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Ddl su riforma calcio in Commissione Cultura al Senato, Marcheschi (FdI) chiarisce: “Copertura principale da prelievo 2% su monte scommesse complessivo”

Nella giornata di ieri, durante l’esame in Commissione Cultura del Senato del ddl Marcheschi (FdI) “Disposizioni in materia di sistema calcistico italiano“, il presidente relatore Marti (Lega) si è soffermato anche sull’articolo 4, specificando che “introduce una modifica incisiva ai flussi finanziari generati dal comparto dei giochi sportivi, intervenendo sull’articolo 38 del decreto-legge n. 223 del 2006. A decorrere dal 1° gennaio 2027, per ciascuna scommessa sportiva raccolta in Italia, sia su rete fisica sia tramite piattaforme online e applicazioni a distanza, avente ad oggetto eventi calcistici organizzati dalla FIGC o dalle Leghe professionistiche e dilettantistiche ad essa affiliate, i concessionari per la raccolta del gioco pubblico sono obbligati a versare alla FIGC un contributo pari al 2 per cento dell’importo giocato. La norma impone che almeno il 50 per cento del contributo sia rivolto allo sviluppo dei settori giovanili, anche femminili, e alla formazione e all’utilizzo di calciatori formati in Italia che siano convocabili per le squadre nazionali italiane. Inoltre, una quota pari al 30 per cento di tali entrate è destinata alle attività di prevenzione e contrasto alla ludopatia e al gioco d’azzardo, nonché a progetti sociali volti a contenere l’abbandono dello sport”. In seguito, il relatore è passato a dar conto dell’articolo 19 che pone in capo al Governo “l’obbligo di trasmettere al Parlamento, entro ventiquattro mesi dall’entrata in vigore della legge, una relazione analitica per valutare i risultati della
legge in relazione all’effettivo impiego delle risorse per la valorizzazione e la sostenibilità, all’incremento del minutaggio degli Under 23 formati in Italia, al miglioramento degli indicatori di equilibrio economico-finanziario delle società professionistiche, all’attività del Fondo di garanzia, all’impiego del contributo sulle scommesse sportive e all’applicazione delle riduzioni contributive e fiscali per i giovani lavoratori sportivi”. Infine ha menzionato l’articolo 20 il quale “quantifica l’impatto economico complessivo in 245 milioni di euro annui dal 2027”.

Intervenendo durante la discussione, la senatrice Aloisio (M5S) ha domandato chiarimenti in merito ai “criteri di quantificazione della copertura economica della misura in esame, stimata complessivamente in 245 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2027”. Nel rispondere, l’onorevole Marcheschi (FdI) ha precisato che “la quota principale della copertura deriva dall’applicazione di un’aliquota pari al 2 per cento sul monte scommesse complessivo, calcolata sia alle giocate telematiche sia a quelle fisiche. Tale misura mira a sostituire i flussi finanziari un tempo garantiti dal Totocalcio, strumento ormai superato dalle evoluzioni del mercato”. L’esponente di Fratelli d’Italia ha inoltre evidenziato che “tali somme graveranno sui concessionari autorizzati dallo Stato, senza quindi attingere direttamente all’erario, per poi essere destinate direttamente agli organizzatori degli eventi sportivi”. Ha aggiunto, infine, che la “parte restante della copertura economica sarà alimentata dai proventi derivanti dalle sanzioni pecuniarie irrogate dall’AGCOM nel contrasto alla pirateria televisiva”.

Redazione Jamma
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