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Germania, inchiesta sulle lotterie: “Quasi 400 milioni sottratti a fisco e finalità sociali”

Una maxi inchiesta realizzata dalla giornalista investigativa e hacker Lilith Wittmann in collaborazione con il programma RTL Extra punta il dito contro Lottoland, sostenendo che il principale operatore di cosiddette “lotterie secondarie” avrebbe causato tra il 2019 e il 2023 un danno economico di centinaia di milioni di euro allo Stato tedesco e agli enti benefici.

L’indagine, basata su documenti interni del gruppo Lottoland e su materiale proveniente anche dalla Malta Gaming Authority (MGA), afferma che la società conta circa 3,5 milioni di clienti in Germania, molti dei quali credono di acquistare online un normale biglietto della lotteria statale, quando in realtà parteciperebbero a una scommessa sull’esito dell’estrazione.

Secondo Wittmann, il modello di business avrebbe consentito al fondatore David von Rosen-von Hoewel di costruire un patrimonio miliardario, mentre lo Stato tedesco avrebbe perso, solo tra il 2019 e il 2023, quasi 400 milioni di euro tra imposta sulle lotterie e contributi destinati a finalità sociali. L’inchiesta sostiene inoltre che tali risorse avrebbero potuto finanziare programmi di welfare, assistenza e prevenzione delle dipendenze.

Il cuore dell’accusa

La ricostruzione parte da un presupposto giuridico: in Germania le cosiddette “second lotterie”, ovvero le scommesse sui risultati delle lotterie ufficiali, sono considerate illegali. Secondo la giornalista, i siti Lottoland.com e Lottohelden.de darebbero agli utenti l’impressione di partecipare direttamente alle lotterie statali, mentre in realtà il cliente stipulerebbe una scommessa privata con l’operatore sui numeri estratti.

L’indagine evidenzia come il monopolio pubblico delle lotterie tedesche sia stato istituito non solo per disciplinare il mercato del gioco, ma anche per garantire che una parte rilevante delle raccolte venga destinata al finanziamento di attività di interesse pubblico. Secondo Wittmann, questo meccanismo verrebbe aggirato dalle lotterie fornite dall’estero.

I numeri dell’indagine

Analizzando i bilanci della società maltese European Lotto and Betting Limited (ELBL), che dal 2019 gestisce le attività di Lottoland in Germania e Austria, l’inchiesta ricostruisce il volume d’affari dell’operatore nel segmento delle lotterie:

  • 2019: 139,9 milioni di euro;
  • 2020: 224,7 milioni;
  • 2021: 259,5 milioni;
  • 2022: 301,5 milioni;
  • 2023: 312 milioni.

Assumendo che almeno l’80% del fatturato sia stato generato in Germania, la ricerca stima circa 165 milioni di euro di imposta sulle lotterie non versata e altri 227 milioni di euro di contributi destinati a finalità sociali, per un totale vicino ai 400 milioni di euro nel periodo 2019-2023.

L’autrice sostiene inoltre che il danno complessivo potrebbe essere ancora più elevato, considerando che Lottoland opera sul mercato tedesco dal 2012.

Anche casinò e scommesse sportive nel mirino

L’inchiesta non riguarda soltanto le lotterie secondarie. Wittmann sostiene infatti che ELBL avrebbe offerto anche casinò online e scommesse sportive senza una licenza valida per il mercato tedesco.

Secondo i documenti analizzati, tra il 2019 e il 2023 il volume complessivo delle giocate avrebbe raggiunto circa 6,4 miliardi di euro. Applicando la tassazione prevista dalla normativa tedesca sulle giocate, la giornalista ipotizza ulteriori imposte per circa 255 milioni di euro, a fronte di circa 35 milioni di euro di tasse sul gioco risultanti dai bilanci della società.

La posizione di Lottoland

Lottoland respinge integralmente le conclusioni dell’inchiesta. L’azienda afferma di aver sempre versato “tutte le imposte previste dalla legge” per la propria attività in Germania e sostiene che i dati utilizzati siano incompleti, estrapolati dal contesto e fuorvianti sotto aspetti essenziali. Di conseguenza, secondo la società, le conclusioni tratte dall’indagine sarebbero errate.

Il ruolo di Malta

Una parte significativa dell’inchiesta riguarda il sistema delle licenze rilasciate da Malta e Gibilterra, che secondo Wittmann avrebbe consentito a operatori esteri di offrire servizi ritenuti illegali dal diritto tedesco.

La giornalista richiama inoltre una recente sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea, secondo cui una licenza maltese produce effetti principalmente nel territorio di Malta, salvo che altri Stati membri ne riconoscano espressamente la validità.

L’inchiesta evidenzia anche le difficoltà incontrate dalle autorità tedesche nell’ottenere collaborazione dalla Malta Gaming Authority durante le attività di contrasto al gioco illegale.

Redazione Jamma
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