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Caso Fonbet – Pirlo, Palmieri: “L’opinione pubblica non distingue più tra mercato delle scommesse legale e clandestino”

Il caso Andrea Pirlo continua ad alimentare il dibattito sul rapporto tra sport e scommesse. A intervenire è anche Raffaele Palmieri, business consultant del settore retail, che denuncia quella che definisce una persistente mancanza di cultura della legalità nel comparto del gioco.

“Quanto ancora siamo lontani dalla percezione di legalità nel nostro settore da parte dell’opinione pubblica?”, si chiede Palmieri. Secondo l’esperto, la vicenda legata alla collaborazione commerciale tra Andrea Pirlo e Fonbet, emersa nei giorni in cui si parlava della sua possibile candidatura a commissario tecnico della Nazionale, ha riportato alla luce un problema ben più ampio.

“Il contratto di sponsorizzazione tra Andrea Pirlo e Fonbet, la principale società di scommesse in Russia, ha scatenato un polverone mediatico tale da portare al fallimento della candidatura. Tutti indignati, dalla politica alla stampa sportiva. Fino a ieri il portale russo era liberamente accessibile anche in Italia. Ci è voluto il caso Pirlo per far ‘scoprire’ Fonbet alle autorità nazionali”, scrive Palmieri.

L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha infatti inserito oggi nella propria blacklist i domini Fonbet.com, Fonbet.info e Fonbetpoker.com, includendoli nell’elenco dei siti di gioco online non autorizzati in Italia.

Palmieri, tuttavia, ritiene che il dibattito pubblico stia guardando nella direzione sbagliata. “La stranezza è che tutti si concentrano sul tema politico, ma la gravità è un’altra: il futuro CT della Nazionale italiana risulta da più di un anno ambassador di un sito di scommesse illegale in Italia.”

Nel suo intervento richiama anche il recente caso Polymarket, osservando come, dopo lo sponsor tecnico della Lazio finito anch’esso nella blacklist ADM, il settore sia nuovamente al centro delle polemiche. “Paradossale che dopo il caso Polymarket ci ritroviamo ancora una volta nell’occhio del ciclone dell’opinione pubblica. Come per dire che tutto ciò è normale nel nostro Paese, ce ne siamo solo un po’ dimenticati.”

Secondo Palmieri, il problema principale è la mancata distinzione tra operatori autorizzati e piattaforme clandestine. “Anche nella stampa generalista non di settore, con l’azzardo continuano a lucrare, aggirando i vari divieti, senza alcuna distinzione tra chi opera in un settore regolato e chi no, tra mondo legale ed illegale. La percezione del ‘se po’ fa’ è ancora alta.”

A suo giudizio, gli sforzi compiuti sul fronte del gioco responsabile rischiano così di perdere efficacia. “Si parla troppo di questo settore e del gioco responsabile, uno sforzo inutile; si introducono misure di repressione ma senza un successo tangibile, nonostante il lavoro di Guardia di Finanza e ADM sia notevole.”

Palmieri propone infine di affiancare al contrasto dell’offerta illegale anche misure rivolte alla domanda, citando l’esempio della Turchia: “Una nuova forma di deterrenza è quella di colpire la domanda, non più solo l’offerta illegale. Come il disegno di legge approvato in Turchia, dove forti sanzioni sono applicate ai giocatori che frequentano questi siti illegali e anche a chi li promuove.”

Nel frattempo, nonostante l’inserimento dei domini nella blacklist ADM, la vicenda evidenzia anche i limiti tecnici del sistema di oscuramento. Dai controlli effettuati dalla redazione di Jamma risulta infatti che Fonbet continua a essere raggiungibile attraverso un meccanismo di reindirizzamento verso un dominio alternativo, consentendo ancora l’accesso alla piattaforma. Una circostanza che dimostra come il contrasto ai siti di gioco illegali richieda un costante aggiornamento delle misure di inibizione, poiché gli operatori non autorizzati ricorrono frequentemente a nuovi domini e redirect per aggirare i blocchi.

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