La Camera ha acquisito il documento “Le relazioni da obbligo di legge – Monitoraggio e controllo – XIX Giugno 2026” nel quale si riassume il contenuto della Relazione sul gioco pubblico presentata in Commissione Finanze della Camera nell’aprile scorso e trasmessa dal Ministero dell’Economia e delle Finanze in attuazione del decreto legislativo n. 41 del 2024. Il documento, riferito ai dati del 2025, offre una fotografia aggiornata del comparto e rappresenta il primo rapporto annuale previsto dalla riforma del gioco pubblico.
Dalla relazione emerge che nel 2025 il giocato complessivo in Italia, considerando sia la rete fisica sia quella online, ha raggiunto circa 165,3 miliardi di euro. Le vincite corrisposte ai giocatori si attestano a 143,4 miliardi, mentre le entrate erariali hanno superato gli 11,5 miliardi di euro. La spesa effettiva dei giocatori, calcolata come differenza tra raccolta e vincite, è risultata pari a circa 21,9 miliardi di euro.
Uno dei passaggi più significativi del documento riguarda il riordino del gioco fisico, ancora fermo nonostante la riforma abbia già interessato il settore online. La relazione ricorda infatti che il decreto legislativo n. 41 del 2024 ha riordinato esclusivamente il comparto del gioco a distanza, lasciando invariata la disciplina delle reti terrestri e delle case da gioco.
Il Governo evidenzia come la principale criticità continui a essere rappresentata dalla frammentazione normativa generata dagli interventi di Regioni e Comuni in materia di distanze dai luoghi sensibili e limitazioni orarie. Una situazione che, secondo il documento, ha impedito negli ultimi anni la pubblicazione delle gare per il rinnovo delle concessioni della rete fisica e che era stata già segnalata dal Consiglio di Stato nei pareri resi nel 2019.
Per quanto riguarda il settore degli apparecchi da intrattenimento, la relazione conferma il trend negativo già registrato negli anni precedenti. Le concessioni restano affidate a dieci società concessionarie, in regime di proroga fino al 31 dicembre 2026. Sul territorio risultano in esercizio tra 220 mila e 230 mila apparecchi AWP e circa 55 mila VLT.
Particolarmente rilevanti i dati economici. Il comparto continua a garantire circa il 50% delle entrate complessive derivanti dal gioco pubblico, ma la raccolta è in costante diminuzione. Secondo il Ministero, nel 2025 il calo ha superato il 6% rispetto all’anno precedente e sfiora il 35% rispetto ai livelli del 2019. L’effetto sul gettito è significativo: la perdita per l’Erario viene stimata in circa 300 milioni di euro rispetto al 2024 e in circa 1,4 miliardi rispetto al periodo pre-pandemico.
Tra le cause individuate figurano la minore competitività delle AWP rispetto alle VLT, l’assenza di innovazioni di prodotto, le restrizioni territoriali introdotte a livello locale, il livello della tassazione e lo spostamento di una parte della domanda verso il gioco online.
Ampio spazio viene dedicato anche al Bingo, che nel 2025 conta 181 sale attive gestite da 94 concessionari. Il settore continua a operare in regime di proroga, ma è interessato da un complesso contenzioso che ha coinvolto sia la Corte di Giustizia dell’Unione Europea sia il Consiglio di Stato. La relazione ricorda che i giudici europei hanno ritenuto incompatibile con il diritto comunitario il sistema delle proroghe legislative accompagnate da aumenti uniformi dei canoni concessori.
Sul piano economico il Bingo ha registrato una lieve contrazione: il fatturato delle cartelle si è attestato a circa 1,5 miliardi di euro, con un gettito erariale di circa 180 milioni.
La parte più corposa della relazione è dedicata al gioco online, protagonista della riforma del 2024. Il documento ricostruisce la gara per le nuove concessioni che si è conclusa nel settembre 2025 con l’assegnazione di 52 concessioni a 46 operatori e un introito per lo Stato pari a 364 milioni di euro. Il nuovo ciclo concessorio è entrato in vigore il 13 novembre 2025 e durerà nove anni.
La relazione sottolinea inoltre l’introduzione di requisiti più rigorosi per gli operatori, l’eliminazione delle cosiddette “skin”, l’obbligo di investimenti specifici sul gioco responsabile e l’adozione di nuove misure di tutela dei consumatori. Tra queste figurano limiti di gioco preimpostati per i giovani tra i 18 e i 24 anni, sistemi di alert automatici, strumenti di autoesclusione e programmi di formazione obbligatoria per il personale dei call center. Ogni concessionario dovrà inoltre investire almeno 700 mila euro nei primi due anni di attività in iniziative di prevenzione del gioco patologico.

Il documento evidenzia infine l’intensificazione delle attività di controllo e monitoraggio da parte dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Sul fronte delle scommesse sportive sono aumentate le segnalazioni di flussi anomali trasmesse alle autorità competenti, passate da 27 nel 2024 a 35 nel 2025, prevalentemente legate al calcio. Contestualmente sono stati rafforzati gli strumenti di contrasto al match fixing e al gioco minorile, anche attraverso la digitalizzazione dei titoli autorizzatori e l’utilizzo dell’applicazione “GiocoLegale” per la verifica della regolarità degli apparecchi presenti sul territorio.







