HomeAttualitàGioco minorile a Napoli, Noto (Noto Sondaggi): “Fenomeno diffuso, servono nuove strategie...

Gioco minorile a Napoli, Noto (Noto Sondaggi): “Fenomeno diffuso, servono nuove strategie culturali”

Il 34% dei minori a Napoli ha dichiarato di aver partecipato almeno una volta a giochi con vincita in denaro, mentre una quota compresa tra il 10% e il 12% lo fa con una certa frequenza. È uno dei dati più significativi emersi dalla ricerca Valutazione del fenomeno del gioco minorile con vincita in denaro a Napoli, condotta dal Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università degli Studi di Napoli Federico II con il supporto dell’Istituto demoscopico Noto Sondaggi.

Numeri che restituiscono l’immagine di un fenomeno tutt’altro che marginale e che, come ha sottolineato il direttore di Noto Sondaggi, Antonio Noto (in foto), “non può essere letto attraverso categorie semplici o ridotto a pochi fattori determinanti”.

“Abbiamo lavorato con molta cura alla costruzione del report”, ha spiegato Noto.

Entrando nel merito dei dati, emerge che tra i minori che dichiarano di aver giocato, circa il 60% afferma di farlo occasionalmente, mentre una fascia più ristretta mostra comportamenti più abituali. Le modalità di gioco più diffuse risultano essere le lotterie istantanee, le scommesse sportive e, in alcuni casi, l’accesso a piattaforme online.

Un altro elemento rilevante riguarda la percezione del rischio: oltre il 40% dei minori intervistati non considera il gioco con vincita in denaro un comportamento particolarmente pericoloso, soprattutto se praticato in modo saltuario. Un dato che, secondo Noto, “contribuisce a spiegare la diffusione del fenomeno e la sua normalizzazione nei contesti quotidiani”.

“Non abbiamo individuato correlazioni statistiche forti e univoche – ha sottolineato -. Ci sono alcune connessioni con il contesto familiare e con variabili culturali, ma non esiste un profilo tipo del minore che gioca. È un comportamento trasversale, che attraversa diversi ambienti sociali”.

La ricerca evidenzia inoltre come la distinzione tra gioco legale e illegale sia spesso poco chiara: circa un minore su tre dichiara di non saper riconoscere con precisione la differenza. Una confusione che, come osservato da Noto, “non riguarda solo i giovani, ma anche una parte significativa degli adulti”.

L’indagine qualitativa condotta sul campo ha poi fatto emergere una frequente associazione con altri comportamenti a rischio. In particolare, tra i minori che giocano con maggiore frequenza, si registra una più alta incidenza di consumo di alcol e tabacco.

“Si tratta di dinamiche che tendono a intrecciarsi – ha spiegato Noto –. Non parliamo necessariamente di rapporti causali diretti, ma di contesti in cui alcune pratiche si rafforzano reciprocamente”.

Alla luce di questi elementi, il tema centrale diventa quello delle strategie di contrasto. “Dobbiamo interrogarci su come intervenire in modo efficace – ha osservato –. Parlare di reti multilivello è corretto, ma serve tradurre questo concetto in azioni concrete”.

Secondo Noto, una delle chiavi è rappresentata dal cambiamento culturale. “I giovani si muovono per modelli, per trend. Se vogliamo ridurre l’attrattività del gioco, dobbiamo lavorare su questi meccanismi. Dobbiamo costruire un immaginario in cui il gioco con vincita in denaro non sia percepito come qualcosa di desiderabile o ‘alla moda’”.

Un passaggio che chiama in causa anche il ruolo dell’informazione. “Il linguaggio è fondamentale – ha aggiunto –. Spesso si utilizza in modo indistinto l’espressione ‘gioco d’azzardo’, ma il gioco legale non è automaticamente gioco d’azzardo. Anche le parole contribuiscono a costruire la percezione sociale del fenomeno”.

In conclusione, la fotografia restituita dalla ricerca della Federico II è quella di un fenomeno diffuso, complesso e radicato, che richiede un approccio integrato. “Il gioco è una dimensione profondamente umana – ha concluso Noto –. Ma quando riguarda i minori, la priorità è una sola: protezione e tutela. E per essere efficaci, dobbiamo agire non solo sulle regole, ma anche sulla cultura e sull’immaginario collettivo”.

Redazione Jamma
Redazione Jammahttps://www.jamma.it/
Il quotidiano del gioco legale
Altri articoli