Nel corso dell’Italian Gaming Expo & Conference 2026 in corso a Roma, il panel “Responsible Gaming e ESG: verso un nuovo modello di governance del settore”, ha affrontato uno dei temi emergenti per il settore del gioco pubblico: la costruzione di una reputazione aziendale credibile in un contesto spesso oggetto di percezioni critiche.
A intervenire è stata Imma Romano (in foto), direttrice Relazioni Istituzionali di Codere Italia, che ha richiamato la necessità di un cambio di passo, sottolineando come le iniziative oggi messe in campo rischino di restare isolate se non inserite in una visione più ampia e condivisa.
Secondo Romano, infatti, è fondamentale che le buone pratiche non rimangano episodi singoli, ma diventino “un approccio di sistema”, capace di incidere realmente sulla percezione del settore. Un aspetto particolarmente rilevante in un comparto ad alta esposizione reputazionale, dove il rapporto con l’opinione pubblica è spesso complesso.
La dirigente ha evidenziato come, negli ultimi anni, la percezione del gioco pubblico non sia migliorata, anzi in alcuni casi sia peggiorata. Un segnale che, a suo avviso, indica la presenza di criticità strutturali nel modo in cui il settore comunica e si relaziona con i diversi stakeholder.
In questo contesto assume un ruolo strategico un diverso approccio al gioco responsabile.
Romano ha richiamato l’importanza di rimettere al centro la persona, sottolineando come il giocatore non possa essere ridotto a una figura passiva. “È una persona che sceglie, che si informa, che cerca di capire il prodotto”, ha osservato, evidenziando la necessità di superare approcci comunicativi semplificati o stereotipati.
Da qui l’esigenza di maggiore responsabilità da parte di tutti gli attori del settore, sia sul piano comunicativo sia su quello operativo. Continuare a intervenire in modo frammentato o non coordinato, ha lasciato intendere, rischia di non produrre effetti significativi e di alimentare ulteriormente percezioni distorte.
Il panel ha quindi messo in luce una sfida chiave per il futuro del gaming italiano: costruire un modello di approccio alla responsabilità che sia credibile, condiviso e capace di incidere realmente sulla tutela del giocatore, contribuendo a rafforzare il rapporto di fiducia con lavoratori, istituzioni e utenti.






