibili attraverso i rispettivi siti web e, nei Paesi in cui sono autorizzate, tramite le applicazioni mobili. Il divieto colpisce esclusivamente le estensioni distribuite sul Chrome Web Store, ma rappresenta un ulteriore segnale dell’attenzione crescente riservata dai grandi operatori tecnologici a un settore sempre più al centro del dibattito regolatorio.







