HomeAttualitàGiocare da grandi, Elena Murelli: “La politica torni a guidare il futuro...

Giocare da grandi, Elena Murelli: “La politica torni a guidare il futuro e punti su educazione digitale e prevenzione”

Nel corso dell’evento “Giocare da grandi. Generazioni a confronto tra sogni e realismo”, in corso presso l’Hotel Nazionale – Sala Capranichetta in Piazza di Monte Citorio, Elena Murelli, membro della Commissione Affari Sociali, Sanità, Lavoro Pubblico e Privato del Senato, ha sottolineato la necessità che la politica recuperi un ruolo di guida nella lettura dei cambiamenti sociali e nelle politiche di prevenzione legate al gioco e ai nuovi comportamenti delle giovani generazioni. Ringraziando gli organizzatori per l’invito e per lo studio presentato, la senatrice ha evidenziato come la politica rischi spesso di limitarsi a commentare ciò che accade invece di determinare l’agenda del futuro, con un conseguente deficit di credibilità e di prospettiva. Secondo Murelli, i dati della ricerca dimostrano come molte delle politiche adottate negli anni passati, in particolare quelle basate su distanze dai luoghi sensibili o limiti temporali alle macchine da gioco, appartengano ormai a una visione superata del fenomeno. Il contesto è infatti profondamente cambiato e richiede una lettura aggiornata che tenga conto sia della popolazione adulta, dove il fenomeno continua a esistere, sia soprattutto delle nuove generazioni, sempre più immerse in un ambiente digitale che modifica il rapporto con il denaro, il rischio e le aspettative di vita. La senatrice ha quindi indicato la necessità di agire su due fronti: da un lato il contrasto al gioco illegale e fuori controllo, ricordando le migliaia di siti oscurati ogni anno e l’interesse della criminalità organizzata nel settore; dall’altro un forte investimento in educazione, in particolare digitale e finanziaria, per aiutare i più giovani a sviluppare un rapporto consapevole con il denaro e con gli strumenti tecnologici. Murelli ha evidenziato anche il rischio di un divario generazionale nelle competenze, con adulti e formatori talvolta meno preparati dei giovani nell’utilizzo delle tecnologie digitali. In questo quadro, ha spiegato, la scuola rappresenta solo una parte della soluzione: l’educazione può passare anche da altri contesti formativi e relazionali, come lo sport o le attività culturali, dove figure di riferimento come allenatori o educatori possono avere un impatto molto forte sui ragazzi. La senatrice ha inoltre espresso perplessità su alcune modalità di comunicazione pubblicitaria del gioco online, ricordando i numeri del fenomeno in Italia: circa un milione e mezzo di persone con problemi di gioco patologico, un ulteriore milione e quattrocentomila a rischio, circa 157 miliardi di euro giocati ogni anno e una platea potenziale di circa 16 milioni di cittadini coinvolti nel gioco. In conclusione, Murelli ha ribadito che il Parlamento è pronto ad affrontare il tema con nuove iniziative legislative e di prevenzione, partendo proprio da studi e analisi come quello presentato durante l’incontro, con l’obiettivo di intervenire non solo sulle criticità già emerse ma anche su quelle che potrebbero manifestarsi nel prossimo futuro, rafforzando al tempo stesso il valore educativo delle relazioni sociali, della cultura, della lettura e delle attività condivise come strumenti di protezione e crescita per le nuove generazioni.

Altri articoli