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“Giocare da grandi”, De Vita (Fondazione FAIR): l’intelligenza artificiale può rafforzare consapevolezza e sostenibilità nel gioco

L’intelligenza artificiale come strumento per aumentare la consapevolezza dei consumatori, migliorare i sistemi di prevenzione e favorire un modello di gioco più sostenibile. È questo uno dei temi emersi durante l’intervento di Stefano De Vita, direttore generale della Fondazione FAIR, nel corso dell’incontro “Giocare da grandi. Generazioni a confronto tra sogni e realismo”, promosso dall’Osservatorio sul gioco pubblico di SWG e svoltosi oggi a Roma nella Sala Capranichetta dell’Hotel Nazionale.

Aprendo il suo intervento, De Vita ha ricordato come il tema dell’intelligenza artificiale sia estremamente complesso e intrecciato con questioni centrali come l’etica e la responsabilità nell’uso delle tecnologie. Parlare di intelligenza artificiale, ha osservato, richiederebbe molto tempo perché il tema coinvolge aspetti tecnologici, economici e sociali. In questo scenario, secondo il direttore generale della Fondazione FAIR, l’Europa si trova oggi in una posizione delicata nello scenario globale dell’innovazione, tra i grandi poli tecnologici rappresentati da Stati Uniti e Cina. Proprio per questo, ha aggiunto, è necessario individuare ambiti concreti in cui queste tecnologie possano produrre benefici sociali.

Tra questi ambiti rientra anche la costruzione di una maggiore cultura economica e finanziaria, tema che riguarda direttamente il rapporto tra cittadini e consumo. In questo contesto, De Vita ha indicato come l’intelligenza artificiale possa rappresentare uno strumento utile, a condizione che venga utilizzata con un forte senso di responsabilità da parte delle imprese. Se le aziende scelgono di utilizzare queste tecnologie in modo responsabile, ha spiegato, l’intelligenza artificiale può contribuire a rafforzare la consapevolezza dei consumatori e a migliorare la gestione dei comportamenti di spesa.

Riferendosi al settore del gioco, De Vita ha osservato come spesso il dibattito pubblico tenda a concentrarsi esclusivamente sulle situazioni più problematiche, trascurando invece l’importanza di comprendere i comportamenti complessivi dei giocatori. In alcuni casi, ha spiegato, il problema non riguarda solo le situazioni di dipendenza, ma anche la mancanza di strumenti di controllo finanziario da parte dei consumatori. A volte i giocatori spendono somme che potrebbero essere gestite in modo più consapevole o destinate anche ad altri obiettivi personali.

In questo scenario l’intelligenza artificiale può svolgere un ruolo importante grazie alla sua capacità di individuare segnali precoci e modelli di comportamento, consentendo interventi tempestivi. Queste tecnologie permettono infatti di analizzare dati e individuare segnali di rischio, offrendo la possibilità di intervenire prima che si sviluppino situazioni problematiche. Secondo De Vita, questo approccio può contribuire a costruire modelli di prevenzione più efficaci e a rendere il rapporto tra operatori e consumatori più equilibrato.

Il direttore generale della Fondazione FAIR ha sottolineato come le aziende del settore possano svolgere un ruolo centrale in questo percorso. Le imprese, ha spiegato, sono i soggetti che possono investire nelle tecnologie e dialogare con i regolatori per dimostrare come l’innovazione possa contribuire a ridurre i rischi e migliorare la sostenibilità del sistema. L’utilizzo dell’intelligenza artificiale, in questa prospettiva, può aiutare a sviluppare modelli di gioco più controllati e responsabili.

De Vita ha inoltre ricordato come lo sviluppo di questi strumenti richieda investimenti significativi, spesso sostenibili soprattutto dalle realtà industriali più strutturate. Per questo motivo diventa fondamentale rafforzare la collaborazione tra imprese, istituzioni e mondo della ricerca, con l’obiettivo di costruire strategie comuni e strumenti efficaci di prevenzione.

Nel suo intervento ha richiamato anche le trasformazioni culturali che stanno interessando le nuove generazioni, sempre più immerse in ambienti digitali complessi. Fenomeni legati ai videogiochi e allo streaming mostrano come l’intrattenimento stia cambiando profondamente, con modalità di partecipazione che spesso passano anche attraverso l’osservazione di altri giocatori o creator.

In questo contesto diventa ancora più importante valorizzare il ruolo del gioco online legale, che oggi dispone di strumenti tecnologici avanzati per monitorare i comportamenti e intervenire in presenza di segnali di rischio. Secondo De Vita esistono ormai le condizioni per sviluppare modelli di tutela più evoluti, anche grazie ai progressi normativi registrati negli ultimi anni.

La direzione indicata dal direttore generale della Fondazione FAIR è quella di un lavoro comune tra istituzioni, imprese e mondo della ricerca, non limitato alla comunicazione ma orientato allo sviluppo di strumenti concreti di prevenzione e informazione. Per spiegare questo approccio, De Vita ha richiamato l’esempio di altri settori dei consumi in cui negli anni è cresciuta la consapevolezza dei cittadini. Quando acquistiamo un prodotto alimentare, ha osservato, sappiamo quante calorie contiene e siamo quindi in grado di fare una scelta informata.

Secondo De Vita è proprio questa la strada che anche il settore del gioco dovrebbe continuare a percorrere: aumentare il livello di informazione e consapevolezza dei consumatori, affinché le persone possano comprendere meglio i propri comportamenti e gestire in modo più responsabile le proprie scelte. In questo percorso l’intelligenza artificiale può rappresentare uno strumento decisivo per costruire un rapporto più equilibrato tra tecnologia, consumo e tutela delle persone.

Redazione Jamma
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