Nel corso dell’evento “Giocare da grandi. Generazioni a confronto tra sogni e realismo”, in svolgimento presso l’Hotel Nazionale – Sala Capranichetta in Piazza di Monte Citorio a Roma, è intervenuto Gian Antonio Girelli, deputato del Partito Democratico – Italia Democratica e Progressista, che ha invitato la politica a recuperare un ruolo più attivo nell’interpretazione e nella gestione dei cambiamenti sociali legati anche al fenomeno del gioco. Ringraziando gli organizzatori per lo studio presentato durante l’incontro, Girelli ha sottolineato come la politica debba tornare a “determinare le scelte e non limitarsi a commentare i fatti”, evidenziando una perdita di credibilità e di capacità di orientare il futuro che contribuisce alla crescente caduta di speranza e di prospettiva nella società italiana. Entrando nel merito del tema del gioco, il parlamentare ha osservato come molte delle politiche adottate negli anni passati – in particolare quelle basate su limiti e distanze dei punti gioco da luoghi sensibili – rischino oggi di risultare strumenti ormai superati, soprattutto alla luce dell’evoluzione del fenomeno verso il digitale e delle nuove modalità con cui le giovani generazioni si rapportano al denaro, al rischio e alle aspettative sul futuro. Secondo Girelli è necessario agire su due fronti: da un lato rafforzare il contrasto al gioco illegale e alle infiltrazioni criminali, ricordando le migliaia di siti irregolari che ogni anno vengono chiusi dalle autorità, dall’altro investire maggiormente in educazione e prevenzione, in particolare sull’uso consapevole delle tecnologie e sul rapporto con il denaro. Il deputato ha richiamato l’attenzione sull’importanza dell’educazione digitale, sottolineando come spesso chi dovrebbe educare le nuove generazioni abbia meno competenze tecnologiche rispetto ai giovani stessi. Per questo, ha spiegato, è necessario costruire percorsi educativi più ampi che coinvolgano non solo la scuola ma anche altri contesti formativi e sociali, come lo sport e le attività associative, dove figure di riferimento come allenatori o educatori possono avere un forte impatto sui ragazzi. Girelli ha inoltre evidenziato come il tema del gioco debba essere affrontato con un approccio culturale più ampio, considerando anche i dati sul fenomeno: circa 16 milioni di italiani coinvolti nel gioco, con 1,5 milioni di persone che presentano forme di gioco patologico e oltre 157 miliardi di euro giocati ogni anno. Il parlamentare ha infine richiamato un principio educativo più generale, sottolineando l’importanza di promuovere attività culturali, relazionali e sportive come strumenti di prevenzione: “Educare al valore dello stare insieme, della lettura, della cultura e delle relazioni è una delle vere protezioni psicologiche per le nuove generazioni”. In questa prospettiva, ha concluso, il Parlamento deve utilizzare studi e ricerche come quelli presentati durante l’incontro per sviluppare strategie di prevenzione più efficaci, capaci di intervenire non solo sui problemi già esistenti ma anche sui cambiamenti che stanno emergendo nella società.







