Parlare di gioco d’azzardo e di dipendenza resta un tema delicato nei Paesi Bassi. Secondo una recente indagine, più della metà degli olandesi (56%) percepisce ancora un forte tabù nel discutere apertamente di gioco e ludopatia, nonostante il gambling sia un’attività diffusa e praticata con regolarità da una larga fetta della popolazione.
È quanto emerge da una ricerca condotta dalla Kansspelautoriteit, l’autorità olandese per il gioco, in collaborazione con la piattaforma OpenOverGokken, su un campione di 1.000 cittadini. I dati, pubblicati il 19 gennaio 2026, mettono in luce un contrasto evidente: il 48% degli olandesi gioca almeno una volta al mese, ma parlare delle conseguenze negative del gioco resta ancora difficile.
Il gioco d’azzardo nei Paesi Bassi
Nei Paesi Bassi il gioco è praticato soprattutto attraverso lotterie e gratta e vinci. Le lotterie – comprese quelle statali – risultano la forma più popolare, con il 59% delle preferenze, seguite dai gratta e vinci (33%). Anche il gioco online è in crescita: quasi il 6% della popolazione adulta dichiara di giocare almeno occasionalmente su siti legali, secondo il monitoraggio dell’autunno 2025. In media, ogni cittadino spende circa 298 euro all’anno in attività di gioco.
Sebbene la maggior parte degli olandesi giochi in modo ricreativo, una parte dei giocatori subisce perdite rilevanti. I dati sulle dipendenze indicano infatti l’esistenza di gruppi a rischio, per i quali l’individuazione precoce dei segnali di allarme e l’accesso tempestivo ai servizi di supporto risultano fondamentali.
Ostacoli alla richiesta e all’offerta di aiuto
La ricerca evidenzia come la mancanza di informazioni e le barriere sociali rappresentino un freno importante nella ricerca di aiuto. Oltre la metà degli intervistati (53%) non sa a chi rivolgersi in caso di problemi di dipendenza dal gioco. Inoltre, quasi tre persone su dieci (29%) dichiarano che, se si trovassero in una situazione di ludopatia, non oserebbero chiedere aiuto.
Un dato che sembra collegato alla percezione diffusa del problema: il 75% degli olandesi considera i disturbi legati al gioco come il risultato di scelte personali sbagliate, piuttosto che come una condizione complessa che richiede supporto specialistico.
Anche intervenire per aiutare gli altri non è semplice. Il 34% degli intervistati afferma di trovare difficile affrontare una persona sul suo comportamento di gioco. In questo caso emerge una differenza di genere: il 41% degli uomini dichiara di sentirsi a disagio nell’affrontare l’argomento, contro il 27% delle donne.
L’appello dell’autorità di regolazione
Michiel Groothuizen, presidente del consiglio di amministrazione della Kansspelautoriteit, sottolinea come la dipendenza dal gioco non debba essere vista come un fallimento individuale:
“La ludopatia non è una colpa personale, ma un problema complesso. Vergogna e disinformazione impediscono a molte persone di cercare aiuto in tempo. È fondamentale normalizzare il dialogo su questi temi e rendere chiaro dove trovare un supporto affidabile”.
Groothuizen evidenzia inoltre il ruolo di OpenOverGokken, una piattaforma pensata per offrire informazioni accessibili e orientare chi ne ha bisogno verso un aiuto adeguato. Migliorare la consapevolezza e la visibilità dei servizi di supporto, secondo l’autorità olandese, può favorire interventi più rapidi e limitare le conseguenze più gravi legate al gioco problematico.
Un messaggio chiaro, che rilancia l’urgenza di superare il tabù e di affrontare il tema del gioco d’azzardo con maggiore apertura e responsabilità, sia a livello sociale che istituzionale.







