Il consumo di gioco d’azzardo tra i giovani resta uno dei comportamenti a rischio in più rapida crescita. Secondo i dati richiamati da Sabrina Molinaro, ricercatrice del Cnr-Ifc (Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche), una quota significativa di studenti tra i 15 e i 19 anni entra in contatto con il gioco, nonostante il divieto per i minorenni.
Nel corso di un’intervista al Quotidiano Nazionale, Molinaro ha spiegato che “oltre 150mila studenti hanno un profilo di gioco a rischio, altri 115mila problematico. Alla fine più di 250mila sono quelli che dimostrano fragilità”.
Uno dei principali canali di accesso indicati dagli stessi ragazzi riguarda l’utilizzo di conti di gioco intestati ad adulti. “Noi lo chiediamo ai ragazzi, molti ci rispondono che usano il conto gioco di un parente o di un amico. Ed è la chiave per entrare, legata al codice fiscale. Devo attivarlo per accedere a una qualunque piattaforma legale”, ha affermato la ricercatrice. In Italia, ha ricordato, “sono oltre 20 milioni i conti attivi”, un numero che negli anni è cresciuto e che include anche utenti con più di un account.
L’analisi si inserisce in un contesto di progressiva espansione del gioco online. Prima del 2020 la quota principale della raccolta proveniva dal gioco fisico, ma con la pandemia il quadro è cambiato. “C’è stata un’inversione che non si è più fermata”, ha osservato Molinaro, sottolineando come l’offerta digitale abbia continuato a crescere negli anni successivi.
Secondo i dati citati nell’intervista, nel 2024 la raccolta del gioco online ha raggiunto circa 92 miliardi di euro, all’interno di un totale di 157 miliardi giocati legalmente in Italia. Il sistema prevede un ritorno in vincite pari a circa l’80% delle somme giocate, mentre la spesa complessiva dei giocatori si attesta intorno ai 22 miliardi.
Molinaro ha inoltre ricordato come l’evoluzione normativa degli ultimi anni abbia progressivamente ampliato l’offerta di gioco. Tra i passaggi citati figurano l’ingresso degli operatori stranieri nel 2006, la regolamentazione dell’online nel 2011 e successive modifiche legislative. Secondo la ricercatrice, ogni ampliamento degli spazi di mercato tende a tradursi in un aumento sia dell’offerta sia della domanda.
Nel quadro dei comportamenti giovanili, la studiosa segnala anche l’emergere di meccanismi simili all’azzardo all’interno del mondo dei videogiochi, come nel caso delle cosiddette loot box. Si tratta di sistemi che consentono ai giocatori di aprire “scatole” virtuali con contenuti casuali utili alla progressione nel gioco, una dinamica che, secondo Molinaro, presenta analogie con alcune logiche tipiche del gioco d’azzardo.
L’intervista richiama infine i risultati dello studio EspadItalia, coordinato dalla stessa Molinaro, che analizza i comportamenti di consumo tra studenti di età compresa tra 15 e 19 anni, con particolare attenzione a fenomeni come alcol, tabacco, sostanze psicotrope e gioco d’azzardo.







