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Giochi, Zappolini (Mettiamoci in gioco): “Servono accesso ai dati e un ruolo più forte degli enti locali”

Rendere accessibili i dati sul gioco d’azzardo e rafforzare il ruolo degli enti locali nelle politiche di prevenzione. Sono queste le due priorità indicate da don Armando Zappolini (in foto), coordinatore della campagna “Mettiamoci in gioco”, intervenendo a Roma presso la sede nazionale della CGIL alla presentazione del libro “Non è un gioco, è azzardo“, scritto dal deputato Stefano Vaccari (PD).

Zappolini ha definito il volume uno strumento utile per aumentare la consapevolezza pubblica sul fenomeno dell’azzardo, ricordando che la campagna “Mettiamoci in gioco”, nata quattordici anni fa, continua a lavorare per riportare il tema al centro del dibattito pubblico. Ha inoltre sottolineato come la diffusione del libro contribuirà a sostenere concretamente le attività della rete, oggi composta da 36 organizzazioni.

Nel merito delle proposte, il coordinatore della campagna ha indicato come prioritaria la piena disponibilità dei dati sul gioco. Secondo Zappolini, le informazioni devono essere facilmente consultabili da enti locali, aziende sanitarie e associazioni per consentire una programmazione efficace degli interventi di prevenzione e contrasto. Ha ricordato che, in particolare, mancano dati territoriali sul gioco fisico, elemento che rende più difficile comprendere la distribuzione del fenomeno.

Un secondo punto riguarda il ruolo di Comuni e Regioni. Zappolini ha sostenuto che gli enti territoriali devono poter continuare a intervenire nella regolamentazione del settore e nelle politiche di tutela della salute pubblica, evidenziando come siano proprio i servizi sociali e sanitari locali a farsi carico delle conseguenze del gioco problematico.

Nel suo intervento ha infine richiamato l’importanza di mantenere un approccio unitario tra le organizzazioni che compongono la campagna “Mettiamoci in gioco”, affinché le diverse sensibilità presenti nella rete continuino a convergere su obiettivi comuni, privilegiando il lavoro condiviso rispetto alle singole appartenenze.

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