Nel corso dell’evento “Giocare da grandi. Generazioni a confronto tra sogni e realismo”, in svolgimento presso l’Hotel Nazionale – Sala Capranichetta in Piazza di Monte Citorio a Roma, è intervenuto Fabrizio Formicola, Vice Capo di Gabinetto al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che ha evidenziato come il fenomeno del gioco sia strettamente legato alle dinamiche sociali, economiche e culturali del Paese. Secondo Formicola, il gioco rappresenta in molti casi uno specchio della realtà sociale, con differenze che emergono tra fasce della popolazione: da un lato chi si avvicina al gioco per divertimento o intrattenimento, dall’altro chi lo vede come una possibile via di riscatto economico, spesso in contesti di maggiore fragilità o marginalità sociale. L’esponente del Ministero ha richiamato l’attenzione anche sul quadro del mercato del lavoro, sottolineando come i dati più recenti mostrino segnali positivi: secondo le ultime rilevazioni, l’occupazione continua a crescere con un aumento dello 0,3% e circa 80 mila occupati in più, con miglioramenti che coinvolgono diverse categorie tra dipendenti, autonomi, donne e varie classi d’età. Tuttavia resta critica la situazione dei giovani tra 14 e 24 anni, fascia in cui continua a registrarsi una maggiore incidenza del fenomeno dei Neet, ovvero giovani che non studiano e non lavorano, spesso più esposti a una mancanza di prospettive e a una visione del futuro limitata al breve periodo. Formicola ha inoltre sottolineato come il tema delle aspettative e della fiducia nel futuro non riguardi solo l’Italia ma rappresenti una questione culturale più ampia che coinvolge l’intero contesto occidentale, evidenziando come la percezione della stabilità e della qualità del lavoro possa differire dai dati reali. Nonostante indicatori occupazionali in miglioramento e livelli di disoccupazione tra i più bassi degli ultimi anni, permane infatti una sensazione diffusa di insicurezza. A questo si aggiungono criticità strutturali come il mismatch tra domanda e offerta di lavoro e la carenza di competenze in settori ad alta qualificazione, in particolare nelle discipline STEM, sempre più richieste dal mercato del lavoro europeo. Secondo Formicola, affrontare queste sfide – dalla formazione alla qualità del lavoro fino alle prospettive per i giovani – rappresenta un passaggio fondamentale per rafforzare la fiducia delle nuove generazioni e incidere anche sulle dinamiche sociali che influenzano il rapporto con il rischio e con il gioco.







