HomeAttualitàCalendario ippico 2026, il Tar del Lazio respinge il ricorso di Federippodromi...

Calendario ippico 2026, il Tar del Lazio respinge il ricorso di Federippodromi e UNI

Il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio ha respinto il ricorso presentato da Federippodromi e dall’Unione Nazionale Ippodromi contro i decreti del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste relativi ai criteri di definizione e all’approvazione del calendario delle corse ippiche per il 2026. La sentenza, pubblicata il 22 luglio 2026, conferma la legittimità dell’impianto programmatorio adottato dal Masaf e dispone la compensazione delle spese di giudizio tra le parti.

Le associazioni di categoria contestavano l’introduzione di nuovi criteri per l’assegnazione delle giornate di corse e dei montepremi, ritenendo che il sistema approvato dal Ministero avesse ridimensionato il peso della classificazione degli ippodromi, attribuendo maggiore rilevanza ad altri parametri come il rating delle corse, il numero medio dei cavalli partiti, le peculiarità territoriali e le esigenze tecniche di programmazione. Secondo i ricorrenti, tali elementi avrebbero alterato il modello di classificazione definito nel dicembre 2024.

Il Tar ha invece condiviso la ricostruzione del Ministero, evidenziando come la classificazione degli ippodromi rappresenti soltanto uno dei criteri utilizzati nella definizione del calendario nazionale delle corse. I giudici hanno sottolineato che il calendario costituisce il risultato di una programmazione più ampia, nella quale concorrono anche esigenze organizzative, tecniche, economiche e territoriali, oltre agli obiettivi di miglioramento della qualità delle competizioni, del benessere animale e dell’equilibrio complessivo del sistema ippico.

La sentenza affronta anche il tema della partecipazione delle associazioni al procedimento amministrativo. Il collegio ha rilevato che Federippodromi e UNI avevano presentato osservazioni durante la fase istruttoria e che il loro contributo era stato preso in considerazione, pur senza essere recepito. Per il Tar, l’Amministrazione non era tenuta a fornire una risposta analitica a ogni singola osservazione, essendo sufficiente una motivazione complessiva idonea a giustificare le scelte adottate.

I giudici hanno inoltre ritenuto inammissibili o comunque generiche molte delle censure formulate dalle associazioni, osservando che non erano stati indicati casi concreti nei quali l’applicazione dei criteri contestati avesse prodotto effetti lesivi specifici per i singoli ippodromi rappresentati. Di conseguenza, il ricorso principale e i successivi motivi aggiunti sono stati integralmente respinti, confermando la validità del calendario delle corse ippiche per il 2026 e dei criteri adottati dal Masaf per la sua elaborazione.

Redazione Jamma
Redazione Jammahttps://www.jamma.it/
Il quotidiano del gioco legale
Altri articoli