All’Italian Gaming Expo & Conference 2026 in corso a Roma, il panel “Le best practices su Gioco Responsabile e il sogno di una regolamentazione paneuropea” ha acceso il confronto sulle prospettive di armonizzazione normativa a livello europeo e sulle esperienze nazionali più avanzate. Tra gli interventi internazionali, quello di Mikel Arana (in foto), direttore generale della Dirección General de Ordenación del Juego (DGOJ) spagnola, ha offerto uno spaccato concreto delle politiche in corso in Spagna.
Arana ha illustrato un percorso regolatorio articolato, volto a rafforzare le misure di tutela dei giocatori e a rendere più stringenti i controlli sugli operatori. Un processo che, ha spiegato, si sviluppa attraverso diverse fasi prima dell’entrata in vigore definitiva.
Il primo passaggio riguarda il coinvolgimento dell’Agenzia spagnola per la protezione dei dati, chiamata a valutare la compatibilità delle nuove misure con la normativa sulla privacy. “È una procedura complessa”, ha sottolineato, evidenziando come la gestione dei dati rappresenti un nodo centrale nelle politiche di gioco responsabile.
Parallelamente, è stata avviata una valutazione indipendente affidata a esperti internazionali, con l’obiettivo di verificare la solidità e l’efficacia del modello proposto. Un approccio che punta a garantire che gli strumenti adottati siano adeguati e applicabili in modo uniforme da tutti gli operatori.
Una volta completati questi passaggi, l’obiettivo – secondo quanto indicato da Arana – è quello di avviare operativamente il nuovo sistema entro l’estate, con una fase iniziale di implementazione già a partire da giugno. In questo periodo transitorio, gli operatori saranno chiamati ad adeguarsi progressivamente alle nuove disposizioni.
Il modello spagnolo prevede infatti obblighi stringenti di monitoraggio e reporting: le aziende dovranno raccogliere dati sulle attività di gioco e trasmetterli alla DGOJ, consentendo all’autorità di avere un controllo più puntuale sui comportamenti e sui potenziali rischi.
Si tratta di un sistema che rafforza il ruolo del regolatore e introduce una maggiore responsabilizzazione degli operatori, chiamati a partecipare attivamente alle politiche di prevenzione e tutela.
L’intervento di Arana si inserisce in un dibattito più ampio sulla possibilità di arrivare a una regolamentazione paneuropea. Pur in presenza di contesti nazionali differenti, il panel ha evidenziato come esista una crescente convergenza su alcuni principi chiave: protezione dei giocatori, utilizzo dei dati, responsabilità degli operatori e cooperazione tra autorità.
In questo scenario, le esperienze come quella spagnola rappresentano un laboratorio importante per definire standard condivisi a livello europeo, anche se – è emerso dal confronto – il percorso verso una piena armonizzazione resta complesso.
Dal panel dell’IGE emerge quindi una direzione chiara: rafforzare le best practices sul gioco responsabile, puntando su modelli basati su dati, controlli avanzati e collaborazione tra istituzioni e operatori. Un passaggio fondamentale per costruire un sistema più sicuro, trasparente e, in prospettiva, sempre più integrato a livello europeo.







