Costruire un employer branding efficace in un settore ad alta sensibilità reputazionale significa prima di tutto lavorare sulla percezione e sulla coerenza del racconto aziendale. È quanto emerso dal panel “Employer branding in mercati ad alta reputazione sensibile” nell’ambito dell’Italian Gaming Expo & Conference 2026 in corso a Roma, dove si è discusso di come attrarre talenti in contesti complessi come quello del gaming.
Nel suo intervento, Francesco Barone (in foto), HR Manager di NOVOMATIC Italia, ha evidenziato l’importanza di intercettare le aspettative dei candidati e allinearle ai valori aziendali. “È fondamentale riuscire a incrociare le volontà e i desideri dei candidati con ciò che l’azienda rappresenta”, ha spiegato, sottolineando come questo processo richieda un lavoro strutturato e continuo.
Alla base di questa strategia c’è un forte investimento sulla cultura aziendale e sulla responsabilità sociale. NOVOMATIC ha scelto di partire proprio da questi elementi per costruire una narrazione più autentica e coerente del settore. “Abbiamo iniziato a raccontare il nostro mondo con coerenza, partendo dall’interno e dal valore dell’intrattenimento”, ha affermato Barone.
L’obiettivo è quello di superare stereotipi e pregiudizi, mostrando un ambiente di lavoro positivo e dinamico. “Vogliamo trasmettere l’idea di un’azienda in cui si sta bene, dove esistono valori concreti e condivisi”, ha aggiunto, evidenziando come anche il racconto del prodotto – il gioco inteso come intrattenimento – possa contribuire a rendere più accessibile il dialogo, soprattutto con i più giovani.
Un passaggio non semplice, in particolare nei contesti accademici, dove il settore può essere percepito con diffidenza. Per questo, ha spiegato, è importante adottare modalità di comunicazione più vicine alle nuove generazioni, utilizzando linguaggi e strumenti capaci di creare coinvolgimento. Iniziative, attività esperienziali e momenti di contatto diretto diventano così occasioni per costruire una relazione più immediata e concreta.
Elemento centrale resta comunque il tema del gioco responsabile, considerato imprescindibile nella costruzione dell’identità aziendale. “Non può mancare nel racconto: è una componente fondamentale del nostro modo di operare”, ha sottolineato Barone, ricordando anche il valore delle certificazioni e degli standard che contribuiscono a rafforzare la credibilità dell’impresa.
Dal panel emerge quindi come l’employer branding, in un settore come quello del gaming, non possa limitarsi a una strategia comunicativa, ma debba fondarsi su coerenza, responsabilità e capacità di raccontare in modo trasparente la realtà aziendale. Un percorso necessario per attrarre nuove competenze e contribuire, al tempo stesso, a cambiare la percezione complessiva del comparto.






