HomeAttualitàGaming e sicurezza: il Rapporto Clusit svela i rischi delle piattaforme online

Gaming e sicurezza: il Rapporto Clusit svela i rischi delle piattaforme online

Il Rapporto Clusit 2026 delinea un quadro d’allarme per il settore dell’intrattenimento digitale, dove l’evoluzione tecnologica si scontra con strategie criminali sempre più raffinate. L’analisi evidenzia come i videogiochi e le piattaforme di gioco online non siano solo spazi di svago, ma veri e propri vettori di minacce informatiche e scenari di massicce operazioni di polizia.

Un dato di rilievo riguarda la sicurezza dell’hardware utilizzato dai videogiocatori. Nel corso del 2025, la botnet BadBox 2 ha rappresentato una minaccia pervasiva, infettando milioni di dispositivi Android a basso costo. Tra i principali bersagli figurano i sistemi utilizzati per il gaming domestico e lo streaming. Queste botnet sfruttano vulnerabilità nei firmware di terze parti, trasformando le console e i set-top box in strumenti pronti a lanciare attacchi su larga scala o a esfiltrare dati personali all’interno delle reti domestiche.

Sul fronte del contrasto al crimine organizzato, l’Operazione Gotha 2 ha segnato un punto di svolta nel settore dello streaming illegale e dell’accesso abusivo ai sistemi informatici. Coordinata dalla Procura di Catania, l’indagine ha smantellato un’organizzazione gerarchica che gestiva un vasto network di IPTV illegali, distribuendo palinsesti di colossi come Dazn, Sky, Netflix e Amazon Prime. Il sistema serviva circa 900.000 utenti e generava profitti illeciti stimati in milioni di euro mensili, causando danni diretti all’industria multimediale per oltre 30 milioni di euro al mese.

Il Rapporto sottolinea inoltre come i criminali preferiscano oggi l’utilizzo di credenziali valide (Valid Accounts) sottratte agli utenti piuttosto che attaccare direttamente i complessi sistemi di sicurezza delle piattaforme. Attraverso il phishing potenziato dall’intelligenza artificiale, gli attaccanti catturano le identità digitali dei giocatori per accedere ai loro account e ai relativi metodi di pagamento, eludendo i sistemi antifrode tradizionali.

In risposta a questa escalation, le autorità puntano sulla prevenzione mirata. Progetti come “Cybersummer” e “Una vita da Social” sono stati potenziati per formare i giovani utenti sui rischi legati alla navigazione e alle attività di gioco online, promuovendo una cultura della sicurezza digitale fin dalle prime esperienze ludiche in rete.

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